Zanzara tigre, West Nile e vespa velutina 2026: i parassiti che il clima porta nelle città italiane (e che quasi nessuno racconta)

Serena Comito

Zanzara tigre, West Nile e vespa velutina 2026: i parassiti che il clima porta nelle città italiane (e che quasi nessuno racconta)

Nell’estate del 2025 il virus West Nile ha ucciso nove persone in Italia. I casi confermati erano distribuiti in 75 province — quasi la metà del paese. Il 30 aprile 2026 il Ministero della Salute ha già emesso la circolare per la nuova stagione vettoriale. Qualcuno ne ha parlato per qualche giorno. Poi il silenzio.

Nel frattempo, sempre nel 2025, si sono registrati 472 casi confermati di Chikungunya — 384 dei quali trasmessi localmente, senza che nessun viaggio tropicale c’entrasse nulla. Vent’anni fa questa malattia non esisteva in Europa. Oggi si contrae in Emilia-Romagna, in Lombardia, nel Veneto.

Qualcosa è cambiato. Non in modo improvviso — è una trasformazione lenta, documentata, che ha modificato il rapporto tra le città italiane e il mondo degli infestanti. Per capire cosa sta succedendo davvero, e soprattutto cosa si può fare, abbiamo parlato con i responsabili tecnici di Biblion Servizi, azienda romana attiva dal 1992 e tra i principali riferimenti nazionali nel settore della salvaguardia ambientale.

La stagione delle infestazioni non esiste più

Per decenni abbiamo trattato la disinfestazione come un problema stagionale. Primavera, estate, qualche blatta autunnale. Poi l’inverno sistemava tutto da solo. Quel meccanismo si è rotto.

Gli insetti sono organismi a sangue freddo (ectotermi): il loro ciclo riproduttivo dipende direttamente dalla temperatura esterna. Inverni più miti significa popolazioni che non calano mai davvero. Primavere precoci significano risvegli anticipati. Alcuni studi calcolano che un aumento di soli 2°C può consentire agli insetti di completare da uno a cinque cicli vitali aggiuntivi per stagione.

Chi lavora ogni giorno su questi problemi lo sa meglio di chiunque altro. «Quello che osserviamo sul campo ogni anno è inequivocabile», dicono i responsabili tecnici di Biblion Servizi. «Le specie si risvegliano prima, si moltiplicano più in fretta, restano attive più a lungo. A fine maggio 2026, con le temperature che abbiamo avuto, avevamo già segnalazioni di risveglio precoce su più fronti contemporaneamente. La stagionalità dell’intervento non esiste più — il problema è diventato permanente, e va gestito come tale».

La zanzara tigre e le malattie che porta

La Aedes albopictus — la zanzara tigre — è arrivata in Italia negli anni Novanta ed è oggi presente in quasi tutto il territorio nazionale. Il problema non è la puntura in sé. È quello che può trasmettere: Dengue, Chikungunya, Zika.

Nel 2007 fu responsabile del primo focolaio europeo di Chikungunya in Emilia-Romagna — circa 250 contagiati localmente. Nel 2017 un focolaio tra Anzio e Roma portò a 298 casi autoctoni. Nel 2025 i casi di trasmissione locale di Chikungunya sono stati 384. A luglio dello stesso anno, tre casi di dengue autoctono si sono registrati a Budrio, in provincia di Bologna.

Il punto di vista di chi interviene sul campo è netto. «Molti ancora non hanno interiorizzato che queste malattie non arrivano più solo da chi torna dai paesi tropicali», è la lettura di Biblion Servizi. «Si trasmettono localmente, in città normali, in quartieri normali. La zanzara tigre è ovunque, e dove le temperature salgono e rimangono alte, si riproduce in continuazione. Noi interveniamo con trattamenti larvicidi biologici attraverso il progetto Bee Green — batteri come il Bacillus thuringiensis che agiscono selettivamente sulle larve senza toccare nessun’altra specie — abbinati a un monitoraggio costante dei focolai. Non basta intervenire una volta: serve un piano continuativo, che tocchi e interessi sia l’ambito pubblico che privato».

