Catanese di nascita, sardo per l’ultimo incarico, presto ciociaro di ritorno — o quasi. Guido Angelozzi è uno dei direttori sportivi più discussi e stimati del calcio italiano, uno di quelli che le promozioni le costruiscono mattone per mattone, partendo dai campi di Serie D. Ha appena lasciato il Cagliari e si prepara a una nuova avventura. Ma chi è?
Età e dati anagrafici
Guido Angelozzi è nato a Catania il 5 febbraio 1955. Ha 70 anni. Nonostante l’anagrafe, nel calcio italiano è ancora considerato uno dei dirigenti più attivi e con più fiuto del panorama.
La carriera da calciatore
Prima di diventare il talent scout più creativo della Serie A, Angelozzi ha giocato. Da centrocampista, ha esordito in Serie B il 2 giugno 1974 in Taranto-Catania. Ha militato in varie squadre tra Serie B, C1 e C2: Catania, Paganese, Giulianova, Fano, Barletta, tra le altre. Il suo record personale? 5 gol in Serie D nella stagione 1975-1976. Non esattamente un bomber, ma questo non ha mai contato poi molto nella sua storia.
La carriera da dirigente: da Leonzio alla Serie A
Dopo il ritiro, Angelozzi ha cominciato dalla porta più piccola. Il primo incarico da direttore sportivo arriva nel 1991 all’Atletico Leonzio, in Serie C2. Da lì in poi è stato un percorso lungo e coerente: Fidelis Andria (cinque anni in Serie B), Reggiana, Catania, Sambenedettese, Perugia.
Nel 2005 arriva il salto in Serie A con il Lecce. Quattro anni tra alterne vicende — due retrocessioni e una promozione — fino all’esonero nel 2009. Nel 2010 passa al Bari, squadra che seguirà per quattro anni intensi, finché il club pugliese non fallirà nel 2014.
Nel 2014 approda allo Spezia in Serie B, per poi passare al Sassuolo nel 2015, dove centra una storica qualificazione ai preliminari di Europa League. Torna allo Spezia nel 2018 firmando un contratto triennale: al secondo anno porta il club ligure in Serie A per la prima volta nella sua storia. Un’impresa che nessuno si aspettava.
Nel 2020 comincia il capitolo più raccontato della sua carriera: il Frosinone. In Ciociaria costruisce una squadra con calciatori pescati dalle serie inferiori — Boloca dal Fossano, Gatti dalla Serie D, Soulé e Barrenechea dalla Juventus Primavera — e riporta i giallazzurri in Serie A. Con lui il Frosinone arriva a valere oltre 140 milioni di euro di rosa, con plusvalenze importanti registrate nel giro di pochi anni.
Il metodo Angelozzi: l’almanacco e il fiuto per i talenti
C’è un dettaglio che racconta Angelozzi meglio di qualsiasi curriculum. Tiene un almanacco personale in cui annota i calciatori che lo colpiscono, anno dopo anno. Da quell’agenda sono usciti i colpi più improbabili e più riusciti della sua carriera.
«Per lui sarebbe troppo facile citare Pellegrini, Frattesi o Scamacca», raccontano chi lo conosce bene. Lui preferisce i nomi pescati dall’Interregionale — quello che oggi si chiama Serie D. Boloca, Gatti, Fares scoperto nella terza divisione francese. Nomi che nessuno voleva e che poi tutti hanno voluto.
L’esperienza al Cagliari e l’addio
Nell’estate 2025 Angelozzi viene chiamato dal Cagliari per sostituire Bonato nel ruolo di direttore sportivo, con contratto fino al 30 giugno 2027. Ma il rapporto si chiude prima del previsto: a giugno 2026 arriva il comunicato ufficiale del club rossoblù che annuncia «la conclusione del rapporto professionale». Ringraziamenti di rito, nessuna polemica pubblica.
Secondo le indiscrezioni circolate subito dopo, Angelozzi sarebbe pronto a ripartire dalla Cremonese, appena retrocessa in Serie B — un’altra scommessa su una piazza ambiziosa che vuole risalire.
Vita privata: la moglie tedesca e la famiglia
Angelozzi parla pochissimo di sé fuori dal campo. Quello che si sa è che sua moglie è tedesca, e che nel tempo è diventata una specie di alleata silenziosa nelle operazioni di mercato più complicate. È stata lei, con la sua conoscenza della cultura tedesca, a convincere la famiglia di Arijon Ibrahimović — talento del Bayern Monaco, classe 2005 — a mandare il figlio a Frosinone. Quando Angelozzi stava per rinunciare all’operazione, è arrivata la telefonata della moglie: «Mi hanno chiamato i genitori di Ibrahimović! Ma cos’è questa storia che non lo prendi più?! Abbiamo fatto una promessa a una famiglia, adesso lo prendi!». Un amico gli chiede spesso, scherzando, se le dia la commissione.
Nel 2023, ritirando un premio di settore, Angelozzi ha detto: «Faccio questo mestiere con passione, ho avuto la fortuna di iniziare questo percorso da direttore a 34 anni. Devo tutto a mia moglie e alla mia famiglia».
Social
Angelozzi non è particolarmente attivo sui social. La sua presenza pubblica passa soprattutto attraverso le interviste e le conferenze stampa dei club per cui lavora.
Domande frequenti su Guido Angelozzi
Quanti anni ha Guido Angelozzi?
Ha 70 anni, nato a Catania il 5 febbraio 1955.
Dove lavora adesso Guido Angelozzi?
Ha lasciato il Cagliari a giugno 2026. Secondo le indiscrezioni è in trattativa con la Cremonese, appena retrocessa in Serie B.
Qual è il ruolo di Guido Angelozzi?
È direttore sportivo e dell’area tecnico-operativa. Ha ricoperto questo ruolo in numerosi club italiani tra cui Frosinone, Spezia, Sassuolo, Bari e Cagliari.
Chi è la moglie di Guido Angelozzi?
La moglie è tedesca, ma il suo nome non è mai stato reso pubblico. È nota per aver aiutato il marito in alcune trattative internazionali di mercato.
Qual è il colpo di mercato più famoso di Angelozzi?
Difficile sceglierne uno. Tra i più citati: Federico Gatti pescato dalla Serie D, Luca Boloca dal Fossano, Matías Soulé dalla Juventus Primavera. E la promozione dello Spezia in Serie A per la prima volta nella storia del club.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






