Mario Roggero, il 15 luglio la Cassazione decide tutto: condanna a 14 anni e 9 mesi per il gioielliere che sparò ai rapinatori

Daniela Devecchi

Mario Roggero, il 15 luglio la Cassazione decide tutto: condanna a 14 anni e 9 mesi per il gioielliere che sparò ai rapinatori

Il caso Mario Roggero arriva davanti alla Cassazione. La data è segnata: 15 luglio 2026. Quel giorno la Suprema Corte esaminerà il ricorso presentato dalla difesa del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in appello a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo dopo l’assalto alla sua gioielleria.

La vicenda risale al 28 aprile 2021, ma continua a dividere l’opinione pubblica. Da una parte c’è chi vede in Roggero un commerciante travolto dalla paura dopo l’ennesima rapina. Dall’altra c’è la ricostruzione accolta dai giudici, secondo cui gli spari furono esplosi quando il pericolo immediato era ormai cessato.

I nomi al centro del processo sono tre: Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, morti dopo i colpi di pistola, e Alessandro Modica, rimasto ferito. Roggero ha sempre sostenuto di aver reagito in una situazione di terrore. Le Corti di merito, però, hanno escluso la legittima difesa.

Mario Roggero Cassazione

Il passaggio del 15 luglio è decisivo perché può chiudere definitivamente il processo oppure riaprirlo. La Cassazione non dovrà stabilire di nuovo che cosa sia accaduto minuto per minuto nella gioielleria, ma valutare se la sentenza d’appello sia corretta sul piano del diritto e della motivazione.

La condanna oggi sul tavolo è pesante: 14 anni e 9 mesi di reclusione. Se il ricorso venisse respinto, quella pena diventerebbe definitiva. Se invece la sentenza venisse annullata con rinvio, il caso tornerebbe davanti ai giudici d’appello per un nuovo esame.

Per Roggero, quindi, non si tratta di una semplice tappa processuale. È il punto in cui il procedimento può arrivare alla sua chiusura oppure prendere un’altra direzione.

Rapina a Grinzane

Tutto nasce dalla rapina del 28 aprile 2021 nella gioielleria di Roggero, in località Gallo di Grinzane, nel Cuneese. Tre uomini entrarono nell’attività commerciale. La situazione degenerò rapidamente.

Roggero non era nuovo a episodi del genere. Nel 2015 aveva già subito una rapina, circostanza che la difesa ha sempre richiamato per spiegare lo stato psicologico del gioielliere durante l’assalto del 2021.

Il dato non contestato è che una rapina ci fu. Il punto che ha diviso il processo riguarda ciò che avvenne dopo, quando i rapinatori erano ormai fuori dal negozio. È lì che, secondo l’impianto accusatorio accolto dai giudici, la reazione armata avrebbe superato i limiti della legittima difesa.

Gli spari fuori

Dopo l’assalto, Roggero uscì dalla gioielleria armato. Esplose diversi colpi. Due rapinatori morirono, un terzo rimase ferito.

Per la difesa, il gioielliere agì in una condizione di paura estrema, in pochi istanti, senza la lucidità necessaria per valutare con freddezza ciò che stava accadendo. Per i giudici, invece, il pericolo attuale era venuto meno: i rapinatori si stavano allontanando e l’aggressione dentro il negozio era terminata.

È questa la frattura centrale dell’intero caso. Non la rapina in sé, ma il momento preciso in cui Roggero sparò.

Condanna in appello

In primo grado, la Corte d’Assise di Asti aveva condannato Mario Roggero a 17 anni. In appello, la pena è stata ridotta a 14 anni e 9 mesi, ma la sostanza della decisione è rimasta la stessa: la legittima difesa non è stata riconosciuta.

La sentenza riguarda l’uccisione di Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, il tentato omicidio di Alessandro Modica e le contestazioni legate all’arma.

Fino al pronunciamento della Cassazione, la condanna non è definitiva. Il ricorso della difesa punta proprio a mettere in discussione alcuni passaggi della motivazione d’appello.

