Hai un’auto diesel immatricolata tra il 2011 e l’agosto del 2015? Sei nel mirino. Dal 1° ottobre 2026 le vetture diesel Euro 5 non potranno più circolare nei giorni feriali nelle principali città di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Mancano meno di quattro mesi e molti automobilisti ancora non sanno cosa li aspetta.
La notizia non è nuova — il blocco era previsto per ottobre 2025, poi rinviato di un anno grazie a un emendamento della Lega al decreto Infrastrutture — ma la scadenza stavolta è quella definitiva. O quasi.
Quali auto sono coinvolte
Il blocco riguarda esclusivamente i diesel Euro 5, cioè le vetture con motore a gasolio omologate secondo la normativa entrata in vigore nel settembre 2011. In pratica: immatricolate tra il 1° settembre 2011 e il 31 agosto 2015. I benzina Euro 5 non sono toccati, almeno non in modo strutturale. Per capire se la propria auto rientra in questa categoria basta controllare il riquadro V9 della carta di circolazione oppure inserire la targa sul Portale dell’Automobilista.
Quante auto sono coinvolte? Secondo i dati CARFAX elaborati sui controlli targa effettuati nei primi mesi del 2026, una vettura su sette tra quelle verificate online appartiene alla classe Euro 5. Su oltre 100.000 controlli, più di 14.000 riguardavano proprio questa categoria. I modelli più rappresentativi? Fiat Panda in testa, poi Fiat 500, Alfa Romeo Giulietta, Volkswagen Golf e i SUV della BMW Serie X. Solo di questi cinque marchi si tratta quasi della metà delle Euro 5 sul mercato dell’usato.
Dove e quando scatta il blocco
Il quadro è più articolato di quanto sembri, perché ogni regione ha le sue regole.
Lombardia: divieto permanente nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30. Riguarda tutti i comuni con più di 100.000 abitanti: Milano, Brescia, Monza e Bergamo. A Milano, però, l’Area B applica già restrizioni più severe. È disponibile il sistema Move-In come alternativa.
Piemonte: blocco stagionale dal 1° ottobre 2026 al 15 aprile 2027, nei giorni feriali dalle 8:30 alle 18:30, nei comuni sopra i 100.000 abitanti. Coinvolge circa 250.000 vetture, pari all’8% del parco auto regionale. Tra le città: Torino, Novara, Alessandria, Asti, Cuneo.
Emilia-Romagna: divieto permanente nei feriali dalle 8:30 alle 18:30, nei comuni con più di 100.000 abitanti e nell’agglomerato di Bologna. Previste deroghe per lavoratori turnisti e per chi ha un ISEE inferiore a 14.000 euro.
Veneto: ha anticipato le limitazioni dal 20 ottobre 2025 in forma stagionale. Dal 1° ottobre 2026 le misure diventeranno strutturali, feriali dalle 8:00 alle 18:00, nei comuni sopra i 100.000 abitanti.
Fuori dal Bacino Padano la situazione è diversa. A Roma l’ordinanza in vigore nella ZTL Fascia Verde fino al 31 ottobre 2026 blocca i diesel fino a Euro 3, non gli Euro 5. A Firenze, invece, lo Scudo Verde già applica limitazioni ai diesel Euro 5 sui viali di circonvallazione nei feriali.
Cosa rischiate se circolare lo stesso
Le sanzioni non sono simboliche. Chi viene beccato a circolare in zona vietata con un diesel Euro 5 senza deroga attiva riceve una multa da 168 a 678 euro. Il rilevamento avviene in automatico dai varchi elettronici, che leggono la targa e incrociano la classe ambientale registrata al PRA: niente preavviso, la multa arriva per posta.
In caso di recidiva nel biennio scatta anche la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.
Le alternative: Move-In e non solo
Per chi non vuole o non può cambiare auto subito, la via di uscita principale si chiama Move-In (Monitoraggio Veicoli Inquinanti). È un sistema adottato da Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna che installa una scatola nera sul veicolo e consente di percorrere un numero limitato di chilometri annuali nelle zone soggette a divieto — intorno ai 2.000-3.000 km per un diesel Euro 5, a seconda della regione. Chi entra in città raramente può cavarsela. Chi ci va ogni giorno per lavoro, no.
Esistono anche deroghe specifiche per disabili con contrassegno, veicoli per il trasporto di persone con gravi patologie e, in alcune zone, per i lavoratori turnisti. Ma sono eccezioni, non la regola.
Per chi invece decide di cambiare auto, il mercato dell’usato offre già molti diesel Euro 6 a prezzi accessibili — e la svalutazione degli Euro 5 nelle regioni del Nord è destinata ad accelerare proprio nelle prossime settimane.
Il mercato dell’usato già sente il colpo
Le Euro 5 in circolazione hanno mediamente 12 anni di età e 146.000 chilometri percorsi, contro i 9 anni e 117.000 km della media generale. Il 64% presenta almeno un fattore di rischio nella propria storia documentata, il 57% ha incidenti o danni registrati. Non sono auto nuovissime, insomma. E con il blocco in arrivo, chi vuole venderle deve farlo adesso — dopo ottobre il valore scenderà ancora.
FAQ
Dal 1° ottobre 2026 tutte le diesel Euro 5 sono bloccate in Italia?
No. Il blocco strutturale riguarda le quattro regioni del Bacino Padano: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, e solo nei comuni con più di 100.000 abitanti. Il resto d’Italia segue regole proprie, spesso più permissive.
Come faccio a sapere se la mia auto è Euro 5?
Controlli il riquadro V9 della carta di circolazione oppure usa il Portale dell’Automobilista inserendo la targa. Le diesel Euro 5 sono state immatricolate tra settembre 2011 e agosto 2015.
Cosa è il Move-In e come funziona?
È un sistema che installa una scatola nera sul veicolo e permette di percorrere un numero limitato di chilometri annui nelle zone vietate. Per un diesel Euro 5 il tetto è circa 2.000-3.000 km/anno nelle aree soggette a blocco. È disponibile in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.
Quanto è la multa se circolo in zona vietata?
Da 168 a 678 euro, rilevata automaticamente dai varchi elettronici. In caso di recidiva nel biennio si rischia anche la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.
I diesel Euro 6 sono coinvolti?
No, il blocco riguarda solo i veicoli Euro 5 e precedenti. Un diesel Euro 6 può circolare liberamente.
Le auto a benzina Euro 5 sono bloccate?
No, il provvedimento riguarda solo i diesel. Le benzina Euro 5 non sono soggette a blocchi strutturali nel 2026.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






