Chi è Niko Qarkaj? L’uomo dell’uovo diventato simbolo delle proteste in Albania

Serena Comito

Chi è Niko Qarkaj? L'uomo dell'uovo diventato simbolo delle proteste in Albania

Un uomo si arrampica sul cancello di un commissariato, tira fuori un uovo dalla tasca e lo mostra alla folla. «Questa era la mia arma». Poi lo lancia nel cortile. Bastano pochi secondi, ripresi da decine di telefoni, per trasformare Niko Qarkaj in uno dei volti più riconoscibili delle proteste in Albania.

Ma dietro quel gesto c’è una storia che parte molto prima. E che vale la pena raccontare dall’inizio.

L’arresto davanti al Parlamento di Tirana

Qarkaj viene arrestato dopo la manifestazione di giovedì davanti al Parlamento, nel pieno della cosiddetta Rivoluzione dei fenicotteri, l’ondata di mobilitazioni che da fine maggio attraversa il Paese. Tutto era iniziato a Zvërnec, vicino alla laguna di Narta, contro un progetto di resort di lusso legato all’isola di Sazan e sostenuto dall’investitore americano Jared Kushner. I residenti contestavano non solo il cantiere, ma un processo giudicato opaco: leggi sulle aree protette, proprietà dei terreni contese, permessi mai pubblicati. Da lì la protesta è arrivata a Tirana, e poi in altre città.

Gli arrestati di quella giornata vengono accusati di disturbo della quiete pubblica, danneggiamento e violenza contro agenti. Qarkaj finisce nel blocco di sicurezza del Commissariato n. 3. Ed è lì che la sua vicenda prende una piega diversa.

Le crisi epilettiche in cella e le accuse alla polizia

Niko Qarkaj soffre di epilessia. Un dettaglio che, secondo il suo avvocato, in cella non è stato tenuto in nessuna considerazione. Il legale Gentian Serjani denuncia pubblicamente che il suo assistito, trattenuto per circa 48 ore, avrebbe avuto tre crisi epilettiche e sarebbe stato picchiato dagli agenti proprio durante una di queste. «Mi ha mostrato i vestiti insanguinati dai colpi», racconta l’avvocato, che chiede alla Procura di Tirana la scarcerazione immediata: una persona con quella patologia, sostiene, non può restare in stato di arresto.

Non solo. Dal momento del fermo Qarkaj inizia uno sciopero della fame: non tocca cibo, e fa sapere di voler andare avanti. Il caso arriva sul tavolo dell’Avvocato del Popolo e del Comitato Helsinki albanese, avvisati dal legale. Le sue condizioni peggiorano al punto che un’ambulanza lo porta dal blocco di sicurezza all’ospedale.

La versione della polizia, va detto, non combacia: le presunte violenze restano al momento un’accusa della difesa, non un fatto accertato.

La scarcerazione e la crisi in aula

Sabato il tribunale di Tirana decide sulle misure per gli arrestati della protesta. Qarkaj viene rilasciato per mancanza di prove, ma anche durante l’udienza ha una nuova crisi epilettica, con i sanitari costretti a intervenire in aula. Fuori dal palazzo di giustizia, intanto, centinaia di cittadini aspettano da ore la scarcerazione dei manifestanti, accolti poi tra abbracci e applausi.

È a quel punto che arriva la scena dell’uovo. Uscito dal Commissariato n. 3, Qarkaj sale sulle inferriate dell’ingresso, estrae un uovo dalla tasca e lo lancia nel cortile: quella, dice, era tutta la sua arma. Un’immagine che in poche ore fa il giro dei social albanesi.

«Vengo da Kukës»: la storia personale dietro la rabbia

Davanti a telecamere e manifestanti, Qarkaj si presenta così: «Sono Niko Qarkaj, vengo da Kukës. Mio nonno l’hanno impiccato nel 1947, mio padre l’hanno sfruttato in miniera, a me succhiano il sangue da 36 anni. Mio figlio l’hanno costretto a salire su un gommone a 15 anni per scappare a Londra».

Parole durissime anche contro il premier: definisce Edi Rama «un dittatore», si dice pronto a «dare la vita» per la protesta e avverte che dodicimila manifestanti non si possono rinchiudere tutti.

Sul resto della sua biografia — età precisa, professione, famiglia — le informazioni pubbliche verificate al momento si fermano qui. Ciò che è certo è che il suo nome, oggi, è legato a doppio filo a quello della piazza albanese.

FAQ

Chi è Niko Qarkaj?
È un manifestante albanese originario di Kukës, arrestato durante le proteste davanti al Parlamento di Tirana e poi rilasciato per mancanza di prove. È diventato noto per le denunce di violenze subite in cella e per il gesto dell’uovo lanciato nel cortile del commissariato.

Perché Niko Qarkaj è stato arrestato?
È stato fermato dopo la manifestazione di giovedì davanti al Parlamento, nell’ambito delle proteste contro il progetto turistico di Sazan-Zvërnec. Le accuse rivolte agli arrestati erano disturbo della quiete pubblica, danneggiamento e violenza contro la polizia.

Cosa è successo a Niko Qarkaj in cella?
Secondo il suo avvocato ha avuto tre crisi epilettiche nel blocco di sicurezza e sarebbe stato picchiato dagli agenti. Ha iniziato uno sciopero della fame ed è stato portato in ospedale in ambulanza. Le accuse di violenza restano al vaglio delle autorità.

Cosa sono le proteste della Rivoluzione dei fenicotteri?
Sono le mobilitazioni partite a fine maggio 2026 da Zvërnec contro il resort di lusso legato a Jared Kushner sull’isola di Sazan, poi estese a Tirana e ad altre città albanesi contro il governo di Edi Rama.

Cosa significa il gesto dell’uovo?
Uscito dal commissariato, Qarkaj ha mostrato un uovo dicendo che quella era la sua unica «arma», per poi lanciarlo nel cortile: un modo per rispondere alle accuse di violenza contro gli agenti.