Concorso INPS 2026, 1.695 assunzioni da funzionario: domanda entro il 27 luglio, sedi in tutta Italia e prova scritta senza orale

Daniela Devecchi

Concorso INPS 2026, 1.695 assunzioni da funzionario: domanda entro il 27 luglio, sedi in tutta Italia e prova scritta senza orale

Il nuovo concorso INPS 2026 mette sul tavolo 1.695 posti da funzionario a tempo pieno e indeterminato. Una procedura attesa, perché riguarda uno degli enti pubblici più grandi del Paese e perché arriva con numeri più alti rispetto alla prima previsione.

All’inizio si parlava di 1.024 assunzioni. Poi l’Istituto ha ampliato il fabbisogno con altri 671 posti, portando il totale a 1.695 funzionari. Il profilo cercato è quello di Funzionario progettazione, erogazione e controllo dei servizi, spesso indicato anche come funzionario PECS.

La domanda va inviata entro il 27 luglio 2026 alle 23:59. Dopo quella scadenza la procedura si chiude e non sarà più possibile presentare la candidatura. Il punto da tenere presente fin dall’inizio è un altro: ogni candidato può indicare una sola struttura. La scelta della sede, quindi, non è un dettaglio secondario.

Concorso INPS 2026

Il bando serve a coprire posti nell’Area dei funzionari dell’INPS. Le assunzioni saranno stabili, con contratto a tempo pieno e indeterminato, secondo il contratto del comparto Funzioni Centrali.

Il funzionario PECS lavora sui processi interni dell’Istituto e sui servizi rivolti a cittadini, lavoratori, pensionati e imprese. Non è un profilo generico: riguarda attività amministrative, gestione delle pratiche, controllo dei procedimenti, organizzazione del lavoro e supporto all’erogazione dei servizi.

Per questo il concorso non punta solo sulle conoscenze teoriche. La prova scritta comprende anche casi pratici e situazioni operative, proprio per valutare come il candidato ragiona davanti a problemi concreti.

Posti e sedi

I posti complessivi sono 1.695, distribuiti tra direzioni regionali, coordinamenti metropolitani e strutture centrali. Non tutte le sedi hanno lo stesso peso.

La quota più alta è assegnata alla Direzione Servizi al Territorio della Direzione Generale, con 220 posti. Seguono il Coordinamento metropolitano di Roma, con 215 posti, quello di Milano, con 196, la Lombardia, con 190, e l’Emilia-Romagna, con 182.

Numeri consistenti anche in Piemonte. Qui i posti sono 154, in Toscana, con 148, e in Veneto, con 96. Il Coordinamento metropolitano di Napoli conta 90 posti. Di contro, in Liguria ce ne sono 49, in Friuli Venezia Giulia 36. In Trentino Alto Adige 35.

Posti previsti anche in altre regioni. Tra queste, abbiamo Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta. Per quest’ultima le disponibilità sono però più ridotte.

Domanda INPS

La candidatura deve essere presentata solo online. Per accedere alla procedura servono credenziali digitali come SPID, CIE, CNS o eIDAS.

Il termine finale è fissato al 27 luglio 2026 alle 23:59. Fino a quel momento la domanda può essere modificata o integrata. Se il candidato invia più versioni, resta valida soltanto l’ultima trasmessa entro la scadenza.

Serve anche un recapito digitale corretto. Il candidato deve indicare una PEC personale oppure un domicilio digitale. È un passaggio pratico, ma conviene non sottovalutarlo, perché le comunicazioni ufficiali della procedura passeranno da lì.

Scelta della sede

Uno degli aspetti più importanti del concorso è la possibilità di scegliere una sola sede. Non si può concorrere per più strutture contemporaneamente.

Questo significa che la decisione va presa con attenzione. Le sedi con molti posti possono sembrare più convenienti, ma potrebbero attirare anche più candidati. Quelle con pochi posti, invece, possono essere più selettive già in partenza.

La graduatoria sarà collegata alla struttura indicata nella domanda. Chi sceglie una sede concorre per quella, non per tutte le altre. È un elemento che può incidere molto sulle possibilità finali.

Requisiti

Per partecipare occorrono i requisiti ordinari previsti per i concorsi pubblici. Bisogna essere maggiorenni, godere dei diritti civili e politici, risultare idonei all’impiego e non trovarsi in situazioni incompatibili con l’assunzione nella pubblica amministrazione.

Sono ammessi i cittadini italiani e, nei casi previsti, anche cittadini dell’Unione Europea o appartenenti ad altre categorie equiparate.

I requisiti devono essere posseduti alla scadenza della domanda e mantenuti fino alla firma del contratto. Non basta quindi averli al momento dell’invio: devono restare validi per tutta la procedura.

Lauree ammesse

Il bando richiede una laurea tra quelle previste. Le aree sono piuttosto ampie e comprendono percorsi giuridici, economici, sociali, umanistici e gestionali.

Tra i titoli indicati rientrano Economia, Giurisprudenza, Scienze politiche, Scienze dell’amministrazione, Sociologia, Relazioni internazionali, Scienze della comunicazione, Filosofia, Lettere, Lingue, Pedagogia, Scienze dell’educazione, Psicologia, Storia e Ingegneria gestionale.

Sono ammessi anche titoli equiparati o equipollenti, se riconosciuti secondo le regole previste. Chi ha conseguito il titolo all’estero può partecipare con riserva, ma dovrà seguire l’iter di riconoscimento.

