Montescaglioso, un pigolio tra i rami salva un cucciolo di falco grillaio: l’intervento del Carabiniere

Serena Comito

Montescaglioso, un pigolio tra i rami salva un cucciolo di falco grillaio: l'intervento del Carabiniere

Un pigolio disperato che arrivava dalla siepe della Stazione dei Carabinieri di Montescaglioso, nel Materano. Poteva passare inosservato, coperto dai rumori dell’inizio turno. Invece un militare si è fermato, ha teso l’orecchio, si è avvicinato. E lì, incastrato tra i rami fitti, ha trovato un cucciolo di falco grillaio di poche settimane, ferito e senza più forze.

Una storia piccola, se vogliamo. Ma di quelle che scaldano, perché finisce bene e perché racconta qualcosa di più grande di una siepe e di un uccellino.

Lo scambio di sguardi e il salvataggio

Il piccolo rapace era messo male. Bloccato da una piccola ferita che gli impediva di liberarsi, visibilmente malnutrito, tremante. Aveva ormai esaurito le energie, e chissà da quanto tempo era lì, prigioniero di quei rami, a chiamare aiuto senza che nessuno rispondesse.

Poi l’incontro. Il Carabiniere si è chinato e tra i due, raccontano dall’Arma, c’è stato un silenzioso scambio di sguardi. Una richiesta d’aiuto vera e propria, a modo suo. Il militare ha liberato il cucciolo con estrema delicatezza, lo ha avvolto al caldo e gli ha restituito quello che sembrava perduto: una possibilità.

Il falco grillaio, l’anima di queste terre

Chi conosce la Basilicata sa che il falco grillaio non è un volatile qualunque. È l’anima stessa di questi luoghi. Un piccolo migratore dal cuore enorme che ogni primavera affronta un viaggio estenuante dai deserti dell’Africa per venire a nidificare proprio qui, tra le fessure dei tetti antichi di Matera e dei borghi vicini.

Socievole, del tutto inoffensivo, è anche un alleato prezioso dell’ecosistema: si nutre di insetti nocivi, rendendo un servizio silenzioso a campagne e centri abitati. Questo cucciolo, in particolare, ha rischiato di spegnersi nel buio di una siepe prima ancora di aver provato l’ebbrezza del primo volo. Un destino che, grazie a un orecchio attento, è stato riscritto.

Le cure al CRAS e i numeri del Centro

Dopo il salvataggio, la macchina degli aiuti si è messa in moto senza perdere tempo. Il piccolo grillaio è stato affidato alle mani esperte del dottor Matteo Visceglia presso il CRAS, il Centro Recupero Animali Selvatici, dove sta ricevendo tutte le cure necessarie per rimettersi in sesto e, un giorno non lontano, tornare a volare.

E i numeri del Centro dicono molto del suo peso per il territorio: nel solo 2025 sono stati 300 gli animali selvatici accolti e curati, appartenenti a 43 specie diverse. Un lavoro che non conosce sosta e che, episodio dopo episodio, tiene in vita un pezzo della biodiversità di queste terre.

Domande frequenti

Cosa è successo a Montescaglioso?
Un Carabiniere, all’inizio del turno, ha sentito un pigolio provenire dalla siepe della Stazione e ha trovato un cucciolo di falco grillaio incastrato tra i rami, ferito e malnutrito. Lo ha liberato e messo al caldo.

Che fine ha fatto il piccolo falco?
È stato affidato al dottor Matteo Visceglia del CRAS, il Centro Recupero Animali Selvatici, dove sta ricevendo le cure necessarie per tornare a volare.

Cos’è il falco grillaio?
Un piccolo rapace migratore che ogni primavera arriva dall’Africa per nidificare tra i tetti antichi del Materano. È inoffensivo, socievole e utile all’ecosistema perché caccia insetti nocivi.

Quanti animali cura il CRAS?
Nel solo 2025 il Centro ha accolto e curato 300 animali selvatici di 43 specie diverse.