Trentamila posti, o quasi. È il numero che fa gola a migliaia di aspiranti insegnanti di sostegno, e che ruota attorno all’XI ciclo del TFA sostegno 2026. Il Ministero ha autorizzato il via, gli atenei si sono mossi, e qualcuno ha già aperto i bandi. Ma c’è ancora un tassello che manca all’appello: il decreto ministeriale definitivo, quello che fissa la ripartizione finale e fa scattare ufficialmente la corsa.
E poi c’è una novità che ha spiazzato parecchi candidati: per la scuola secondaria di secondo grado, stavolta, i posti sono pari a zero. Vediamo nel dettaglio quanti sono i posti, chi può partecipare, come funzionano le prove e cosa aspettarsi nelle prossime settimane.
Quanti posti ci sono e come sono distribuiti
Il numero ufficiale è 30.241 posti a livello nazionale, autorizzati dal Ministero dell’Università e della Ricerca con la Nota n. 4660 del 14 aprile 2026. Una cifra più bassa rispetto al ciclo precedente, il decimo, che ne contava 35.784.
La distribuzione, però, è la vera notizia. I posti sono ripartiti su tre gradi soltanto: scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. E con un netto sbilanciamento verso la primaria, che da sola assorbe oltre il 70% del totale. Le regioni del Nord, come Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, sono quelle con la maggiore concentrazione di posti, a riflettere il fabbisogno reale di docenti specializzati.
Il nodo della secondaria di secondo grado
Qui sta il punto che ha fatto più discutere. Per le scuole superiori, nell’XI ciclo, non è previsto alcun posto. Il fabbisogno comunicato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito è zero, una discontinuità netta rispetto al decimo ciclo, che invece destinava una quota rilevante proprio a quel grado. La ragione, secondo le note ministeriali, è il surplus di specializzati già prodotto dai cicli precedenti.
Chi possiede i titoli per il secondo grado, quindi, resta per ora a bocca asciutta. Diversi atenei hanno comunque chiesto al Ministero di attivare posti anche per le superiori, perciò il quadro potrebbe cambiare con il decreto definitivo. Nel frattempo, per chi punta a quel grado restano alcune alternative: candidarsi per un grado diverso, se si possiede un titolo valido, attendere il XII ciclo o, per chi ne ha i requisiti, percorrere la via INDIRE.
Chi può partecipare: i requisiti
I requisiti cambiano a seconda del grado scelto. Per l’infanzia e la primaria serve il titolo di accesso a quei gradi (laurea in Scienze della Formazione Primaria o titolo equivalente). Per la secondaria di primo grado occorre invece una laurea magistrale o a ciclo unico coerente con almeno una classe di concorso, comprensiva di tutti i CFU previsti dalla normativa, oppure il diploma valido per gli ITP, ancora spendibile fino al 31 dicembre 2026.
Un’opportunità, quest’ultima, che riguarda anche i profili tecnici: ingegneri, architetti, geometri e diplomati tecnici possono trovare nel TFA sostegno un canale concreto d’ingresso nella scuola, a patto di avere i requisiti per una classe di concorso.
Come funzionano le prove di accesso
La selezione si articola in tre fasi: una prova preselettiva, una prova scritta e una prova orale. Tutte si svolgono in presenza, nelle sedi universitarie.
La preselettiva è il primo filtro: 60 quesiti a risposta multipla da risolvere in 120 minuti, suddivisi tra competenze linguistiche, capacità logico-deduttive e area socio-psico-pedagogica. Alla prova scritta accede un numero di candidati pari al doppio dei posti banditi per ciascun grado in ogni ateneo.
Attenzione agli esoneri, perché valgono per molti. Saltano la preselettiva e vanno dritti allo scritto: i docenti con almeno tre annualità di servizio sul sostegno negli ultimi dieci anni scolastici nello specifico grado (entro la riserva del 35% dei posti), i candidati con invalidità pari o superiore all’80%, e tutti i candidati nel caso in cui le iscrizioni siano inferiori o uguali al doppio dei posti banditi per quel grado.
A che punto siamo: il bando e le tempistiche
Ed eccoci al cuore dell’attesa. Al momento l’unico atto ufficiale è la Nota MUR del 14 aprile, che ha autorizzato i posti. Il decreto ministeriale di avvio, quello che fissa la ripartizione definitiva per ateneo e il calendario nazionale unico delle preselettive, è ancora in attesa di pubblicazione.
Diversi atenei, però, non hanno aspettato e hanno già diffuso bandi preliminari o aperto le iscrizioni, con i posti che restano provvisori fino al provvedimento ministeriale. Alcune sedi, ad esempio, hanno fissato la scadenza delle domande al 30 giugno 2026. Le prove preselettive sono attese nel periodo estivo, presumibilmente nella seconda metà di luglio.
Vale la pena leggere il calendario con cautela: i cicli precedenti hanno insegnato che le date slittano. Per dare un riferimento, il IX ciclo partì a fine marzo 2024, il X a fine giugno 2025. La finestra tra decreto e prove è quasi sempre stretta, spesso poche settimane, ed è proprio per questo che iniziare a prepararsi prima della pubblicazione del bando rappresenta un vantaggio concreto.
Costi, durata e cosa si ottiene
Sul fronte economico, in base ai cicli precedenti, la tassa di partecipazione alle prove oscilla indicativamente tra i 100 e i 150 euro, mentre la retta del corso di specializzazione si colloca tra i 2.500 e i 3.500 euro, di norma rateizzabile. In molti casi è possibile usare la Carta del Docente per coprire la retta.
Il percorso prevede l’acquisizione di 60 CFU e dura circa 8-9 mesi, con avvio atteso tra settembre e ottobre 2026 e conclusione, con il diploma di specializzazione, entro giugno 2027. Un titolo con pieno valore legale, che apre l’inserimento in prima fascia GPS e la partecipazione ai concorsi per il ruolo.
Domande frequenti sul TFA sostegno XI ciclo 2026
Quanti posti ci sono nel TFA sostegno XI ciclo?
Sono 30.241 posti a livello nazionale, distribuiti tra infanzia, primaria e secondaria di primo grado, con la primaria che assorbe oltre il 70% del totale.
Perché non ci sono posti per le scuole superiori?
Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato fabbisogno zero per la secondaria di secondo grado, a causa del surplus di specializzati prodotto dai cicli precedenti. Alcuni atenei hanno chiesto comunque l’attivazione, ma serve attendere il decreto definitivo.
Quando esce il bando del TFA sostegno 2026?
Il decreto ministeriale di avvio è ancora atteso. Diversi atenei hanno già pubblicato bandi preliminari, con prove preselettive previste nel periodo estivo, presumibilmente da luglio.
Come è strutturata la prova preselettiva?
È un test di 60 quesiti a risposta multipla da svolgere in 120 minuti, su competenze linguistiche, logico-deduttive e area socio-psico-pedagogica.
Chi è esonerato dalla preselettiva?
I docenti con almeno tre anni di servizio sul sostegno nel grado di interesse negli ultimi dieci anni, i candidati con invalidità pari o superiore all’80% e tutti i candidati se le iscrizioni non superano il doppio dei posti banditi.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






