Addio a Loredana Lubrano, morta la maestra di canto che ha formato una generazione di voci

Serena Comito

Addio a Loredana Lubrano, morta la maestra di canto che ha formato una generazione di voci

C’è chi la chiamava semplicemente “maestra”. E in queste ore quella parola sta riempiendo i social, sotto forma di cuori, note musicali, addii. “Ciao maestra”. “Fai buon viaggio, Angelo mio”. Messaggi che arrivano da ex allievi, colleghi, amici, e che raccontano meglio di qualsiasi biografia chi era Loredana Lubrano: una cantante jazz, un’insegnante di tecnica vocale, una donna che di voci ne ha cresciute tante, forse più di quante lei stessa immaginasse.

La notizia della sua scomparsa si sta diffondendo attraverso il cordoglio di chi l’ha conosciuta e le ha voluto bene. E chi la conosceva, a leggere quei messaggi, la ritrova tutta lì: nel rispetto quasi reverenziale di chi le deve qualcosa.

Napoli, il jazz e una madre spagnola

Loredana era napoletana. Napoletana fino al midollo, per sua stessa ammissione, anche se con una radice spagnola che le veniva dalla madre e che l’ha resa bilingue fin dalla nascita. A Napoli aveva vissuto i primi venticinque anni, e a quella città attribuiva molto del suo carattere: l’intuito, l’istinto, la velocità di reazione, quella capacità tutta partenopea di trovare soluzioni al volo.

Cresciuta tra la musica degli anni Settanta e Ottanta, con una casa dove giravano dischi di ogni tipo, da Paco de Lucía a Dionne Warwick, aveva scelto presto la sua strada: il jazz. Un mondo di nicchia, di addetti ai lavori, dove lei stessa ammetteva con onestà di non essere popolare, ma di essere conosciuta e rispettata da chi il mestiere lo capisce davvero. Aveva pubblicato tre lavori discografici a suo nome, con etichette indipendenti, oltre a concerti importanti e lavori in teatro.

L’insegnamento, la vera vocazione

Se c’è una cosa che i messaggi di addio ripetono più di ogni altra, è il suo talento nell’insegnare. Non era scontato, e lei lo sapeva bene. Amava ripetere che tra il saper fare e il saper insegnare c’è una differenza enorme, e che aveva imparato anche dai fallimenti.

Era cominciata quasi per caso, nella stanza accanto alla cucina di casa, con i primi studenti che le dicevano una cosa semplice: tu le cose le fai capire. Quello studio privato si era presto riempito, era diventato troppo piccolo. Da lì, le scuole, i corsi, e infine il traguardo dei “luoghi sacri” della formazione, quando vinse il concorso per l’insegnamento in Conservatorio, riconosciuta idonea all’insegnamento della tecnica in canto jazz. Per lei la tecnica non era mai fine a se stessa: serviva, diceva, a “sonorizzare l’immaginazione dei ragazzi”, a rendere facile ciò che è difficile.

Il M.A.D. e il lavoro sulla voce

Il suo nome è legato a doppio filo a un progetto: il M.A.D., music aptitude development, che aveva fondato insieme al maestro Valerio Silvestro. Un approccio che univa arte e scienza per sviluppare le attitudini musicali, con un lavoro particolare sul corpo, sul ritmo, sulla postura e sulla propriocezione al servizio della voce cantata.

Sui social si descriveva così, con poche parole nette: cantante, insegnante di tecnica vocale moderna, fondatrice del M.A.D., ricercatrice su voce e intelligenza emotiva. Era responsabile del dipartimento di canto alla SoundTribe di Napoli, e negli anni aveva formato decine di allievi, molti dei quali oggi cantano o insegnano a loro volta. Sotto la sua guida sono passati nomi che poi hanno costruito una carriera, portandosi dietro le sue basi come un marchio di fabbrica.

“Presidente della Musica”, “mamma, maestra di vita”

A restituire il senso di cosa abbia rappresentato per chi l’ha incontrata, bastano le parole lasciate dai suoi allievi. Uno la chiama “la mia Presidente della Musica, anche se tu non apprezzi titoli”, ringraziandola per quello che insegnava “su tutti i fronti”. Un’altra la saluta come “grandiosa donna, mamma, maestra di vita e di musica”.

C’è chi le scrive semplicemente “ciao maestra”, chi lascia una fila di note musicali, chi un cuore. Piccoli gesti, che messi insieme disegnano il ritratto di una persona capace di lasciare un segno. Non la fama dei grandi numeri, ma qualcosa che forse conta di più: l’impronta su chi le è passato accanto e ha imparato, da lei, a usare la propria voce.

Domande frequenti su Loredana Lubrano

Chi era Loredana Lubrano?
Una cantante jazz e insegnante di tecnica vocale napoletana, molto conosciuta nell’ambiente musicale come didatta del canto. Era fondatrice del metodo M.A.D. e responsabile del dipartimento di canto alla SoundTribe di Napoli.

Di cosa si occupava?
Cantava jazz, con tre dischi pubblicati a suo nome, ma soprattutto insegnava tecnica vocale moderna, formando cantanti e insegnanti. Si definiva anche ricercatrice su voce e intelligenza emotiva.

Cos’è il M.A.D. che aveva fondato?
Il M.A.D., music aptitude development, è un metodo creato insieme al maestro Valerio Silvestro, che univa arte e scienza per sviluppare le attitudini musicali, con un lavoro particolare su corpo, ritmo e propriocezione al servizio della voce.

Dove aveva studiato e insegnato?
Napoletana di nascita, aveva insegnato in diverse scuole e vinto il concorso per l’insegnamento della tecnica del canto jazz in Conservatorio, oltre a lavorare alla SoundTribe di Napoli.