Chi è Marco Ferdico? L’ex capo della Curva Nord dell’Inter pentito: la condanna, l’omicidio Boiocchi e i verbali su Dimarco

Serena Comito

Chi è Marco Ferdico? L'ex capo della Curva Nord dell'Inter pentito: la condanna, l'omicidio Boiocchi e i verbali su Dimarco

Per anni è stato la voce e il volto social della Curva Nord di San Siro. Oggi il suo nome sta facendo tremare i direttivi del tifo organizzato di mezza Milano, ma per una ragione opposta: Marco Ferdico, 41 anni, ha deciso di collaborare con la giustizia. Dopo Andrea Beretta, è il secondo ex capo ultrà dell’Inter a passare dall’altra parte, e i suoi verbali — depositati in questi giorni — stanno riscrivendo la mappa dei rapporti tra curve, affari e ‘ndrangheta attorno al Meazza.

Dal megafono della Nord al “triumvirato”

Ferdico non era un ultrà qualunque. Era il portavoce della Curva Nord, l’uomo che gestiva la comunicazione del tifo nerazzurro, con decine di migliaia di follower sui social. Soprattutto, era il braccio destro operativo di Andrea Beretta, il capo che — colpito da Daspo — allo stadio non poteva nemmeno entrare. Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Milano, insieme a Beretta e ad Antonio Bellocco, rampollo dell’omonima cosca di ‘ndrangheta di Rosarno, Ferdico formava il “triumvirato” che governava gli affari attorno a San Siro: parcheggi, bagarinaggio sui big match, vendita di cibo, bevande e merchandising. Un monopolio imposto con l’intimidazione, tanto che al processo si sono costituite parti civili anche Inter, Milan e Lega Serie A.

Quel mondo è imploso tra il 2024 e oggi. Il 4 settembre 2024 Beretta uccide a coltellate Bellocco; pochi settimane dopo scatta la maxi-operazione “Doppia Curva”, 54 arresti, e Ferdico finisce in carcere. Per il capitolo sull’associazione a delinquere, aggravata dall’agevolazione mafiosa, è già arrivata una condanna a 9 anni.

La confessione per l’omicidio Boiocchi

Il fascicolo più pesante, però, è un altro: l’omicidio di Vittorio Boiocchi, lo storico capo della Nord freddato sotto casa il 29 ottobre 2022, poche ore prima di Inter-Sampdoria. Il 27 maggio scorso, davanti alla Corte d’Assise di Milano, Ferdico ha ammesso tutto: «Mi prendo le responsabilità e sono completamente colpevole». Secondo le sue stesse dichiarazioni, fu lui a curare la logistica dell’agguato voluto da Beretta e a coordinare il killer materiale, Daniel D’Alessandro, pagato una quindicina di migliaia di euro sui 50mila messi sul piatto.

In aula ha aggiunto due cose che hanno colpito tutti. La prima: all’origine della sua rottura con Boiocchi ci sarebbe stata, paradossalmente, una maglia di Bastoni regalata sotto la curva dopo la finale di Coppa Italia 2022 e mai condivisa col gruppo. La seconda, gelida: «Non chiedo scusa alla famiglia Boiocchi, sarebbe ipocrita. Non c’è scusa né perdono per quello che ho fatto». La famiglia Ferdico, per la cronaca, ha offerto 150mila euro di risarcimento a moglie e figlie della vittima.

Il pentimento e i verbali che scottano

Tre giorni dopo la confessione, il 30 maggio, il passo decisivo: Ferdico inizia a collaborare con i pm della Dda milanese Paolo Storari e Stefano Ammendola e con la Direzione nazionale antimafia. Tre interrogatori fiume tra maggio e giugno, verbali secretati fino a pochi giorni fa. E dentro c’è di tutto — sempre, va ricordato, nella sua versione dei fatti, che gli inquirenti dovranno riscontrare.

C’è la fotografia del potere dei clan sul tifo milanese: «Per tenere la Curva Nord di Milano ci voleva la ‘ndrangheta», ha messo a verbale, sostenendo che le cosche calabresi fossero presenti anche dietro i vertici della curva del Milan. C’è il racconto del patto sull’euroderby di Champions del 2023: un accordo tra Nord e Sud per cui chi fosse arrivato in finale avrebbe girato all’altra curva il 30% dell’incasso — intesa che, a suo dire, ebbe bisogno del benestare di un presunto boss legato alle cosche, arrivato con un messaggio in codice. E c’è persino un capitolo sulla birra di San Siro e sulla spartizione dei ricavi dei bar dello stadio.

Il capitolo Dimarco: gli anelli e il coro

I passaggi più clamorosi per i tifosi riguardano i rapporti tra la curva e i giocatori. Ferdico ha raccontato che, dopo lo scudetto della seconda stella, si rivolse al manager di Federico Dimarco per chiedere un “presente” alla curva, e che la risposta fu la promessa di tre anelli con brillante — per lui, Beretta e Bellocco — uguali a quelli fatti per la squadra. «Però non era un’estorsione», ha precisato al pm. Arresti permettendo: «Ci hanno arrestati» prima della consegna, ha aggiunto, ammettendo anche di aver pensato di andare a chiedere soldi al procuratore del giocatore, senza mai farlo davvero.

E poi c’è l’aneddoto del coro: il terzino, sempre secondo il racconto dell’ex capo ultrà, si sarebbe lamentato perché il coro a lui dedicato era meno bello di quello di Calhanoglu, «e non lo meritava, essendo di Milano e all’Inter da tanti anni». Va detto con chiarezza: Dimarco non risulta indagato, e quelle di Ferdico restano dichiarazioni unilaterali dentro un procedimento in corso.

Il quadro giudiziario, intanto, avanza su più binari: proprio in questi giorni si apre il processo in abbreviato per Mauro Nepi, l’altro imputato per l’omicidio Boiocchi, mentre le rivelazioni del nuovo collaboratore promettono di allungare la lista dei capitoli dell’inchiesta. Il ragazzo del megafono della Nord, ormai, è diventato il testimone chiave contro il mondo che aveva contribuito a costruire.

FAQ

Chi è Marco Ferdico?
È l’ex portavoce della Curva Nord dell’Inter, 41 anni, arrestato nel 2024 nell’inchiesta “Doppia Curva” e condannato a 9 anni per associazione a delinquere con aggravante mafiosa. Da fine maggio 2026 collabora con la giustizia.

Che ruolo ha avuto nell’omicidio di Vittorio Boiocchi?
Ha confessato in Corte d’Assise di aver organizzato la logistica dell’agguato del 29 ottobre 2022 e coordinato il killer, indicando in Andrea Beretta il mandante. Il processo è in corso.

Cosa ha rivelato nei verbali da pentito?
Tra le sue dichiarazioni: la presenza della ‘ndrangheta dietro le curve di Inter e Milan, un patto economico tra le due tifoserie sull’euroderby di Champions 2023 e i rapporti tra ultras e giocatori. Sono versioni al vaglio degli inquirenti.

Cosa c’entra Dimarco con Marco Ferdico?
Secondo il racconto di Ferdico, dopo la seconda stella il giocatore avrebbe promesso tre anelli con brillante ai capi della curva. Lo stesso Ferdico ha escluso l’estorsione e il calciatore non risulta indagato.

Cos’è l’inchiesta Doppia Curva?
È la maxi-indagine della Dda di Milano che nel 2024 ha portato a 54 arresti nelle curve di Inter e Milan, contestando associazione a delinquere, estorsioni e legami con la criminalità organizzata. I processi sono ancora in corso.