West Nile: il virus che si espande in silenzio

Il virus West Nile, trasmesso dalla zanzara comune Culex pipiens, è ritenuto endemico in Italia dal 1998. Nell’estate del 2025 ha colpito 53 province in 14 regioni. Il direttore dell’epidemiologia dell’ISS, Patrizio Pezzotti, il 1° giugno 2026 ha dichiarato che la preoccupazione principale è che da fenomeno stagionale diventi un problema strutturale. Non esiste vaccino per uso umano, non esiste terapia specifica.

La risposta di chi ha costruito nel tempo i protocolli per affrontarlo è precisa. «Il West Nile si previene riducendo le popolazioni di Culex nell’ambiente urbano», spiega il team tecnico di Biblion. «Parchi, caditoie, zone umide — serve un lavoro capillare, continuativo, su scala cittadina. Non è un intervento che si fa una volta e basta. Ed è un intervento che richiede competenze precise: sapere dove si annidano le larve, quali prodotti usare, come evitare l’impatto sull’ecosistema circostante».

Gli insetti alieni: vespa velutina e cimice asiatica

Le zanzare non sono l’unica emergenza. Negli ultimi anni l’Italia ha dovuto confrontarsi con specie invasive arrivate dall’Asia che fino a poco tempo fa erano assenti dal nostro territorio.

La vespa velutina — il calabrone asiatico dalle zampe gialle — è in Italia dal 2012 e nel 2026 è diventata emergenza parlamentare. Predatore specializzato delle api, può annientare un apiario in poche settimane. Avvicinarsi a un nido senza protezioni adeguate espone a rischi seri.

Su questo fronte Biblion è già operativa con protocolli aggiornati per il 2026. «La velutina è uno dei fronti più delicati su cui lavoriamo in questo momento», raccontano dall’azienda. «Richiede tecnici attrezzati, formati per intervenire in sicurezza. Non è qualcosa che si improvvisa. La sede di Lucca, in una delle zone più colpite d’Italia, è pienamente operativa».

La cimice asiatica (Halyomorpha halys) ha causato in Emilia-Romagna danni agricoli per decine di milioni di euro negli anni più critici. In autunno si rifugia negli edifici per svernare: nelle zone più colpite, trovarsene decine in casa nel giro di pochi giorni è diventata un’esperienza comune.

Blatte, topi e isola di calore urbana

Le città — dense, calde, ricche di cibo — sono diventate l’habitat più favorevole per molti infestanti. L’isola di calore urbana crea microclimi che alcune specie sfruttano alla perfezione.

Le blatte accelerano il ciclo riproduttivo con il calore. I roditori, con inverni sempre meno rigidi, mantengono popolazioni elevate tutto l’anno. Su questi due fronti l’approccio di Biblion ha una logica precisa. «Per i topi usiamo da anni il sistema Ekomille», spiegano i responsabili dell’azienda. «Una macchina elettromeccanica che attrae i roditori con sostanze naturali — granaglie, semi di girasole — e li cattura senza veleno, senza carcasse disperse, senza rischio di avvelenamento secondario per altri animali. Il punto non è solo eliminare il problema — è farlo senza creare danni collaterali».

Prevenire, non rincorrere

Quello che emerge dalla conversazione con Biblion Servizi è un concetto semplice ma ancora poco diffuso: in un contesto climatico che cambia ogni stagione, la disinfestazione reattiva non basta più.

«Lavoriamo su tutto il territorio nazionale da oltre trent’anni», è la conclusione. «Quello che abbiamo imparato è che la differenza vera non la fa il prodotto che usi, ma la capacità di leggere il territorio, riconoscere le specie, capire le cause prima che il problema si installi. Il West Nile si espande in 75 province. La zanzara tigre trasmette Dengue a Bologna. La vespa velutina è diventata un caso parlamentare. Non stiamo parlando di scenari futuri — stiamo parlando di oggi. E oggi, chi non ha un piano, è già in ritardo»

Per saperne di più o richiedere un intervento, il punto di partenza è biblionservizi.it oppure chiamando il numero verde gratuito 800 355 252, attivo tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24.