Safari Ravenna, non solo una giornata tra gli animali
C’è un momento, entrando in un parco faunistico, in cui lo sguardo cambia. Non si osserva più soltanto un animale “da vedere”, ma un essere vivente nel suo spazio, con i suoi tempi, le sue abitudini, i suoi movimenti. Safari Ravenna nasce proprio attorno a questa idea: avvicinare adulti e bambini al mondo animale, ma senza trasformare la visita in una semplice sequenza di attrazioni.
Il parco si trova a Ravenna, in località Mirabilandia, e si sviluppa su un’area ampia, pensata per unire il percorso in auto alla parte pedonale. Il cuore dell’esperienza è il safari vero e proprio: un tragitto di circa 4 chilometri in cui gli animali possono essere osservati da vicino, senza le classiche barriere visive di un bioparco tradizionale.
Non è curioso pensare che, a pochi passi dalla Riviera Romagnola, ci sia uno spazio dove giraffe, zebre, ippopotami, leoni, tigri, bisonti, cammelli e molte altre specie convivono in un contesto progettato per la visita ma anche per la tutela?
Come funziona il percorso safari
La visita nell’area safari può essere effettuata con il proprio mezzo, oppure con mezzi messi a disposizione dal parco, come trenino con guida o auto elettriche, secondo disponibilità e organizzazione giornaliera. La formula più riconoscibile resta quella del percorso carrabile: si entra in auto e si attraversano gli spazi dove vivono gli animali, restando sempre all’interno del veicolo.
Questa regola non è un dettaglio secondario. Non scendere dall’auto, non dare cibo agli animali e tenere i finestrini chiusi nei reparti indicati sono indicazioni fondamentali per la sicurezza dei visitatori e per il benessere degli animali. Il parco insiste molto su questo aspetto: l’esperienza deve essere ravvicinata, sì, ma mai invasiva.
La sensazione, durante il percorso, è diversa da quella di una visita classica. Gli animali non sono osservati dietro una vetrina, ma all’interno di spazi in cui possono muoversi. Questo non significa “natura selvaggia” in senso puro, perché gli esemplari sono nati in ambito zoologico e vivono sotto controllo veterinario, ma il contatto visivo è sicuramente più diretto rispetto a molte strutture tradizionali.
Gli animali: oltre mille esemplari e circa cento specie
Uno degli elementi centrali del Safari Ravenna è la presenza di oltre 1.000 animali, appartenenti a circa 100 specie differenti. Nel percorso safari si incontrano specie molto note al grande pubblico. Parliamo di leoni, tigri, giraffe, zebre e ippopotami. No solo: anche animali meno immediatamente riconoscibili, che rendono la visita più interessante dal punto di vista educativo.
Il parco non si limita infatti alla dimensione spettacolare dell’animale esotico. Accanto alle specie più iconiche, trovano spazio anche erbivori, uccelli, primati, rettili e altri esemplari che permettono di raccontare ambienti, comportamenti, differenze tra specie e fragilità degli ecosistemi.
In questo senso, la presenza degli animali diventa una porta d’ingresso alla conoscenza. Per un bambino, vedere una giraffa da vicino può essere una sorpresa enorme; per un adulto, invece, può diventare l’occasione per riflettere su cosa significhi oggi parlare di conservazione, biodiversità e responsabilità umana.
L’area pedonale e gli spazi da esplorare a piedi
Accanto al safari carrabile c’è l’area pedonale, una zona pensata per proseguire la visita con un ritmo più lento. Qui si trovano spazi dedicati ad animali comuni e rari, oltre ad aree specifiche come **l’Isola dei Babbuini, l’Isola dei Lemuri, l’Oasi degli Scimpanzé, la Dimora dei siamanghi e dei gibboni, il rettilario, l’acquario, e la palazzina “le meraviglie della natura”
È una parte importante del parco perché completa l’esperienza del safari. Dopo il percorso in auto, si entra in una dimensione più osservativa, dove ci si ferma, si guarda, si ascolta. L’area pedonale consente anche di approfondire il rapporto con alcune specie, in particolare con i primati, che hanno un forte valore educativo per comprendere socialità, comportamenti di gruppo e somiglianze con l’essere umano.
