Domenica 5 luglio rischia di trasformare il primo grande weekend di esodo estivo in un incubo per chi parte. Non è la solita agitazione di una compagnia: stavolta a fermarsi è quasi tutta la macchina che fa decollare e atterrare gli aerei. Controllori di volo, addetti alla sicurezza, personale di terra che gestisce bagagli e imbarchi. Quando si bloccano loro, si blocca tutto il resto.
E non finisce lì. Perché chi pensa di averla scampata partendo più avanti, deve segnare in rosso anche martedì 21 luglio, con un secondo stop concentrato su Milano Malpensa. Due date che, messe insieme, rendono questo mese uno dei più complicati dell’anno per chi vola dall’Italia.
Vediamo nel dettaglio cosa succede, scalo per scalo, e soprattutto come muoversi per non restare a terra senza sapere a chi rivolgersi.
Il 5 luglio è la giornata nera: ecco chi incrocia le braccia
La data più temuta è quella di domenica 5 luglio. CUB Trasporti ha proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore che colpisce il personale dell’handling, cioè proprio quei lavoratori che si occupano di check-in, imbarco, gestione dei bagagli e rifornimento degli aerei. La protesta riguarda sia le aziende aderenti ad Assohandlers sia quelle che non lo sono: in pratica, copre una fetta enorme dei servizi a terra in tutta Italia.
Possibili ricadute anche per chi vola easyJet, visto che è stata indetta una protesta nazionale di 24 ore del personale navigante.
A Milano Malpensa la situazione è particolarmente pesante. Qui i controllori del traffico aereo dell’ENAV si fermano per 24 ore, dalle 00:01 alle 24:00. E non è poco, perché lo stop dei controllori non incide solo sui voli in partenza e in arrivo da Malpensa, ma rischia di rallentare tutto il traffico che attraversa lo spazio aereo del Nord Italia. A questa agitazione si aggiunge una protesta di 4 ore indetta da Uiltrasporti, dalle 13:00 alle 17:00, e nello stesso scalo si fermano anche i lavoratori FedEx, dalle 14:00 alle 18:00, con possibili effetti sul comparto cargo.
A Roma, negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, tocca al personale addetto ai controlli di sicurezza. Gli addetti di ADR Security incrociano le braccia dalle 10:00 alle 18:00, ed è facile immaginare cosa significhi: file più lunghe ai varchi, tempi di accesso alle aree imbarchi che si dilatano, nervi tesi tra i passeggeri in coda.
Disagi attesi pure a Catania Fontanarossa, dove il personale di Asc Handling si ferma per quattro ore, dalle 14:00 alle 18:00.
Le fasce orarie in cui i voli sono comunque garantiti
C’è una buona notizia in mezzo al caos. Anche durante gli scioperi di 24 ore restano attive le fasce di garanzia protette dalla normativa e vigilate dall’ENAC. I voli in partenza tra le 7:00 e le 10:00 del mattino e tra le 18:00 e le 21:00 della sera devono operare regolarmente.
Tradotto in pratica: chi ha un volo programmato in queste finestre ha buone probabilità di partire senza intoppi. Chi invece ha la prenotazione a metà giornata è quello che rischia di più. Vale la pena dare un’occhiata all’orario del proprio biglietto prima ancora di preoccuparsi, perché a volte si sta in ansia per nulla e altre volte conviene muoversi per tempo.
Il secondo stop: il 21 luglio di nuovo Malpensa sotto pressione
La tregua dura poco. Il 21 luglio il settore aereo torna a tremare, e ancora una volta il palcoscenico è Milano Malpensa. Qui i lavoratori delle società di terra Alha e MLE-BCube si fermano per 24 ore, dalle 00:00 alle 23:59. La mobilitazione è stata proclamata da Cub Trasporti insieme a USB Lavoro Privato.
Anche stavolta si parla di assistenza a terra, movimentazione bagagli e gestione delle merci. Niente che riguardi direttamente i piloti, ma comunque servizi senza i quali un aereo fatica a partire in orario. Per chi transita da Malpensa in quei giorni, meglio mettere in conto qualche rallentamento.
