Laurea abilitante in Biologia 2026: primo via libera alla riforma, ma l’Esame di Stato resta. Cosa cambia per studenti, biologi, Albo, tirocinio e prova finale

Daniela Devecchi

Laurea abilitante in Biologia 2026: primo via libera alla riforma, ma l’Esame di Stato resta. Cosa cambia per studenti, biologi, Albo, tirocinio e prova finale

La laurea abilitante in Biologia entra in una fase decisiva. Dopo anni di attesa, la riforma prevista dalla legge sulle lauree abilitanti compie un passaggio importante: il regolamento che modifica le regole di accesso alla professione di biologo ha ottenuto un primo via libera in Consiglio dei Ministri.

La novità riguarda migliaia di studenti, laureati, futuri biologi, biologi nutrizionisti, biotecnologi, professionisti ambientali e candidati all’Esame di Stato. Ma serve chiarire subito un punto: non significa che l’Esame di Stato sia già cancellato per tutti da domani.

Al 30 giugno 2026, la riforma è avviata e il percorso normativo è avanzato, ma l’abilitazione alla professione di biologo continua a passare anche dalle sessioni dell’Esame di Stato 2026 già fissate. Il cambiamento vero è un altro: il sistema si sta preparando a portare tirocinio, prova pratica valutativa e abilitazione direttamente dentro il percorso universitario.

Laurea abilitante Biologia

La riforma nasce dalla legge sulle lauree abilitanti, approvata nel 2021, che ha introdotto un principio molto chiaro: per alcune professioni regolamentate, l’esame finale di laurea può diventare anche il momento in cui si ottiene l’abilitazione professionale.

Per Biologia, però, il passaggio richiedeva un intervento più articolato. Non bastava stabilire che la laurea potesse diventare abilitante. Bisognava aggiornare anche il DPR 328/2001, cioè il regolamento che disciplina l’accesso agli Ordini professionali e agli Esami di Stato per diverse professioni.

Il cuore della riforma è questo: lo studente non dovrebbe più concludere la laurea e poi affrontare, in un secondo momento, un Esame di Stato separato. La preparazione all’esercizio professionale verrebbe inserita nel corso di studi, attraverso un tirocinio pratico-valutativo e una prova pratica valutativa prima della discussione della tesi.

In questo modello, la laurea non sarebbe solo il titolo accademico, ma anche il passaggio abilitante alla professione, quando il corso rispetta tutti i requisiti previsti.

Cosa cambia nel 2026

Il 2026 segna l’accelerazione più concreta per la professione di biologo. Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare il regolamento che modifica il DPR 328/2001 e ridisegna diversi aspetti della professione: accesso all’Albo, titoli professionali, settori, competenze, tirocinio e prova finale.

È un passaggio rilevante perché mette ordine in una professione che negli ultimi anni è cambiata molto. Il biologo non lavora più soltanto in laboratorio o nella ricerca. Può operare in ambito sanitario, ambientale, alimentare, nutrizionale, industriale, biotecnologico, nel controllo qualità, nella sicurezza degli alimenti e nella consulenza professionale.

Proprio per questo la riforma non si limita a dire che la laurea diventa abilitante. Cerca anche di definire meglio chi può fare cosa, con quali titoli e in quali settori dell’Albo.

Il punto fermo è che il primo via libera non equivale ancora all’entrata in vigore piena e automatica per tutti gli atenei e per tutti gli studenti. Dopo l’approvazione preliminare servono gli altri passaggi previsti dall’iter, l’adeguamento dei corsi universitari e i provvedimenti necessari da parte delle università.

Esame di Stato Biologia

La domanda centrale è inevitabile: l’Esame di Stato per Biologia viene abolito nel 2026?

La risposta corretta è: non ancora per tutti.

Le sessioni dell’Esame di Stato 2026 per biologo e biologo iunior restano fissate. Per la professione di biologo, legata alla laurea magistrale, le date indicate sono 27 luglio 2026 e 16 novembre 2026. Per biologo iunior, collegato alla laurea triennale, le date sono 31 luglio 2026 e 20 novembre 2026.

Questo significa che chi deve abilitarsi nel 2026 deve ancora guardare al calendario dell’Esame di Stato, alle scadenze per la domanda e alle indicazioni dell’università sede d’esame.

La riforma punta a superare il vecchio modello, ma il passaggio non è immediato. È una fase di transizione. Da una parte resta il sistema attuale, con l’Esame di Stato separato. Dall’altra si prepara il nuovo modello, nel quale la laurea abilitante contiene già tirocinio e prova pratica.

Nuovo Albo dei Biologi

Una delle novità più importanti riguarda la struttura dell’Albo dei Biologi. Lo schema di riforma prevede una riorganizzazione della Sezione A in tre settori principali.

Il primo è quello di biologia generale e biomedica, collegato al titolo professionale di biologo generale e biomedico.

Il secondo è il settore ambiente, con il titolo professionale di biologo ambientale.

Il terzo riguarda nutrizione, igiene e sicurezza degli alimenti, con il titolo professionale di biologo nutrizionista.