Tra gli spazi più significativi c’è l’Oasi degli Scimpanzé di Guinea, presentata come uno degli ambienti di maggior rilievo del parco. L’area è stata progettata con una zona esterna ampia e un settore interno non visibile al pubblico, con l’obiettivo di garantire agli animali spazi adeguati e possibilità di movimento.
Il ruolo della didattica
Safari Ravenna dedica una parte rilevante della propria attività anche alle scuole. L’offerta didattica è costruita attorno all’idea che l’incontro con l’animale possa aiutare bambini e ragazzi a sviluppare curiosità, capacità di osservazione e maggiore sensibilità verso ciò che è diverso da sé.
Non si tratta soltanto di “vedere gli animali”. Il punto, almeno nella lettura redazionale del progetto, è usare la visita come esperienza formativa. La relazione tra bambini e animali può diventare un modo semplice ma efficace per parlare di rispetto, pazienza, cura, diversità biologica e ambiente.
Questo aspetto distingue il parco da una destinazione puramente ricreativa. La componente ludica resta presente, ma viene affiancata da un impianto educativo pensato per rendere la giornata qualcosa di più strutturato.
Biodiversità, ricerca e sostenibilità
La missione dichiarata del parco ruota attorno a tre parole chiave: biodiversità, benessere animale e conservazione. Safari Ravenna si presenta come uno spazio dedicato alla custodia di specie differenti, con attenzione alla ricerca scientifica e ai programmi legati alla salvaguardia di animali a rischio.
Tra gli elementi più interessanti c’è la collaborazione con istituti universitari e scientifici italiani ed europei. Il parco richiama il valore della ricerca sul benessere animale, della tutela genetica e dei programmi di conservazione, con particolare attenzione alle specie protette.
C’è poi il tema ambientale. La struttura viene descritta come integrata nel paesaggio, con attenzione alla sostenibilità: recupero e riutilizzo interno delle acque, piantumazione di alberi e arbusti, uso di materiali non inquinanti e spazi pensati anche per offrire riparo agli animali. Sono dettagli tecnici, certo, ma raccontano una direzione precisa: il parco non vuole essere soltanto luogo di visita, ma anche presidio di educazione ambientale.
Servizi, accessibilità e informazioni pratiche
Per quanto riguarda l’organizzazione della giornata, il biglietto comprende l’accesso all’area safari e all’area pedonale. Sono inclusi anche alcuni appuntamenti ludico-didattici e spettacoli all’interno del parco, secondo programmazione.
Gli orari indicano apertura dalle 10:00, ultimo ingresso e chiusura biglietterie alle 15:00, con chiusura del parco intorno alle 17:00. L’area pedonale apre alle 11:00. Per la stagione 2026, le tariffe riportano un biglietto intero online a 25 euro, intero in biglietteria a 27 euro In merito al ridotto online per bambini dai 3 ai 10 anni il costo è 19 euro . Ridotto in biglietteria 21 euro. I bambini sotto i 3 anni entrano gratuitamente con documento, codice fiscale o tessera sanitaria.
Il parco segnala anche indicazioni dedicate agli ospiti con disabilità: l’area safari può essere percorsa con il proprio mezzo o con il trenino dotato di rampa per carrozzine, mentre il percorso pedonale non presenta barriere, fatta eccezione per le torrette di avvistamento.
Sul fronte dei servizi, la Grande Pensilina raccoglie ristoro, area picnic, servizi igienici, nursery, distributori, shop e area giochi. È uno spazio utile soprattutto per le famiglie, perché consente di organizzare pause durante la giornata senza interrompere del tutto la visita.
Un parco da leggere oltre la superficie
Safari Ravenna è spesso associato all’idea di gita in famiglia, e in parte lo è davvero. Ma fermarsi solo a questa definizione sarebbe riduttivo. Il parco unisce intrattenimento, osservazione, didattica e attenzione alla conservazione, con una struttura che alterna il percorso in auto agli spazi visitabili a piedi.
Il suo valore principale sta proprio in questo equilibrio: mostrare gli animali da vicino senza trasformare la visita in puro spettacolo. Il contatto c’è, l’emozione anche, ma resta dentro una cornice fatta di regole, cura e consapevolezza.
E forse è proprio qui che l’esperienza diventa più interessante. Perché un bambino può uscire dal parco ricordando una giraffa o un lemure; un adulto, invece, può portarsi dietro una domanda più grande: quanto conosciamo davvero gli animali che diciamo di amare?

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






