Tutto pronto, tranne la cosa più importante: il numero. Le immissioni in ruolo 2026/27 dei docenti sono ferme ai blocchi di partenza perché manca ancora il decreto che autorizza il contingente nazionale, cioè il tetto massimo di assunzioni a tempo indeterminato che lo Stato può coprire. Il Ministero dell’Istruzione ha già trasmesso a MEF e Funzione Pubblica la richiesta di assumere su tutti i posti rimasti liberi dopo la mobilità, e l’autorizzazione è attesa a giorni. Ma finché quel decreto non esce, su Istanze Online non si muove niente.
Chi aspetta il ruolo, insomma, in questa fase può fare una sola cosa: tenersi pronto. Vediamo però cosa si sa già, perché il quadro è più definito di quanto sembri.
Quanti posti ci sono
Il bacino di partenza è noto. Al termine delle operazioni di mobilità risultano 44.642 posti vacanti e disponibili, secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore. Le proiezioni sindacali alzano l’asticella: la FLC CGIL arriva a circa 46.800, la UIL Scuola RUA parla addirittura di quasi 48.000 cattedre libere dopo i movimenti del personale di ruolo.
Attenzione, però, a non confondere i piani. Quelle cifre rappresentano la disponibilità teorica, non le assunzioni. Il contingente autorizzato dal MEF tiene conto della sostenibilità di bilancio e quasi mai coincide con il totale dei posti liberi: l’anno scorso, per il 2025/26, furono autorizzate poco più di 48.500 immissioni a fronte di quasi 53.000 cattedre vacanti. Lo scarto, insomma, è la regola. Quante saranno le nomine vere per settembre lo dirà solo il decreto.
Il calendario delle nomine: le tre tappe
Il cronoprogramma, invece, c’è già. Il Ministero lo ha illustrato ai sindacati nell’informativa del 26 giugno, con la bozza delle istruzioni operative. Tre le scadenze da segnare.
Entro il 30 luglio si chiude la fase ordinaria: assegnazione delle sedi per le assunzioni a tempo indeterminato su posto comune, compresi i contratti a tempo determinato finalizzati al ruolo per i vincitori di concorso non ancora abilitati, e conclusione degli scorrimenti sul sostegno.
Dal 31 luglio al 13 agosto tocca al sostegno da graduatorie GPS: assegnazione delle cattedre agli aspiranti di prima fascia nella provincia di inserimento.
Entro il 21 agosto, infine, si completa la cosiddetta mini call veloce: la fase interprovinciale per i posti di sostegno rimasti scoperti, con istanze da presentare tra il 14 e il 18 agosto. Tutte le operazioni dovranno chiudersi entro il 31 agosto, per la presa di servizio del 1° settembre 2026. Tempi compressi, come hanno fatto notare gli stessi sindacati, anche perché rischiano di accavallarsi con le domande di assegnazione provvisoria.
Da quali graduatorie si assume
Il meccanismo di fondo resta quello dell’articolo 399 del Testo Unico: i posti si dividono al 50% tra Graduatorie a Esaurimento e graduatorie concorsuali. Dove le GaE sono ormai svuotate — situazione frequentissima, soprattutto alla secondaria — l’intera quota passa ai concorsi.
Dentro il canale concorsuale c’è però un ordine preciso. Prima i vincitori dei concorsi PNRR, che hanno priorità assoluta; poi gli idonei della quota aggiuntiva del 30%, chiamati a scorrimento sui posti ancora liberi; quindi la vera novità di quest’anno, gli elenchi regionali, che raccolgono gli idonei dei concorsi dal 2020 in poi con il punteggio minimo alla prova orale. Per il sostegno, esauriti questi canali, si attinge in subordine alla prima fascia delle GPS, con la mini call veloce a chiudere il cerchio. Il 2026/27, non a caso, è l’anno che completa il piano di assunzioni legato al PNRR, con l’ambizione dichiarata di svuotare le graduatorie.
Come funziona la ripartizione
Un ultimo passaggio che vale la pena capire. Una volta pubblicato il decreto, il totale nazionale viene distribuito tra le regioni; poi ogni Ufficio Scolastico Regionale suddivide la propria quota tra province, gradi di scuola e classi di concorso. Risultato pratico: in una provincia possono esserci 11 cattedre libere e un contingente di 10 nomine. Il posto in più resta lì, destinato alle supplenze.
Per chi è in graduatoria, il consiglio operativo è uno: monitorare nell’ordine il sito del MIM, gli avvisi del proprio USR e i turni su Istanze Online, perché quando il decreto arriverà la macchina si muoverà in fretta, con la scelta della provincia prima e della sede poi, e appena 5 giorni per accettare o rinunciare dopo l’assegnazione. Il Ministero ha già annunciato una nuova informativa ai sindacati non appena il numero sarà nero su bianco.
FAQ
Quanti posti prevede il contingente immissioni in ruolo 2026?
Il numero ufficiale non c’è ancora: il decreto MEF non è stato pubblicato. Dopo la mobilità risultano 44.642 posti vacanti, ma le assunzioni autorizzate saranno definite solo dal decreto.
Quando escono le nomine in ruolo 2026/27?
Il calendario prevede la fase ordinaria entro il 30 luglio, il sostegno da GPS prima fascia tra il 31 luglio e il 13 agosto e la mini call veloce entro il 21 agosto, con presa di servizio il 1° settembre 2026.
Da quali graduatorie si assume nel 2026/27?
Metà posti dalle GaE e metà dai concorsi; dove le GaE sono esaurite, tutto va ai concorsi. Priorità ai vincitori PNRR, poi idonei al 30%, elenchi regionali e, per il sostegno, GPS di prima fascia.
Cos’è la mini call veloce?
È la procedura interprovinciale per i posti di sostegno rimasti liberi dopo le nomine da GPS: le domande si presentano dal 14 al 18 agosto e le assegnazioni arrivano entro il 21.
Perché il contingente è inferiore ai posti vacanti?
Perché è un tetto di spesa deciso dal MEF in base al bilancio: non crea cattedre, fissa il numero massimo di assunzioni. Nel 2025/26 furono autorizzati 48.500 posti su 53.000 vacanti.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






