Elio Cotena morto a 80 anni, addio al campione europeo del ring: olimpionico a Messico ’68, funerali a Posillipo

Daniela Devecchi

Elio Cotena morto a 80 anni, addio al campione europeo del ring: olimpionico a Messico ’68, funerali a Posillipo

Napoli perde un campione vero

Se ne è andato Elio Cotena. Ottant’anni, una vita passata sul ring e poi attorno ad esso. La notizia è stata data dal figlio Luciano, anche lui nome conosciuto nel mondo della boxe. I funerali si terranno mercoledì 1° luglio 2026 alle 17:00 nella chiesa di Sant’Antonio a Posillipo.

Dalle palestre di Napoli alle Olimpiadi

Cotena era nato a Napoli il 30 agosto 1945. Aveva cominciato a boxare a 14 anni, prima alla palestra San Lorenzo, poi alla Fulgor di Geppino Silvestri.

Nella carriera da dilettante collezionò 97 incontri, due titoli italiani consecutivi nel 1966 e nel 1967, e l’oro ai Giochi del Mediterraneo ad Algeri nel 1967. Quei risultati gli aprirono le porte per Città del Messico 1968. Proprio lì, rappresentò l’Italia nella categoria pesi piuma. Al secondo turno lo eliminò il sovietico Valery Plotnikov, con un verdetto strettissimo. Rimase comunque olimpionico — e quella parola non te la toglie nessuno.

Il titolo europeo a Napoli

Passato professionista nel 1969, Cotena scalò ancora. Nel 1971 vinse il titolo italiano battendo Augusto Civardi, nel 1972 lo difese contro Giovanni Girgenti. Ma il momento più alto arrivò il 12 febbraio 1975, a Napoli, davanti al suo pubblico: batté lo spagnolo José Antonio Jiménez e si prese la cintura europea dei pesi piuma.

Era già andato a Saragozza nel 1974 per prenderla, ma quell’incontro era finito tra le polemiche. La rivincita in casa fu tutta sua. Da campione europeo difese il titolo più volte, contro avversari come Rodolfo Sanchez, Michel Lefevbre, Vernon Sollas e Nevio Carbi.

Smise nel 1978 a Ischia, contro il francese Charles Jurietti. Vinse ai punti con la mascella rotta. Un finale da Cotena.

Il suo record da professionista: 45 incontri, 38 vittorie, 6 sconfitte, 1 pareggio.

Dopo il ring

Il ritiro non significò uscire dalla boxe. Cotena rimase nell’ambiente come organizzatore, manager e procuratore, lavorando con nomi come Patrizio Oliva, Sumbu Kalambay, Gianfranco Rosi, Giovanni Parisi e i fratelli Duran. Una seconda carriera lunga quanto la prima, forse più silenziosa, ma altrettanto concreta.

Quello che resta

Elio Cotena era uno di quegli uomini che il pugilato napoletano lo ha vissuto dall’interno per decenni — prima come ragazzo di palestra, poi come campione, poi come chi costruisce campioni. Napoli ne ha avuti pochi così, capaci di attraversare tutti e tre i ruoli senza perdere il filo.