Palermo, la biologia molecolare, i bambini. E una vita passata a ripetere una cosa che oggi la scienza dà quasi per scontata, ma che vent’anni fa suonava rivoluzionaria: l’ambiente in cui viviamo lascia un’impronta dentro di noi, fin dentro il genoma. In queste ore ha cominciato a circolare la notizia della scomparsa di Ernesto Burgio, medico pediatra e tra i più autorevoli divulgatori italiani di epigenetica. A dare l’annuncio, per primi, messaggi di cordoglio comparsi sui social da parte di chi lo aveva conosciuto e stimato.
Al momento la notizia è affidata a queste testimonianze, in attesa di una conferma ufficiale da parte delle società scientifiche di cui Burgio faceva parte. Se confermata, sarebbe una perdita enorme per la medicina ambientale italiana, di cui era una delle voci più riconoscibili. Vale la pena ripercorrere chi era, perché la sua storia dice molto di come è cambiato il modo di guardare alla salute.
Gli studi: da Pavia a Firenze
Ernesto Burgio era palermitano. Si era laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Pavia nel 1977, per poi specializzarsi in Clinica Pediatrica all’Università di Firenze nel 1980. Un percorso classico, di quelli seri, che però lo avrebbe portato verso un territorio all’epoca quasi inesplorato in Italia.
Perché Burgio non è rimasto il pediatra di quartiere. Ha preso la sua formazione clinica e l’ha spinta dentro la biologia molecolare, la genetica, e soprattutto quella disciplina che sarebbe diventata la sua ossessione e la sua firma: l’epigenetica del cancro e del neurosviluppo.
Cos’è l’epigenetica, il suo cavallo di battaglia
Qui sta il cuore del suo lavoro. Mentre per decenni si è cercata la causa delle malattie dentro il DNA, come se fosse un destino scritto e immodificabile, Burgio è stato uno dei primi medici in Italia a spostare lo sguardo. Il punto, secondo lui, non era solo il gene in sé, ma come l’ambiente lo accende, lo spegne, lo modifica.
Inquinamento, stress, sostanze tossiche: tutto questo, spiegava, lascia un segno che può manifestarsi anni dopo, a volte perfino nelle generazioni successive. E c’era un momento della vita che considerava decisivo, quasi sacro: i primi anni, la gravidanza, il legame tra madre e figlio. Lì, diceva, si gioca la partita più importante, perché è lì che avviene la programmazione che ci accompagnerà per sempre. La sua ricerca ruotava attorno a temi come la carcinogenesi ambientale e le origini fetali delle malattie, quello che gli studiosi chiamano DOHaD.
Una carriera tra le grandi reti della medicina ambientale
Il nome di Burgio è legato a doppio filo alle organizzazioni che in Europa studiano il rapporto tra salute e ambiente. È stato presidente del Comitato Scientifico di ISDE Italia, l’associazione dei medici per l’ambiente, dal 2008 fino al 2015-2016, e nello stesso periodo ha guidato anche lo Scientific Committee di ISDE International.
Non solo. Aveva presieduto il comitato scientifico della SIMA, la Società Italiana di Medicina Ambientale, tra il 2018 e il 2020, e faceva parte del consiglio scientifico dell’ECERI di Bruxelles, l’istituto europeo che indaga il legame tra cancro e ambiente. Il suo nome compariva anche nel gruppo Children Environmental Health dell’OMS a Ginevra, nel comitato direttivo della SI-DOHaD e nelle commissioni Ambiente e Salute di società pediatriche come SIP e FIMP. Un curriculum, come scrisse chi provò a intervistarlo, “inaffrontabile” da riassumere in poche righe.
Il medico che partì per l’Africa
C’è un capitolo della sua vita che racconta l’uomo prima ancora dello scienziato. Prima e durante la carriera accademica, Burgio aveva operato come pediatra missionario in alcuni Paesi africani e in Romania. Non un dettaglio da curriculum, ma la spia di un modo di intendere la medicina come impegno, non solo come professione.
Lo stesso spirito lo ritrovi nel suo interesse per l’ecologia, lo sviluppo sostenibile, la bioetica. Burgio era un divulgatore instancabile, richiestissimo nei convegni e nei festival culturali, capace di tenere insieme la biologia più complessa e un linguaggio che arrivava alla gente. Chi lo intervistava restava colpito dalla sua agenda fittissima e dalla passione con cui parlava.
Un pensiero che guardava lontano
Negli ultimi anni si era occupato anche dei temi più caldi del dibattito pubblico, dalle pandemie ai campi elettromagnetici, sempre con la stessa lente: quella di un sistema, il corpo umano, in dialogo continuo con l’ambiente che lo circonda. La sua tesi di fondo era che le malattie croniche non arrivano per caso, ma sono spesso il prodotto di un sovraccarico, di insulti ambientali che si accumulano nel tempo.
Un modo di ragionare che lo rendeva a tratti scomodo, controcorrente rispetto alla medicina più tradizionale, ma che gli ha garantito un seguito fedele tra colleghi, associazioni e famiglie. Se la notizia della sua scomparsa troverà conferma, l’Italia perde una delle sue menti più originali nel campo della salute e dell’ambiente.
Domande frequenti su Ernesto Burgio
Chi era Ernesto Burgio?
Un medico pediatra e ricercatore palermitano, tra i più noti studiosi e divulgatori italiani di epigenetica, cioè di come l’ambiente incide sul genoma e sulla salute.
Di cosa si occupava?
Soprattutto di epigenetica del cancro e del neurosviluppo, carcinogenesi ambientale e origini fetali ed epigenetiche delle malattie. È stato uno dei primi in Italia a divulgare questi temi.
Quali ruoli ha ricoperto?
È stato presidente del comitato scientifico di ISDE Italia e di ISDE International, presidente del comitato scientifico della SIMA e membro del consiglio scientifico dell’ECERI di Bruxelles, oltre che di gruppi di ricerca dell’OMS.
Dove si era formato?
Si era laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Pavia nel 1977 e specializzato in Clinica Pediatrica all’Università di Firenze nel 1980.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