Questa suddivisione è importante perché fotografa meglio le aree in cui oggi lavora il biologo. Non è solo un cambio formale. I settori servono a collegare formazione, competenze professionali e ambiti di esercizio.

Per molti laureati, soprattutto quelli provenienti da percorsi in biologia, biotecnologie, scienze ambientali o nutrizione, questa parte della riforma è centrale. La domanda pratica diventa: con la mia laurea potrò accedere a quale settore?

Classi di laurea

Lo schema di regolamento indica le classi di laurea utili per l’accesso ai diversi settori della Sezione A dell’Albo.

Per il settore biologia generale e biomedica sono indicate le classi LM-6, LM-7, LM-8 e LM-9.

Per il settore ambiente sono indicate LM-6, LM-7, LM-8, LM-9, LM-60 e LM-75.

Per il settore nutrizione, igiene e sicurezza degli alimenti sono indicate LM-6, LM-7, LM-8, LM-9 e LM-61.

Per la Sezione B, quella dei biologi iuniores, sono richiamate le classi L-13, L-2 e L-32.

Il dato è importante perché amplia il discorso oltre la sola Biologia in senso stretto. Entrano in gioco anche lauree magistrali collegate alle biotecnologie, alle scienze ambientali, alla nutrizione e ad altri percorsi affini.

Per chi è già iscritto all’università, però, è fondamentale distinguere tra le classi previste nello schema e l’effettiva applicazione nei singoli atenei. La laurea abilitante richiede corsi organizzati secondo le nuove regole, con tirocinio e prova pratica integrati.

Tirocinio pratico

Il tirocinio diventa uno degli elementi decisivi della laurea abilitante in Biologia. Per la Sezione A, lo schema prevede un tirocinio pratico-valutativo da 9 CFU complessivi.

La distribuzione prevista è di 6 CFU nella laurea magistrale abilitante e 3 CFU nel percorso triennale. Se i 3 CFU non sono stati maturati o riconosciuti nel percorso precedente, potranno essere inseriti nel percorso magistrale secondo le modalità previste.

Ogni CFU corrisponde indicativamente a 25 ore di attività, con un limite massimo di 40 ore settimanali. Il tirocinio dovrà essere coerente con il settore professionale di riferimento e potrà svolgersi in strutture convenzionate con l’università.

Tra i possibili contesti rientrano laboratori, enti pubblici, enti privati, studi professionali, strutture di ricerca, aziende e altri luoghi dove lo studente possa acquisire competenze pratiche legate alla professione.

Non sarà quindi un tirocinio generico, ma una parte valutata del percorso. Lo studente dovrà essere seguito da tutor e ottenere una valutazione di idoneità.

Per la Sezione B, il tirocinio pratico-valutativo previsto è più breve: 3 CFU complessivi.

Prova pratica

Dopo il tirocinio arriva la prova pratica valutativa, il passaggio che dovrebbe sostituire, dentro il nuovo sistema, la tradizionale prova separata dell’Esame di Stato.

La prova dovrebbe svolgersi prima della discussione della tesi e verificare due aspetti: le competenze professionali acquisite durante il tirocinio e la conoscenza della deontologia professionale.

Questo punto è centrale. La riforma non vuole trasformare l’abilitazione in una formalità. Sposta la verifica all’interno dell’università, ma mantiene un controllo pratico sulle competenze necessarie per esercitare.

L’idoneità alla prova pratica consente di accedere alla discussione della tesi. Secondo lo schema, il giudizio di idoneità non dovrebbe incidere sul voto finale di laurea, ma resta determinante per il valore abilitante del percorso.

In sostanza, lo studente dovrà dimostrare non solo di aver studiato, ma anche di saper applicare conoscenze, regole e responsabilità professionali.

Biologo nutrizionista

Tra i punti più attesi c’è il settore legato alla nutrizione. La figura del biologo nutrizionista è da anni al centro di grande attenzione, anche per il forte interesse verso alimentazione, salute, prevenzione, educazione nutrizionale e consulenza professionale.

Nel nuovo schema, il settore nutrizione, igiene e sicurezza degli alimenti comprende il titolo professionale di biologo nutrizionista. Le classi di laurea indicate per questo settore includono anche LM-61, cioè Scienze della nutrizione umana, insieme a LM-6, LM-7, LM-8 e LM-9.

È uno dei passaggi più rilevanti per chi studia nutrizione e vuole capire se, come e quando potrà arrivare all’iscrizione all’Albo.

Anche qui, però, serve prudenza. L’indicazione delle classi di laurea è una parte del nuovo impianto. L’abilitazione attraverso la laurea richiederà comunque un corso organizzato secondo i requisiti della laurea abilitante, con tirocinio e prova pratica.

Biotecnologie e ambiente

La riforma tocca da vicino anche chi proviene da percorsi in biotecnologie e scienze ambientali.

Le classi LM-7, LM-8 e LM-9 sono richiamate in più settori della Sezione A. Questo è un dato importante per i laureati in ambito biotecnologico, che spesso guardano all’Albo dei Biologi come possibile sbocco professionale.