Prima di inviare la domanda è bene controllare con precisione la corrispondenza tra laurea posseduta e titoli ammessi. È uno dei punti su cui possono nascere esclusioni.

Preselezione

La preselezione non è automatica. Si farà solo se le domande saranno più di 4.000.

In quel caso i candidati dovranno affrontare un test con 60 quesiti a risposta multipla. Le domande riguarderanno logica, comprensione del testo, ragionamento verbale, inglese, informatica e cultura generale.

Il risultato della preselettiva non farà punteggio nella graduatoria finale. Servirà soltanto a decidere chi potrà andare avanti alla prova scritta.

Alla fase successiva accederanno i candidati con il punteggio più alto, in numero pari a due volte i posti messi a concorso, oltre agli eventuali pari merito nell’ultima posizione utile.

Prova scritta

La prova scritta è il cuore della selezione. Il bando non prevede, nella struttura ordinaria, una prova orale classica.

Lo scritto è diviso in due parti. La prima prevede l’analisi di tre brani tecnico-giuridici. Il candidato dovrà completare parole o frasi mancanti e rispondere a quesiti collegati ai testi.

Le materie possono riguardare diritto del lavoro, previdenza, legislazione sociale, organizzazione e funzionamento della pubblica amministrazione, pianificazione e controllo di gestione, oltre a inglese e informatica.

La seconda parte è costruita su casi situazionali. Qui non conta solo ricordare una nozione, ma capire come si affronta una situazione di lavoro: priorità, decisioni, organizzazione, capacità di analisi, problem solving e relazione con gli altri.

Per superare la prova servono almeno 21/30 in entrambe le sezioni. Il candidato, quindi, deve raggiungere la soglia minima in tutte e due le parti.

Titoli

Dopo lo scritto entra in gioco la valutazione dei titoli. Il punteggio massimo è di 10 punti.

Il voto di laurea può valere fino a 2 punti, con il massimo riconosciuto al 110 e lode. Possono dare punteggio anche altri titoli universitari, se ulteriori rispetto a quello usato per partecipare.

Sono valutabili anche titoli post-laurea come master universitari di primo livello, master di secondo livello e dottorato di ricerca, purché coerenti con le discipline previste dal bando.

Il punteggio finale sarà dato dalla somma tra prova scritta e titoli. La preselettiva, invece, resta fuori dal calcolo finale.

Graduatorie

Le graduatorie saranno formate per singola struttura. Non ci sarà una graduatoria unica nazionale valida indistintamente per tutte le sedi.

Questo rende ancora più importante la scelta iniziale. Il candidato entra nella graduatoria della sede indicata nella domanda e concorre per quei posti.

Le graduatorie resteranno valide per due anni dalla data di approvazione. Dopo i vincitori ci saranno gli idonei, che potranno essere chiamati in caso di scorrimenti.

Il bando prevede anche una possibilità di utilizzo delle graduatorie di altre strutture, soprattutto confinanti, se una sede non riesce a coprire tutti i posti. In quel caso, però, serve l’interpello e l’assenso degli interessati.

Assunzione

I vincitori firmeranno un contratto individuale di lavoro con l’INPS. L’assunzione sarà a tempo pieno e indeterminato.

Dal giorno indicato nel contratto decorreranno gli effetti giuridici ed economici. È previsto un periodo di prova di quattro mesi di effettivo servizio.

Il trattamento economico sarà quello stabilito dal contratto del comparto Funzioni Centrali, vigente al momento dell’assunzione.

Riserve e tutele

Il concorso applica le riserve previste dalla legge. Sono incluse quelle per le persone con disabilità, nei limiti della quota d’obbligo scoperta dall’amministrazione.

Sono previste anche la riserva del 30% per i volontari delle Forze armate e quella del 15% per gli operatori volontari che hanno concluso senza demerito il servizio civile universale o nazionale.

Il bando disciplina inoltre le misure per candidati con disabilità, DSA, gravidanza o allattamento. Chi ha bisogno di ausili, tempi aggiuntivi o strumenti compensativi deve indicarlo nella domanda e allegare la documentazione richiesta.

Cosa controllare

Prima dell’invio conviene ricontrollare ogni dato: titolo di studio, sede scelta, PEC, eventuali riserve, titoli valutabili e documentazione per ausili o misure particolari.

Gli errori più delicati riguardano due punti: la laurea e la sede. La laurea deve rientrare tra quelle ammesse o essere correttamente equiparata. La sede, invece, è una sola e determina la graduatoria in cui si verrà inseriti.

La scadenza resta il 27 luglio 2026 alle 23:59. Chi è interessato deve chiudere la domanda entro quel termine, senza lasciare l’invio all’ultimo momento.

FAQ

Quanti posti prevede il concorso INPS 2026?
Il concorso prevede 1.695 posti per funzionari dell’Area dei funzionari, profilo Funzionario progettazione, erogazione e controllo dei servizi.

Quando scade la domanda?
La domanda deve essere inviata entro il 27 luglio 2026 alle 23:59.

Si può scegliere più di una sede?
No. Ogni candidato può indicare una sola struttura tra quelle disponibili.

È prevista una prova orale?
No. La procedura ordinaria prevede eventuale preselezione, prova scritta e valutazione dei titoli.