Bonus Giovani 2026, domande al via: sgravio fino a 650 euro al mese per assumere under 35, requisiti INPS e regole da rispettare

Daniela Devecchi

Bonus Giovani 2026, domande al via: sgravio fino a 650 euro al mese per assumere under 35, requisiti INPS e regole da rispettare

Il Bonus Giovani 2026 è una delle misure più rilevanti dell’anno per favorire l’occupazione stabile degli under 35, ma va chiarito subito un punto: non è un contributo pagato direttamente ai giovani. Non si tratta quindi di un assegno, di una ricarica o di un bonus personale da richiedere come cittadino.

La misura consiste in un esonero contributivo per i datori di lavoro privati che assumono giovani con contratto a tempo indeterminato. L’obiettivo è rendere meno costoso per le aziende trasformare un’occasione di lavoro in un rapporto stabile. In tal senso, risulterà alleggerito il peso dei contributi previdenziali a carico del datore.

Il beneficio può arrivare fino a 500 euro al mese per lavoratore, ma sale a 650 euro mensili per le assunzioni effettuate in determinate aree del Centro-Sud e della ZES unica per il Mezzogiorno. La durata massima può raggiungere i 24 mesi, a seconda della condizione del lavoratore assunto e dei requisiti previsti.

Bonus Giovani 2026: cos’è

Il Bonus Giovani 2026 è un incentivo pensato per le assunzioni stabili di lavoratori giovani in condizioni di svantaggio occupazionale. In concreto, il datore di lavoro che assume un under 35 con contratto a tempo indeterminato può ottenere uno sconto del 100% sui contributi previdenziali a suo carico.

Restano esclusi dallo sgravio i premi e i contributi INAIL, che continuano quindi a essere dovuti. La misura non riduce i diritti pensionistici del lavoratore, perché resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

Il periodo agevolabile riguarda le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. Le domande passano attraverso il Portale delle Agevolazioni INPS, utilizzato dai datori di lavoro per richiedere l’autorizzazione alla fruizione dell’incentivo.

A chi spetta il bonus

Il bonus spetta ai datori di lavoro privati che assumono giovani con meno di 35 anni. Il lavoratore, quindi, al momento dell’assunzione non deve aver ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età.

Non basta però il requisito anagrafico. Il giovane assunto deve trovarsi anche in una condizione di difficoltà occupazionale. La misura riguarda infatti lavoratori privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 12 mesi se rientrano in specifiche categorie di lavoratori svantaggiati.

Questa distinzione è importante anche per la durata del beneficio. Nei casi di lavoratore molto svantaggiato l’esonero può arrivare fino a 24 mesi. Per alcune categorie di lavoratori svantaggiati, invece, la durata massima può essere inferiore e fermarsi a 12 mesi.

Importi del Bonus Giovani

L’importo ordinario del Bonus Giovani 2026 è pari a un massimo di 500 euro al mese per ciascun lavoratore assunto. Lo sgravio riguarda i contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro e non viene versato materialmente al dipendente.

In alcune zone del Paese l’importo cresce. Per le assunzioni effettuate in una sede o unità produttiva situata nella ZES unica per il Mezzogiorno e nelle aree indicate dalla norma, il limite massimo mensile sale a 650 euro.

Le Regioni coinvolte comprendono Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, oltre a Marche e Umbria secondo quanto previsto dalla disciplina della misura.

Il meccanismo è semplice: più alto è il tetto mensile, maggiore può essere il risparmio contributivo per l’azienda. Resta però un limite invalicabile: l’esonero non può superare i contributi effettivamente dovuti.

Durata dell’incentivo

La durata massima del Bonus Giovani 2026 può arrivare a 24 mesi. Questo significa che, in presenza di tutti i requisiti, il datore di lavoro può beneficiare dello sgravio per due anni.

