Gli scritti sono alle spalle, ma per migliaia di studenti la parte più delicata della Maturità 2026 arriva adesso: il colloquio orale. Da oggi, lunedì 22 giugno 2026, alcune commissioni possono iniziare le interrogazioni finali, anche se non tutte le scuole partiranno nello stesso giorno. Il calendario, infatti, dipende dal lavoro delle singole commissioni, dalla correzione delle prove scritte e dalla pubblicazione dei punteggi.
È una fase molto osservata, perché l’orale di quest’anno presenta regole precise e alcuni cambiamenti rispetto alla vecchia impostazione. Non è più una prova costruita su tutto il programma in modo indistinto, ma un colloquio centrato su quattro discipline individuate dal Ministero, sulla riflessione personale del candidato, sull’esperienza di scuola-lavoro e sulle competenze maturate durante il percorso scolastico.
Cambia anche il peso di alcuni aspetti: il colloquio vale fino a 20 punti, viene valutato con una griglia nazionale e può incidere in modo decisivo sul voto finale. Inoltre, dopo i casi degli anni scorsi, è stata rafforzata la regola sullo svolgimento effettivo della prova: chi rifiuta volontariamente l’orale o decide di non sostenerlo rischia conseguenze molto serie, fino al mancato superamento dell’esame.
Orale Maturità 2026
Il colloquio orale della Maturità 2026 arriva dopo la prima prova scritta di italiano, svolta il 18 giugno, e la seconda prova, svolta il 19 giugno. Terminati gli scritti, le commissioni correggono gli elaborati, attribuiscono i punteggi e pubblicano i risultati prima dell’avvio degli orali.
Non esiste, però, una data unica valida per tutti. Alcune commissioni possono partire già dal 22 giugno, altre iniziano nei giorni successivi. Ogni scuola comunica ai candidati il calendario con data e orario della convocazione, di solito tramite registro elettronico, avvisi interni o comunicazioni della segreteria.
Un punto va chiarito subito: l’orale non inizia nello stesso momento per tutti gli studenti italiani. La data concreta dipende dalla commissione, dal numero dei candidati, dai tempi di correzione e dall’organizzazione interna dell’istituto.
Calendario orali
Il calendario degli orali viene definito dalla commissione dopo la riunione plenaria e dopo l’estrazione della lettera da cui parte l’ordine alfabetico dei candidati. In genere, gli studenti vengono convocati seguendo quell’ordine, ma l’organizzazione pratica può variare da scuola a scuola.
Ogni commissione può interrogare fino a cinque candidati al giorno. Questo significa che, nelle classi più numerose o nelle commissioni con più gruppi, gli orali possono proseguire per diversi giorni.
Prima del colloquio, lo studente deve conoscere anche il punteggio ottenuto negli scritti. I risultati delle prove scritte devono essere pubblicati almeno due giorni prima dell’inizio dei colloqui, escludendo dal calcolo domeniche e festivi intermedi. Il dato viene reso disponibile attraverso i canali ufficiali della scuola.
Come funziona l’orale
Il colloquio non parte più dalla vecchia impostazione della “busta” o da un documento scelto casualmente come accadeva in passato. Nel 2026 l’avvio è legato a una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce del Curriculum dello studente.
Questa prima parte serve alla commissione per introdurre il colloquio e valutare la capacità dello studente di presentare il proprio percorso in modo ordinato, consapevole e coerente. Non si tratta di un monologo lungo né di una presentazione libera senza confini: deve essere un intervento sintetico, collegato agli studi svolti, alle esperienze formative e alla maturazione personale.
Dopo questa apertura, la commissione passa alla verifica vera e propria sulle discipline previste. Il candidato deve dimostrare di saper usare le conoscenze, collegarle quando necessario, esporle con linguaggio adeguato e ragionare in modo autonomo.
Quattro materie
Uno degli elementi centrali della Maturità 2026 riguarda le quattro materie del colloquio orale. Non si tratta di una scelta libera della scuola, ma di discipline individuate annualmente dal Ministero in base all’indirizzo di studio.
Questo significa che il colloquio non copre indistintamente tutte le materie dell’ultimo anno. La prova si concentra sulle quattro discipline indicate per ciascun percorso: licei, tecnici e professionali hanno quindi combinazioni diverse.
Le domande vengono poste dai commissari competenti per quelle materie. Il candidato deve mostrare di conoscere contenuti, metodi, linguaggio specifico e collegamenti essenziali. I collegamenti interdisciplinari restano possibili, ma devono nascere da un ragionamento reale, non da passaggi forzati o preparati solo per “saltare” da un argomento all’altro.