Per il settore ambientale, invece, assumono rilievo anche LM-60 e LM-75. Il biologo ambientale è una figura sempre più legata a biodiversità, monitoraggi, analisi ambientali, valutazioni ecologiche, sostenibilità, controlli e consulenze per enti pubblici e privati.

La professione viene quindi letta in modo più ampio rispetto al passato. Non solo laboratorio clinico o ricerca, ma anche ambiente, alimenti, territorio, industria, sicurezza e prevenzione.

Studenti già iscritti

Chi è già iscritto a un corso di laurea in Biologia o in un percorso affine deve fare attenzione alla fase transitoria.

La riforma non trasforma automaticamente tutti i corsi esistenti in lauree abilitanti. Gli atenei dovranno adeguare i regolamenti didattici, inserire il tirocinio pratico-valutativo, organizzare la prova pratica e rispettare le nuove condizioni previste.

Per questo, uno studente già iscritto non deve dare per scontato che il proprio corso diventi immediatamente abilitante. Molto dipenderà dall’anno accademico, dal percorso seguito, dalle decisioni dell’università e dai tempi di applicazione della nuova disciplina.

La regola pratica è questa: chi deve laurearsi o abilitarsi a breve deve continuare a seguire le indicazioni attuali dell’ateneo e dell’Esame di Stato. Chi invece si iscriverà ai corsi attivati secondo il nuovo modello potrà rientrare nel percorso abilitante.

Già abilitati

La riforma prevede anche una fase di passaggio per chi è già abilitato o già iscritto all’Albo.

Gli iscritti alla Sezione A non perdono la propria posizione. La riorganizzazione dell’Albo dovrebbe consentire il passaggio o l’opzione verso uno dei nuovi settori, secondo le modalità previste dalla disciplina transitoria.

Anche chi ha già conseguito l’abilitazione secondo le vecchie regole potrà utilizzare il titolo per l’iscrizione, nel rispetto delle nuove disposizioni.

È un punto fondamentale, perché ogni riforma ordinistica genera dubbi tra i professionisti già attivi: cosa succede al mio titolo? Devo rifare l’esame? Cambia la mia iscrizione? Per come è impostata la transizione, l’obiettivo non è cancellare i percorsi già conclusi, ma accompagnare il passaggio al nuovo sistema.

Quando partirà

La domanda più concreta resta: quando partirà davvero la laurea abilitante in Biologia?

Il passaggio politico del 2026 è decisivo, ma non basta da solo. Dopo l’approvazione preliminare del regolamento, servono il completamento dell’iter e gli adeguamenti universitari. La piena applicazione dipenderà dai decreti, dai regolamenti degli atenei e dall’attivazione dei corsi secondo il nuovo assetto.

La partenza non può essere descritta come un interruttore acceso nello stesso giorno per tutti. Ci sarà una fase di transizione, durante la quale continueranno a convivere il vecchio e il nuovo sistema.

Per il 2026, il messaggio corretto è quindi netto: la laurea abilitante in Biologia è sempre più vicina, ma l’Esame di Stato resta ancora operativo per le sessioni già programmate.

Perché è importante

La riforma cambia il modo in cui si arriva alla professione. Per gli studenti può significare un percorso più lineare, senza il tempo sospeso tra laurea, preparazione dell’Esame di Stato, sessioni disponibili e iscrizione all’Albo.

Per le università significa assumere un ruolo più forte nella formazione professionale, non solo accademica. Il tirocinio dovrà essere reale, valutato, coerente con le competenze richieste.

Per l’Ordine professionale significa aggiornare la struttura dell’Albo e distinguere meglio le aree di esercizio.

Per il mercato del lavoro, infine, la riforma può rendere più chiaro il profilo del biologo, oggi presente in ambiti molto diversi: laboratori, ricerca, sanità, nutrizione, ambiente, biotecnologie, alimenti, industria, consulenza, controllo qualità e sicurezza.

La parola chiave è transizione. Non c’è ancora un taglio netto con il passato, ma la direzione è segnata: Biologia si prepara a entrare nel gruppo delle lauree abilitanti, con un percorso universitario più vicino alla professione e meno separato dal momento dell’iscrizione all’Albo.

FAQ

La laurea in Biologia è già abilitante nel 2026?
La riforma ha ricevuto un primo via libera importante nel 2026, ma non è ancora corretto dire che tutti i corsi di Biologia siano già automaticamente abilitanti. Servono il completamento dell’iter e l’adeguamento dei corsi universitari.

L’Esame di Stato per biologo viene abolito subito?
No. Per il 2026 l’Esame di Stato resta in calendario, con sessioni previste a luglio e novembre per biologo e biologo iunior.

Quali sono le date dell’Esame di Stato Biologia 2026?
Per biologo Sezione A le date sono 27 luglio 2026 e 16 novembre 2026. Per biologo iunior Sezione B le date sono 31 luglio 2026 e 20 novembre 2026.

Quali saranno i nuovi settori dell’Albo dei Biologi?
La Sezione A dovrebbe essere articolata in tre settori: biologia generale e biomedica