La durata effettiva dipende però dalla categoria del lavoratore assunto e dalle condizioni previste dalla normativa. Per questo l’autorizzazione dell’INPS è un passaggio decisivo: l’azienda non può applicare liberamente lo sgravio senza il via libera dell’Istituto.

Il beneficio deve inoltre rispettare i limiti di spesa stabiliti per gli anni 2026, 2027 e 2028. Se le risorse disponibili dovessero esaurirsi, le nuove domande potrebbero non essere accolte.

Domanda INPS

La richiesta del Bonus Giovani 2026 deve essere presentata dal datore di lavoro, non dal giovane assunto. La procedura avviene tramite il Portale delle Agevolazioni INPS, già conosciuto anche come ex DiResCo.

Nella domanda devono essere indicati i dati del lavoratore, la tipologia di assunzione, la sede di lavoro e gli elementi necessari per verificare il possesso dei requisiti. L’INPS controlla la disponibilità delle risorse e, in caso di esito positivo, autorizza il datore alla fruizione dell’incentivo.

Dal mese di luglio 2026, i datori autorizzati possono recuperare il beneficio attraverso i flussi UniEmens. Per le mensilità arretrate del 2026, il recupero è previsto secondo le finestre operative indicate dall’Istituto.

Chi resta escluso

Il Bonus Giovani 2026 non si applica a tutti i rapporti di lavoro. Sono esclusi i rapporti di lavoro domestico e i rapporti di apprendistato.

Restano fuori anche le situazioni in cui mancano i requisiti fondamentali: età del lavoratore, condizione di svantaggio occupazionale, assunzione a tempo indeterminato e rispetto delle regole da parte del datore di lavoro.

Il beneficio riguarda lavoratori subordinati non dirigenti assunti stabilmente. Non è quindi una misura pensata per collaborazioni occasionali, partite IVA, contratti domestici o forme di lavoro che non rientrano nel perimetro previsto.

Regole per le aziende

Il datore di lavoro che vuole utilizzare il Bonus Giovani 2026 deve rispettare una serie di condizioni. Una delle più importanti è l’incremento occupazionale netto. In sostanza, l’assunzione agevolata deve portare a un aumento reale dei lavoratori occupati rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.

Ci sono poi limiti legati ai licenziamenti. Nei 6 mesi precedenti l’assunzione, il datore non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva.

La cautela vale anche dopo l’assunzione. Se nei 6 mesi successivi viene licenziato per giustificato motivo oggettivo il lavoratore agevolato, oppure un lavoratore con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva, il beneficio può essere revocato. In quel caso l’azienda deve restituire quanto già utilizzato.

La misura è inoltre legata al rispetto dei trattamenti economici previsti dai contratti collettivi di riferimento. Il datore deve garantire condizioni retributive corrette e non inferiori a quelle previste dal contratto applicato.

Cumulabilità del bonus

Il Bonus Giovani 2026 non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previsti dalla normativa vigente. Questo significa che l’azienda deve verificare con attenzione quale agevolazione convenga applicare e se esistano incompatibilità.

La misura è invece compatibile, nei limiti previsti, con la maggiorazione del costo del lavoro ammesso in deduzione per le nuove assunzioni. Si tratta però di due piani diversi: da una parte lo sgravio contributivo, dall’altra il vantaggio fiscale legato alla deduzione.

Stabilizzazione under 35

Accanto al Bonus Giovani 2026 per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, esiste anche un incentivo dedicato alla stabilizzazione degli under 35. È una misura collegata, ma non identica.

In questo caso non si parla di nuova assunzione, bensì di trasformazione di un contratto a termine in contratto a tempo indeterminato. L’incentivo riguarda le trasformazioni effettuate dal 1° agosto 2026 al 31 dicembre 2026 di rapporti a termine avviati entro il 30 aprile 2026, con durata complessiva non superiore a 12 mesi e trasformati senza interruzione.

Anche per la stabilizzazione l’esonero può arrivare al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore, esclusi premi e contributi INAIL, fino a un massimo di 500 euro mensili per un periodo massimo di 24 mesi.

