Franco Napoletano ha fatto parte per trent’anni del volto della politica di Bisceglie, è stato una presenza e un riferimento. Un uomo di quelli che incroci per le strade, in tribunale, in consiglio, un uomo che ricordi. Se n’è andato a 66 anni, dopo una malattia che lo ha accompagnato a lungo, lasciando la città un po’ più vuota.
Avvocato prima, poi sindaco: una vita a Bisceglie
Napoletano era avvocato, ma non si è mai dedicato solo al suo studio: amava la politica, la amava davvero e la rispettava come convinzione di sinistra, netta, radicata, mai nascosta. Tutto parte all’inizio degli anni Ottanta quando è un giovane consigliere comunale eletto con il PCI, poi, non si ferma più. Quando il PCI si scioglie, lui però non molla: sceglie Rifondazione Comunista e resta fedele a quell’idea di politica dal basso, legata ai problemi concreti, senza mai salire in cattedra.
Il decennio da sindaco: gli anni che hanno cambiato la città
Il momento che lo consegna alla storia della città arriva nel 1996: i biscegliesi lo scelgono come sindaco e lo riconfermano, così si trova per ben dieci anni alla guida del municipio, in una fase piena di trasformazioni. Erano gli anni in cui Bisceglie cambiava pelle forse: urbanistica, economia, sociale. Non tutto è stato semplice, non tutte le scelte sono state condivise, certo, ma in quei dieci anni Napoletano ha provato a dare una direzione, a lasciare un’impronta. Ancora oggi, infatti, quando si parla di quella stagione amministrativa, il suo nome torna fuori.
L’arrivo a Montecitorio, senza tagliare le radici
Nel 2006 arriva il passaggio al Parlamento, quando viene eletto deputato con il Partito dei Comunisti Italiani, porta a Roma l’esperienza maturata tra i banchi del consiglio comunale. XV Legislatura, incarichi di partito, commissioni, eppure, il filo con Bisceglie non si spezza mai. Finita l’esperienza parlamentare nel 2008, per molti sarebbe stato il momento di defilarsi. Invece, qualche anno dopo, torna in consiglio comunale. Due anni ancora e diventa presidente dell’assise, ma lo stile non cambia: sta con la gente, anche con chi è dall’altra parte delle sue idee.
La perdita, il dolore della comunità
La notizia è arrivata all’alba e ha fatto il giro della città in un attimo con messaggi, telefonate, post. Politici, associazioni, cittadini comuni: ognuno con il suo ricordo, perché al di là delle bandiere, Napoletano è stato soprattutto un uomo che per decenni ha abitato la vita pubblica di Bisceglie.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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