82 anni, terzo matrimonio a San Pietroburgo, cittadinanza russa per decreto di Putin. Giancarlo Del Monaco è uno dei registi lirici più importanti al mondo — figlio di una leggenda del canto italiano — e nelle ultime settimane fa notizia per ragioni che vanno ben oltre l’opera.
Età, origini e il padre leggendario
Nato il 27 dicembre 1943 a Villorba, provincia di Treviso. Primogenito del tenore Mario Del Monaco, quello che in molti considerano semplicemente il tenore del Novecento. Da bambino lo vede poco — il padre gira il mondo, i palcoscenici non aspettano — ma l’aura di quell’uomo gli rimane addosso per sempre.
Studia in Svizzera, all’Università di Losanna, lingue e musica. Pianoforte, tromba, cinque lingue parlate correntemente: italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo. Non è un dettaglio secondario. Sarà proprio quella capacità di muoversi tra culture diverse a costruire una carriera che pochi registi italiani possono vantare.
Il debutto e la carriera internazionale
La prima regia è del 1965, al Teatro Greco di Siracusa: Samson et Dalila di Saint-Saëns. Sul palco c’è Mario Del Monaco nel ruolo del protagonista. Padre e figlio, insieme, alla prima uscita. Un inizio che pesa.
Negli anni successivi va in Germania. Lavora come assistente di tre nomi che hanno ridefinito la regia lirica: Günther Rennert, Wieland Wagner e Walter Felsenstein alla Komische Oper di Berlino Est. Dal 1970 è alla Staatsoper di Vienna. Nel 1973 diventa regista principale a Ulm — la stessa città in cui aveva iniziato Herbert von Karajan. Nel 1975 fonda con il padre il Festival di Montepulciano.
Poi le grandi sovrintendenze: Kassel, il Macerata Festival (1986-1988), l’Opera di Bonn (1992-1997), l’Opera di Nizza (1997-2001). Nel 1991 arriva il debutto americano: il Metropolitan Opera di New York con La Fanciulla del West di Puccini. Successo immediato. Seguono Stiffelio, Madama Butterfly, Simon Boccanegra, La Forza del Destino — tutte incise e distribuite da Deutsche Grammophon.
Oltre cento titoli firmati. Berlino, Buenos Aires, Barcellona, Madrid, Parigi, Pechino, Sydney, Vienna, Zurigo. Ha lavorato con Chailly, Gergiev, Zubin Mehta, Plácido Domingo.
I riconoscimenti
Cavaliere Ufficiale e Commendatore della Repubblica Italiana. Chevalier des Arts et des Lettres in Francia, cittadinanza onoraria di Montpellier. Bundesverdienstkreuz di Prima classe in Germania. Premio Lirico Teatro Campoamor in Spagna nel 2007. Laurea honoris causa negli Stati Uniti. E adesso, la Golden Mask russa — il premio più importante della Federazione per le arti dello spettacolo — per la regia di Aida a Omsk.
La cittadinanza russa e le polemiche
Dicembre 2024: decreto presidenziale di Vladimir Putin, cittadinanza russa concessa a Giancarlo Del Monaco. La notizia ha fatto il giro del mondo. In Italia, con la guerra in Ucraina ancora aperta, la cosa non è passata inosservata.
Lui non si è nascosto. «Mi sento nell’animo la grande cultura russa. Il passaporto è un atto di fede culturale che mi lega a questo paese». E ancora: «Non sono un politico, credo che l’arte debba essere un ponte e non un muro». Mantiene la cittadinanza italiana. Vive a San Pietroburgo, lavora al Bolshoi e al Marinskij. L’anno prossimo inaugura il nuovo teatro di Vladivostok e un teatro a Shanghai con Aida. «Qui c’è estremo rispetto per la mia professione. Mi hanno offerto la cattedra di regia in Conservatorio», ha raccontato.
Non ha mai dichiarato appartenenze politiche italiane. La scelta russa è sempre stata presentata come culturale e professionale, non come endorsement al Cremlino.
Il terzo matrimonio con Lana Kos
Ieri è arrivata la notizia del terzo matrimonio. Giancarlo Del Monaco ha sposato a San Pietroburgo il soprano croato Lana Kos, compagna da quindici anni. La festa si è tenuta in una dacia fuori dalla città — quella che apparteneva alla sorella dello zar.
«Ci vogliamo ancora bene dopo tutto questo tempo e ci siamo decisi», ha detto. «Lana non ha ancora compiuto 40 anni, io faccio 83 a dicembre e me ne sento addosso 55. Siamo molto legati, la differenza d’età non è mai stata un problema». Anche Lana Kos lavora molto in Russia. Si vive e si lavora, dice lui. Funziona.
Prima di annunciare le nozze ha parlato con tutte le persone coinvolte — ex mogli comprese — «con il dovuto tatto».
I figli
Ha quattro figlie, nate da tre donne diverse. Non ne ha mai reso pubblici i nomi.
Del padre Mario ha detto: «Da bambino vedevo poco mio padre, impegnato in tutto il mondo e circondato da un’aura di notorietà mitica. Ma sentivo il suo grande affetto per me». Un rapporto complicato da raccontare, semplice da vivere — almeno così dice lui.
Domande frequenti su Giancarlo Del Monaco
Chi è Giancarlo Del Monaco?
Regista lirico italiano nato a Villorba (Treviso) il 27 dicembre 1943, figlio del tenore Mario Del Monaco. Ha firmato oltre cento produzioni nei più importanti teatri del mondo ed è stato sovrintendente di Kassel, Bonn e Nizza.
Quanti anni ha Giancarlo Del Monaco?
Ha 82 anni. Compie 83 anni il 27 dicembre 2026.
Chi è la moglie di Giancarlo Del Monaco?
Lana Kos, soprano croato di poco meno di 40 anni. Si sono sposati a San Pietroburgo nel giugno 2026, dopo quindici anni insieme. È il suo terzo matrimonio.
Quanti figli ha Giancarlo Del Monaco?
Quattro figlie, nate da tre donne diverse. I nomi non sono mai stati resi pubblici.
Perché Giancarlo Del Monaco ha preso la cittadinanza russa?
Nel dicembre 2024 Putin gliela ha concessa con decreto presidenziale. Del Monaco la ha definita un «atto di fede culturale», legato al lavoro nei teatri russi. Mantiene anche la cittadinanza italiana.
Qual è l’orientamento politico di Giancarlo Del Monaco?
Non ha mai dichiarato appartenenze politiche. Si definisce «non politico» e sostiene che «l’arte deve essere un ponte e non un muro». La cittadinanza russa è stata presentata come scelta culturale e professionale.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






