Chi è Mauro Moretti: età, condanna e carcere per la strage di Viareggio, dall’ad di Ferrovie a Finmeccanica

Serena Comito

Chi è Mauro Moretti: età, condanna e carcere per la strage di Viareggio, dall'ad di Ferrovie a Finmeccanica

Per anni il suo nome ha voluto dire Frecciarossa, Alta Velocità, ferrovie che finalmente funzionavano. Oggi vuol dire un’altra cosa. Mauro Moretti, l’uomo che ha guidato sia le Ferrovie dello Stato sia Finmeccanica, è in carcere. Ha 72 anni. E ci è entrato dopo diciassette anni di processi per la strage di Viareggio, quella del 2009.

Una parabola che parte dal basso e finisce dietro le sbarre di Orvieto. Chi è, allora, questo manager che ha cambiato il volto delle ferrovie italiane e che adesso sconta una condanna per uno dei peggiori disastri ferroviari mai visti nel Paese? Andiamo con ordine.

Quanti anni ha e da dove arriva

Classe 1953, riminese. Settantadue anni portati, a suo dire, con la schiena dritta. Moretti si laurea con lode in Ingegneria Elettrotecnica a Bologna nel 1977, ma la sua storia comincia altrove rispetto a dove la immagineresti.

Comincia nel sindacato. Iscritto alla Cgil dai primi anni Ottanta, arriva fino alla segreteria nazionale della Filt, la federazione dei trasporti. Strano, per uno che poi avrebbe comandato gruppi da miliardi di fatturato. Eppure dice tutto di lui: il mondo delle rotaie lo ha imparato dal basso, prima di guidarlo dall’alto.

Trentasei anni di ferrovie, gradino dopo gradino

Tutto parte nel 1978. Moretti vince il concorso pubblico per i ruoli direttivi dell’allora Azienda Autonoma delle Ferrovie dello Stato. Poi è una salita lenta, fatta di un incarico dietro l’altro.

Responsabile dello sviluppo tecnologico. Amministratore delegato di Metropolis, la società immobiliare del gruppo. Nel 2001 il primo grande scranno: la guida di Rete Ferroviaria Italiana, cioè di chi gestisce i binari. E poi il 2006, l’anno della svolta. Il governo Prodi, su indicazione del ministro Tommaso Padoa-Schioppa, lo nomina amministratore delegato di Ferrovie dello Stato.

Resta lì otto anni, fino al 2014. E sono otto anni che lasciano il segno. Nel 2008 le FS chiudono in utile per la prima volta nella loro storia. Nel 2009 viene completata l’Alta Velocità e nasce il Frecciarossa, uno dei marchi più riconoscibili del made in Italy. Sue anche le grandi stazioni firmate dagli archistar, da Torino Porta Susa a Roma Tiburtina.

Poi Finmeccanica, che diventa Leonardo

Maggio 2014. Stavolta è il governo Renzi a chiamarlo. La nuova sfida si chiama Finmeccanica: difesa, aerospazio, sicurezza, il primo gruppo industriale italiano. Moretti ne diventa amministratore delegato e direttore generale.

Sono gli anni in cui l’azienda cambia pelle. Prima Leonardo-Finmeccanica, poi, dal gennaio 2017, solo Leonardo S.p.A. Lui taglia, ristruttura, riorganizza. E dopo tre anni di conti in rosso, riporta il gruppo all’utile. Lascia nel maggio 2017. Proprio mentre, da Lucca, arriva la prima condanna.

Viareggio, la notte del 29 giugno 2009

Per capire tutto il resto bisogna tornare a quella notte. Un treno merci, quattordici vagoni carichi di Gpl, deraglia vicino alla stazione di Viareggio. Il gas esce, prende fuoco, esplode. Le fiamme avvolgono la stazione, le auto, le case appena oltre i binari.

Il conto è terribile: 32 morti, molti dei quali se ne vanno dopo giorni di agonia per le ustioni. E più di cento feriti. Una delle tragedie ferroviarie più gravi della storia italiana. In quel momento Moretti era ad sia di Ferrovie dello Stato sia di Rfi.

La condanna definitiva e l’ingresso in cella

Diciassette anni. Tanto è durato uno dei processi più lunghi e tortuosi della giustizia italiana, tra gradi di giudizio e rinvii continui. La prima condanna, sette anni, era arrivata da Lucca nel 2017 e confermata in appello nel 2019.

Poi il 25 giugno 2026. La Cassazione, quarta sezione penale, chiude tutto: respinge i ricorsi e rende definitiva la condanna a cinque anni per disastro ferroviario colposo e incendio. Confermate anche le pene per altri dieci imputati, tra dirigenti e tecnici delle società che gestivano e controllavano il convoglio.

Poche ore dopo, in piena notte, Moretti si costituisce al carcere di Orvieto. “Non posso fare altrimenti, accetto la decisione dei giudici. Rispetto lo Stato”, avrebbe detto a chi gli sta vicino. Pur continuando a dirsi innocente. Al Corriere della Sera aveva spiegato che sarebbe andato in cella “senza accampare scuse di salute”, perché la sentenza, secondo lui, “pone un precedente pericolosissimo circa la responsabilità dei manager”. Data l’età, potrà chiedere i domiciliari.

Le famiglie delle vittime: diciassette anni per la verità

Dall’altra parte ci sono loro. I parenti delle 32 vittime, che hanno aspettato giustizia per diciassette anni. Daniela Rombi, a capo dell’associazione “Il Mondo che Vorrei”, si è detta soddisfatta della sentenza, ma ha risposto duro alla difesa di Moretti, che aveva bollato la condanna come “profondamente ingiusta”. Diciassette lunghi anni, è il commento dei familiari, per avere giustizia e far emergere la verità.

Domande frequenti su Mauro Moretti

Di cosa è stato amministratore delegato?
Di Ferrovie dello Stato dal 2006 al 2014 e di Finmeccanica, poi Leonardo, dal 2014 al 2017. Prima aveva guidato anche Rete Ferroviaria Italiana.

In quale carcere si trova?
Si è costituito al carcere di Orvieto la sera del 25 giugno 2026, poche ore dopo la sentenza.

Cosa ha fatto alla guida delle Ferrovie?
Tra i risultati più noti, il completamento dell’Alta Velocità, il lancio del Frecciarossa nel 2009 e il primo utile consolidato nella storia del gruppo FS.