Lauren Bennett è morta a 37 anni. Per molti resterà la voce femminile di Party Rock Anthem, la hit degli LMFAO con GoonRock che nel 2011 entrò ovunque: radio, discoteche, programmi tv, video virali, feste, palestre. Un brano diventato in pochi mesi una specie di marchio sonoro di quegli anni, riconoscibile già dai primi secondi.
La cantante britannica aveva fatto parte anche delle Paradiso Girls e delle G.R.L., due progetti pop femminili nati tra musica, danza, videoclip e mercato internazionale. La notizia della sua scomparsa è stata resa pubblica il 6 luglio 2026 dalle ex compagne delle G.R.L., che l’hanno ricordata con parole di affetto e vicinanza.
La causa della morte non è stata comunicata. Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali sulle circostanze del decesso. Lauren Bennett lascia la figlia Harlow, avuta con il ballerino e attore Kenny Wormald.
Lauren Bennett morta
La morte di Lauren Bennett arriva quando il suo nome era ormai legato a una stagione precisa del pop internazionale. Non era una cantante rimasta dentro un solo progetto, anche se una canzone, più di tutte, l’ha resa riconoscibile al grande pubblico.
Aveva iniziato giovane, cercando spazio in un ambiente difficile, competitivo, spesso veloce nel creare volti nuovi e altrettanto veloce nel consumarli. Prima il lavoro nei gruppi femminili, poi la collaborazione con gli LMFAO, quindi l’esperienza nelle G.R.L.: capitoli diversi, ma uniti dallo stesso linguaggio pop fatto di voce, immagine e presenza scenica.
Le ex compagne di band hanno annunciato la sua scomparsa senza aggiungere particolari sulle cause. È un punto importante, perché in casi come questo le ipotesi rischiano di correre più dei fatti. Per ora, l’unica informazione certa è che Lauren Bennett è morta a 37 anni.
Chi era Lauren Bennett
Lauren Bennett era nata nel Kent, in Inghilterra, nel giugno 1989. La musica era entrata presto nella sua vita, prima attraverso esibizioni locali e concorsi, poi con il tentativo di costruirsi una carriera fuori dai confini britannici.
Il suo profilo era quello di una performer completa. Cantava, ballava, sapeva stare davanti alla telecamera. Una caratteristica non secondaria, soprattutto nel pop di fine anni Duemila, quando le girl band venivano costruite intorno a un equilibrio preciso: voce, immagine, coreografie, videoclip, riconoscibilità immediata.
Bennett si è mossa proprio dentro quel mondo. Non sempre con continuità, non sempre con la stessa esposizione, ma con passaggi che l’hanno portata a lavorare in progetti conosciuti a livello internazionale. Dalle Paradiso Girls alle G.R.L., fino alla collaborazione che l’avrebbe fatta arrivare al pubblico globale.
Party Rock Anthem
Il momento più famoso della sua carriera resta Party Rock Anthem, pubblicata nel 2011 dagli LMFAO con GoonRock. Lauren Bennett partecipò al brano come voce femminile e comparve anche nel videoclip ufficiale.
La canzone non fu soltanto un successo radiofonico. Diventò un fenomeno pop. Il ritornello era immediato, il video colorato e riconoscibile, la coreografia semplice abbastanza da essere imitata ovunque. Lo “shuffle” finì per entrare nella cultura pop del periodo, ripreso in programmi televisivi, eventi sportivi, feste e contenuti amatoriali.
Per Bennett quella collaborazione fu una svolta enorme. Anche chi non conosceva il suo nome, conosceva la sua voce. Ed è uno di quei casi in cui una partecipazione, pur dentro un brano firmato da altri artisti, diventa parte dell’identità stessa della canzone.
Il successo fu talmente grande da restare addosso. Nel bene e nel male. Party Rock Anthem le diede visibilità mondiale, ma finì anche per diventare il riferimento principale ogni volta che si parlava di lei.
Le Paradiso Girls
Prima degli LMFAO, Lauren Bennett aveva fatto parte delle Paradiso Girls, gruppo femminile internazionale nato nell’ambiente del pop americano. Il progetto puntava su una formazione multiculturale, sonorità dance-pop e un’immagine vicina a quella delle grandi girl band costruite intorno a musica e performance.
Il brano più noto del gruppo fu Patron Tequila, pubblicato nel 2009 con Lil Jon ed Eve. Una canzone pensata per il circuito club, con un’impronta molto legata al pop statunitense di quel periodo.
Le Paradiso Girls non ebbero una lunga durata, ma per Bennett furono un passaggio importante. Le permisero di entrare in un giro professionale più ampio, tra studi di registrazione, video, promozione e contatti con produttori già inseriti nel mercato internazionale.
Non fu il progetto che la rese famosa al grande pubblico, ma fu uno dei tasselli che prepararono quello che sarebbe arrivato dopo.
Le G.R.L.