Il lavoratore deve avere meno di 35 anni e non deve essere mai stato occupato a tempo indeterminato. La domanda seguirà un apposito modulo nel Portale delle Agevolazioni INPS.

Autoimpiego giovani

Un’altra misura spesso confusa con il Bonus Giovani 2026 è quella per l’autoimpiego nei settori strategici. Anche qui si parla di giovani under 35, ma il meccanismo è diverso.

Questa agevolazione riguarda giovani disoccupati che avviano un’attività imprenditoriale o professionale in settori collegati a nuove tecnologie, digitale e transizione ecologica. Non è quindi uno sgravio per un datore di lavoro che assume, ma un sostegno per chi decide di mettersi in proprio.

Il contributo può arrivare a 500 euro al mese per massimo 36 mesi, con erogazione annuale anticipata, secondo le condizioni previste dalla specifica disciplina. È bene non sovrapporre questa misura al Bonus Giovani 2026 per le assunzioni, perché destinatari, finalità e modalità di accesso sono differenti.

Perché conta nel 2026

Il Bonus Giovani 2026 arriva in un momento in cui il lavoro stabile resta uno dei nodi principali per le nuove generazioni. La misura prova a intervenire sul costo del lavoro, spingendo le imprese ad assumere a tempo indeterminato giovani che hanno avuto difficoltà a entrare o rientrare nel mercato occupazionale.

L’impatto reale dipenderà però da diversi fattori: velocità delle autorizzazioni, disponibilità delle risorse, capacità delle aziende di rispettare i requisiti e numero di assunzioni effettivamente trasformate in rapporti duraturi.

Il dato da ricordare è uno: il bonus non premia genericamente l’età giovane, ma l’assunzione stabile di lavoratori under 35 in condizioni occupazionali precise. Per le imprese può rappresentare un risparmio importante; per i giovani può diventare un’occasione concreta solo se si traduce in contratti veri, continui e tutelati.

FAQ Bonus Giovani 2026

Il Bonus Giovani 2026 viene pagato direttamente ai giovani?
No. Il Bonus Giovani 2026 non è un pagamento diretto al lavoratore. È uno sgravio contributivo riconosciuto al datore di lavoro privato che assume giovani under 35 con contratto a tempo indeterminato e nel rispetto dei requisiti previsti.

Quanto vale il Bonus Giovani 2026?
L’importo massimo è di 500 euro al mese per lavoratore. Può salire a 650 euro mensili per assunzioni effettuate in specifiche aree della ZES unica per il Mezzogiorno e nelle Regioni indicate dalla normativa.

Chi può essere assunto con il Bonus Giovani 2026?
Può rientrare nella misura un giovane con meno di 35 anni, assunto a tempo indeterminato, che si trovi in una condizione di svantaggio occupazionale. In particolare, deve essere privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 12 mesi in specifiche situazioni previste dalla disciplina.

La domanda deve farla il lavoratore?
No. La domanda deve essere presentata dal datore di lavoro attraverso il Portale delle Agevolazioni INPS. Il giovane assunto non deve presentare una richiesta personale per ricevere denaro.

Il bonus vale anche per apprendistato e lavoro domestico?
No. I rapporti di apprendistato e di lavoro domestico sono esclusi dal Bonus Giovani 2026.

Quanto dura lo sgravio?
La durata massima può arrivare a 24 mesi, ma dipende dalla tipologia di lavoratore assunto e dal rispetto di tutti i requisiti richiesti.

Il bonus si può perdere?
Sì. Il beneficio può essere revocato se il datore di lavoro non rispetta le condizioni previste, ad esempio in caso di licenziamenti vietati dalla disciplina o mancato incremento occupazionale netto.

La stabilizzazione under 35 è la stessa cosa?
No. La stabilizzazione under 35 è una misura collegata ma diversa. Riguarda la trasformazione di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, con regole e finestre temporali specifiche.