Cosa puoi pretendere se il volo salta o ritarda
Qui arriva la parte che troppi passeggeri ignorano, e che invece fa la differenza tra subire il disagio e farsi valere.
Il punto delicato è questo: quando lo sciopero coinvolge soggetti esterni alle compagnie aeree, come i controllori ENAV, gli addetti alla sicurezza o l’handling indipendente, le compagnie tendono a classificare l’evento come “circostanza eccezionale”. E con quella formula si tirano fuori dal pagamento della compensazione pecuniaria, quella che il Regolamento europeo 261/2004 fissa normalmente tra i 250 e i 600 euro per cancellazioni decise con meno di 14 giorni di preavviso o ritardi oltre le tre ore all’arrivo.
Attenzione, però. Anche se salta la compensazione in denaro, i tuoi diritti fondamentali restano intatti e non sono trattabili. In caso di volo cancellato hai sempre diritto al rimborso integrale del biglietto oppure alla riprotezione gratuita sul primo volo utile. E mentre aspetti in aeroporto, la compagnia è tenuta a garantirti pasti, bevande e, se l’attesa si prolunga fino a costringerti a fermarti una notte, anche il pernottamento in hotel con i relativi trasferimenti.
Un consiglio pratico che vale oro: se ti cancellano il volo, chiedi sempre una dichiarazione scritta sui motivi della cancellazione. Le dinamiche legate all’handling sono spesso controverse, e avere nero su bianco la causa ti mette in una posizione molto più forte se decidi di reclamare.
Come prepararsi e dove controllare prima di partire
La regola d’oro è una sola: non dare nulla per scontato. Lo stato di un volo può cambiare nel giro di poche ore, e proprio nelle giornate di sciopero gli operativi vengono spesso rimodulati all’ultimo.
Prima di mettersi in viaggio conviene monitorare i canali ufficiali della propria compagnia e il sito dell’aeroporto di partenza, dove vengono pubblicati gli aggiornamenti in tempo reale e l’elenco dei collegamenti garantiti. Chi parte da Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Roma Ciampino o Catania, o deve attraversare lo spazio aereo del Nord Italia, farebbe bene a raggiungere lo scalo con largo anticipo e a tenersi pronto a eventuali cambi di programma.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti raccomanda la stessa cosa: occhi puntati sui canali ufficiali e nessuna improvvisazione. Con l’estate ormai entrata nel vivo, luglio diventa un vero banco di prova per il sistema aeroportuale italiano, chiamato a reggere una delle mobilitazioni sindacali più ampie dell’anno senza lasciare a terra milioni di persone.
Domande frequenti sullo sciopero aerei di luglio 2026
Quando sono previsti gli scioperi aerei a luglio 2026?
Le due date critiche sono domenica 5 luglio, con uno stop nazionale di 24 ore dell’handling e dei controllori ENAV a Malpensa, e martedì 21 luglio, concentrato sull’aeroporto di Milano Malpensa con le società Alha e MLE-BCube.
Quali aeroporti sono coinvolti il 5 luglio?
Lo sciopero dell’handling è nazionale. I disagi maggiori sono attesi a Milano Malpensa (ENAV, FedEx), Roma Fiumicino e Ciampino (sicurezza ADR dalle 10 alle 18) e Catania Fontanarossa (handling dalle 14 alle 18).
Ci sono fasce orarie in cui i voli sono garantiti?
Sì. Durante gli scioperi di 24 ore i voli in partenza tra le 7:00 e le 10:00 e tra le 18:00 e le 21:00 devono operare regolarmente, secondo le fasce di garanzia tutelate dall’ENAC.
Ho diritto al rimborso se il volo viene cancellato?
Sì. In caso di cancellazione hai sempre diritto al rimborso totale del biglietto o alla riprotezione su un altro volo, oltre all’assistenza in aeroporto. La compensazione in denaro prevista dal Regolamento 261/2004, invece, può non spettare quando lo sciopero è considerato “circostanza eccezionale”.
Lo sciopero del 5 luglio riguarda anche easyJet?
Sono possibili ripercussioni sui voli easyJet a causa di una protesta nazionale di 24 ore proclamata dal personale navigante, oltre allo stop generale dei servizi di terra.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