Riflessione iniziale
La riflessione iniziale è una delle novità più delicate dell’orale. Lo studente deve parlare del proprio percorso, delle competenze acquisite, delle esperienze più significative e, quando opportuno, del modo in cui queste hanno contribuito alla sua crescita scolastica e personale.
Può essere utile preparare un discorso breve, chiaro e non troppo rigido. L’obiettivo non è recitare un testo imparato a memoria, ma far capire alla commissione che il candidato sa orientarsi nel proprio percorso.
In questa fase possono entrare in gioco anche esperienze svolte durante l’anno, progetti scolastici, attività extracurricolari, interessi coerenti con l’indirizzo di studio e passaggi importanti del triennio finale.
PCTO e scuola-lavoro
Nel colloquio orale trova spazio anche la formazione scuola-lavoro, cioè l’ex PCTO. Il candidato può raccontare l’esperienza svolta, spiegare quali competenze ha acquisito e in che modo quell’attività si collega al percorso di studi.
La presentazione può essere accompagnata da una breve relazione o da un elaborato multimediale, se previsto o se ritenuto utile. Non deve però diventare una parte separata e scollegata dal resto del colloquio. La commissione valuta soprattutto la capacità dello studente di riflettere sull’esperienza, non solo di descriverla.
Conta quindi saper rispondere a domande semplici ma sostanziali: che cosa è stato fatto, quali competenze sono state messe in campo, quali difficoltà sono emerse, quale collegamento esiste con l’indirizzo frequentato.
Educazione civica
Anche educazione civica può entrare nel colloquio. Non è prevista una presentazione multimediale obbligatoria solo per questa disciplina, ma la commissione può verificare le competenze acquisite durante l’anno.
I temi possono riguardare cittadinanza, Costituzione, legalità, sostenibilità, diritti, doveri, istituzioni, responsabilità individuale e collettiva. L’approccio richiesto non è soltanto nozionistico. Lo studente deve saper argomentare, collegare i temi alla realtà e mostrare consapevolezza.
La valutazione di educazione civica può quindi emergere all’interno del colloquio, anche attraverso domande collegate alle discipline principali o alla riflessione personale del candidato.
Durata orale
La durata del colloquio non è identica per tutti. In linea generale, l’orale può durare circa 45-60 minuti, anche se in alcuni casi può essere leggermente più breve o più lungo in base all’andamento della prova.
Il tempo viene distribuito tra riflessione iniziale, domande sulle quattro materie, eventuale discussione sull’esperienza di scuola-lavoro, educazione civica e chiarimenti della commissione.
Per lo studente è importante non puntare solo sulla quantità delle informazioni, ma sulla qualità dell’esposizione. Risposte ordinate, linguaggio corretto e capacità di ragionare valgono più di un discorso lungo ma confuso.
Punteggio orale
Il colloquio orale vale fino a 20 punti. È una quota rilevante del voto finale, perché può rafforzare un buon percorso oppure aiutare a recuperare dopo scritti non brillanti.
La valutazione avviene attraverso una griglia ministeriale. Gli indicatori principali riguardano:
conoscenza dei contenuti e dei metodi delle quattro discipline;
capacità di usare le conoscenze e collegarle in modo corretto;
padronanza del linguaggio, compreso quello tecnico delle materie;
capacità di argomentare in modo critico e personale;
maturazione personale, autonomia e senso di responsabilità.
Il voto dell’orale non dipende quindi soltanto dal numero di risposte esatte. La commissione osserva anche come il candidato ragiona, come costruisce il discorso, come affronta eventuali difficoltà e come dimostra di aver fatto proprio il percorso scolastico.
Voto finale
Il voto finale della Maturità resta espresso in centesimi. Alla valutazione complessiva contribuiscono i crediti scolastici maturati nel triennio, i punteggi delle prove scritte e il risultato del colloquio orale.
L’orale può portare fino a 20 punti, mentre il credito scolastico e gli scritti compongono il resto del punteggio. Per ottenere il diploma è necessario raggiungere almeno 60/100.
La commissione può attribuire anche la lode, ma solo in presenza dei requisiti previsti e di un percorso particolarmente solido. Non basta fare un buon orale: conta l’intero andamento dell’esame e il credito scolastico maturato.
Condotta e orale
Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda il voto di comportamento. Con una valutazione insufficiente in condotta, lo studente non viene ammesso all’esame. Con 6 in condotta, invece, il candidato può sostenere la Maturità, ma deve discutere durante il colloquio un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale.