Legittima difesa

La questione giuridica ruota intorno a una parola: attualità. Perché la legittima difesa sia riconosciuta, il pericolo deve essere presente in quel momento, non già concluso.

Secondo i giudici di merito, quando Roggero sparò, i rapinatori non erano più dentro la gioielleria. Stavano andando via. Per questo la reazione non è stata ritenuta necessaria a respingere un’aggressione ancora in corso.

La difesa insiste invece su un altro punto: la percezione del pericolo. Roggero, dopo una rapina violenta e dopo un precedente assalto subito anni prima, avrebbe vissuto quei secondi come una minaccia ancora concreta. Da qui il richiamo alla legittima difesa putativa, cioè alla convinzione, anche errata, di trovarsi ancora in una situazione di pericolo immediato.

La Cassazione dovrà valutare se le Corti precedenti abbiano motivato correttamente il rigetto di questa tesi.

Le vittime

Le due persone morte sono Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli. Il terzo uomo, Alessandro Modica, rimase ferito.

Nel processo la loro posizione ha avuto rilievo anche sul piano civile. Accanto alla pena detentiva, infatti, ci sono i risarcimenti e le somme riconosciute alle parti civili.

È uno degli aspetti che più ha inciso sulla vicenda personale di Roggero, che negli ultimi mesi ha parlato anche del peso economico del procedimento e delle richieste risarcitorie.

Risarcimenti

Il caso non riguarda soltanto la condanna al carcere. Ci sono anche cifre molto elevate legate alle parti civili: una provvisionale immediatamente esecutiva da centinaia di migliaia di euro, richieste risarcitorie milionarie e spese giudiziarie.

Roggero ha raccontato di trovarsi in una situazione economica difficile. La sua vicenda patrimoniale è entrata nel dibattito pubblico insieme al tema della pena.

Negli ultimi mesi sono nate raccolte fondi, appelli e iniziative di sostegno. Il caso, anche per questo, è uscito dai confini delle aule giudiziarie ed è diventato un confronto più ampio sulla legittima difesa, sulla sicurezza dei commercianti e sui limiti della reazione armata.

Caso mediatico

Il nome di Mario Roggero è tornato con forza nel dibattito pubblico in vista del 15 luglio. Sui social, molti sostenitori chiedono che venga riconosciuta la sua condizione di vittima di rapina. Altri, invece, richiamano il principio fissato dalle sentenze: non si può sparare quando il pericolo non è più attuale.

La vicenda continua a essere usata come simbolo di due letture opposte. Per alcuni Roggero è il commerciante che ha reagito dopo essere stato aggredito. Per altri è l’imputato che ha superato il confine della difesa legittima.

La Cassazione non dovrà decidere sulla popolarità del caso, ma sulla tenuta giuridica della sentenza. Eppure il peso mediatico della vicenda resta evidente.

Cosa può succedere

Gli scenari sono quattro.

La Cassazione può rigettare il ricorso. In quel caso la condanna a 14 anni e 9 mesi diventerebbe definitiva.

Può dichiarare il ricorso inammissibile, con un effetto sostanzialmente analogo.

Può disporre un annullamento con rinvio, rimandando il processo davanti a un’altra sezione della Corte d’Assise d’Appello.

Oppure può arrivare a un annullamento senza rinvio, ipotesi più netta e favorevole alla difesa, che chiuderebbe il procedimento senza un nuovo processo.

Il 15 luglio, quindi, non sarà una nuova ricostruzione pubblica della rapina. Sarà il giorno in cui la giustizia dovrà stabilire se la condanna regge oppure no.

FAQ

Quando ci sarà la Cassazione per Mario Roggero?
L’udienza in Cassazione è fissata per il 15 luglio 2026.

A quanto è stato condannato Mario Roggero?
In appello Mario Roggero è stato condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione.

Chi sono le persone morte nella vicenda Roggero?
Le due persone morte sono Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli. Il terzo uomo coinvolto, Alessandro Modica, rimase ferito.

Perché i giudici hanno escluso la legittima difesa?
Perché, secondo le sentenze di merito, al momento degli spari i rapinatori erano già fuori dalla gioielleria e il pericolo immediato era cessato.