Dopo l’esperienza con le Paradiso Girls e la popolarità ottenuta con Party Rock Anthem, Lauren Bennett entrò nelle G.R.L., gruppo formato insieme a Natasha Slayton, Emmalyn Estrada, Paula van Oppen e Simone Battle.
Le G.R.L. nacquero come progetto pop femminile con una forte componente coreografica. Il gruppo lavorava su un’immagine molto definita, su ritornelli diretti e su brani pensati per il mercato internazionale.
Tra le collaborazioni più note ci fu Wild Wild Love con Pitbull. Il singolo più ricordato della band resta però Ugly Heart, uscito nel 2014. Una canzone pop immediata, con un ritornello facile da memorizzare e un’impostazione molto radiofonica.
La storia del gruppo venne segnata dalla morte di Simone Battle nel 2014. Un evento che cambiò inevitabilmente il percorso della band e lasciò un segno profondo sulle componenti rimaste. Dopo quella perdita, le G.R.L. pubblicarono Lighthouse, brano legato al ricordo della collega scomparsa.
La figlia Harlow
Lauren Bennett lascia la figlia Harlow, avuta con Kenny Wormald, ballerino e attore statunitense conosciuto anche per il film Footloose del 2011.
La sua vita privata era rimasta più lontana dai riflettori rispetto agli anni della maggiore esposizione musicale. Dopo la stagione delle hit e dei gruppi pop, Bennett aveva vissuto periodi meno pubblici, senza però uscire del tutto dall’immaginario di chi l’aveva conosciuta attraverso la musica.
La presenza della figlia è uno degli aspetti più delicati della notizia. Restituisce la dimensione personale di una cantante che il pubblico associa soprattutto a una hit mondiale, ma che fuori dalla scena era anche madre.
Causa della morte
La causa della morte di Lauren Bennett non è stata resa pubblica. Nel messaggio con cui è stata comunicata la scomparsa non sono stati forniti dettagli sulle circostanze.
Per questo motivo non è corretto parlare di malore, malattia o altre ipotesi non confermate. La prudenza, in questi casi, è necessaria. Una cosa è raccontare la carriera di un’artista nota, un’altra è riempire con supposizioni ciò che non è stato comunicato.
Il dato certo resta questo: Lauren Bennett è morta a 37 anni e la notizia della sua scomparsa è stata diffusa il 6 luglio 2026.
Il ricordo nel pop
Lauren Bennett appartiene a una generazione di artisti cresciuta in un momento particolare della musica pop. Erano gli anni in cui videoclip, classifiche digitali, televisione musicale e prime dinamiche virali iniziavano a intrecciarsi. Una canzone poteva esplodere in poche settimane e diventare riconoscibile in ogni parte del mondo.
Party Rock Anthem è probabilmente l’esempio più chiaro di quel periodo. Un brano nato per far ballare, ma diventato qualcosa di più grande: tormentone, meme, colonna sonora di feste e video, pezzo simbolo di una fase precisa della cultura pop.
Lauren Bennett è stata parte di quel fenomeno. Non l’unica protagonista, certo, ma una presenza riconoscibile dentro una canzone che ancora oggi molti associano immediatamente agli anni Dieci.
Il suo percorso racconta anche un altro lato dell’industria musicale: gruppi creati, progetti interrotti, collaborazioni che cambiano una carriera, successi improvvisi e momenti più silenziosi. Bennett ha attraversato tutto questo con un’identità artistica legata alla voce, alla danza e alla performance.
Una carriera tra gruppi e hit
La carriera di Lauren Bennett non può essere letta come quella di una popstar tradizionale con album, tour e una linea sempre continua. È stata piuttosto una traiettoria fatta di occasioni diverse, alcune molto visibili, altre più di nicchia.
Le Paradiso Girls le diedero un primo spazio nel pop internazionale. Party Rock Anthem la portò al pubblico globale. Le G.R.L. le offrirono un nuovo progetto di gruppo, con brani pensati per un mercato giovane e internazionale.
Tre capitoli diversi, ma collegati. In tutti c’era la stessa idea di pop: immediato, fisico, costruito anche sull’immagine e sulla capacità di stare in scena.
È per questo che il nome di Lauren Bennett continua a essere ricordato soprattutto da chi ha vissuto quegli anni musicali. Una voce dentro una hit mondiale, ma anche una performer passata attraverso alcuni progetti molto riconoscibili del pop commerciale.
FAQ
Chi era Lauren Bennett?
Lauren Bennett era una cantante britannica, nota per la partecipazione a Party Rock Anthem degli LMFAO e per le esperienze con Paradiso Girls e G.R.L..
Quanti anni aveva Lauren Bennett?
Lauren Bennett aveva 37 anni.
Qual è la causa della morte di Lauren Bennett?
La causa della morte non è stata comunicata.
Per quale canzone era famosa Lauren Bennett?
Era conosciuta soprattutto per Party Rock Anthem, successo mondiale degli LMFAO con GoonRock.
Lauren Bennett aveva figli?
Sì. Lauren Bennett lascia una figlia, Harlow, avuta con il ballerino e attore Kenny Wormald.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