Questo elaborato viene assegnato dal consiglio di classe e diventa parte del percorso d’esame. La sua discussione serve a verificare la consapevolezza dello studente rispetto a temi di responsabilità, convivenza civile e partecipazione.
È un passaggio che rende il voto di comportamento più incisivo rispetto al passato e che collega la valutazione della condotta alla prova finale.
Scena muta
Il tema della cosiddetta scena muta alla Maturità 2026 è uno dei più discussi. Bisogna però distinguere bene tra due situazioni molto diverse.
Uno studente che si emoziona, si blocca, risponde poco o commette errori non viene automaticamente bocciato. L’ansia può capitare, e la commissione valuta l’intera prova nel suo complesso.
Diverso è il caso del candidato che rifiuta volontariamente di sostenere l’orale, decide di non rispondere per protesta o dichiara di non voler partecipare alla prova. Dopo i casi avvenuti negli anni precedenti, la normativa è stata rafforzata: l’esame deve essere sostenuto in tutte le sue prove. Il rifiuto dell’orale può quindi compromettere il superamento della Maturità.
In sostanza, non viene punita l’emozione. Il problema nasce quando il candidato decide consapevolmente di non svolgere la prova.
Cosa studiare
Per prepararsi al colloquio orale della Maturità 2026 occorre partire dalle quattro discipline indicate per il proprio indirizzo. Non serve ripassare tutto in modo disordinato: è più utile costruire una mappa chiara degli argomenti principali, dei nuclei fondanti e dei possibili collegamenti.
La preparazione dovrebbe includere:
ripasso dei contenuti essenziali delle quattro materie;
attenzione al linguaggio tecnico;
allenamento all’esposizione orale;
riflessione sul proprio percorso scolastico;
preparazione dell’esperienza PCTO;
ripasso dei temi principali di educazione civica.
Un errore frequente è concentrarsi solo sui collegamenti. I collegamenti servono, ma devono poggiare su conoscenze solide. La commissione può chiedere definizioni, passaggi tecnici, riferimenti precisi, ragionamenti e spiegazioni.
Errori da evitare
Uno degli errori più comuni è preparare un discorso troppo rigido, imparato a memoria, che rischia di saltare alla prima domanda imprevista. Meglio avere una scaletta chiara e saperla adattare.
Altro errore è trascurare il Curriculum dello studente e la riflessione iniziale. Questa parte può sembrare secondaria, ma apre il colloquio e contribuisce a dare alla commissione una prima impressione del candidato.
Da evitare anche i collegamenti artificiali. Passare da una materia all’altra senza un nesso reale può indebolire l’esposizione. Un collegamento semplice ma corretto è più efficace di un percorso complicato e fragile.
Infine, attenzione all’ex PCTO: non basta dire dove si è svolta l’esperienza. Bisogna spiegare che cosa si è imparato, quali competenze sono state sviluppate e perché quell’attività ha avuto un significato nel percorso formativo.
FAQ
Quando iniziano gli orali della Maturità 2026?
Gli orali possono partire da lunedì 22 giugno 2026, ma non tutte le scuole iniziano nello stesso giorno. Il calendario viene deciso dalle singole commissioni.
Quanto dura il colloquio orale della Maturità 2026?
In genere dura circa 45-60 minuti, ma la durata può variare in base alla commissione, al candidato e all’andamento della prova.
Quante materie ci sono all’orale della Maturità 2026?
Il colloquio è centrato su quattro discipline individuate dal Ministero per ciascun indirizzo di studio.
Quanto vale l’orale della Maturità 2026?
Il colloquio orale vale fino a 20 punti sul voto finale espresso in centesimi.
Cosa succede se uno studente fa scena muta?
Se lo studente si blocca per ansia o risponde male, la commissione valuta la prova nel suo complesso. Se invece rifiuta volontariamente di sostenere l’orale, può rischiare di non superare l’esame.
Il PCTO va portato all’orale?
Sì, l’esperienza di scuola-lavoro può essere discussa durante il colloquio, anche attraverso una relazione o un elaborato multimediale.
Educazione civica è materia d’orale?
Può essere verificata durante il colloquio. Non è prevista una presentazione obbligatoria separata, ma la commissione può fare domande sulle competenze acquisite.
Con 6 in condotta si può fare la Maturità?
Sì, ma lo studente deve discutere un elaborato critico su cittadinanza attiva e solidale assegnato dal consiglio di classe.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






