Il Bonus mamma 2026 entra tra le misure più attese dalle lavoratrici con figli, ma anche tra quelle su cui, al momento, serve fare molta attenzione. La novità principale riguarda l’importo: il contributo passa a 60 euro al mese, per un massimo di 720 euro l’anno, ma non tutte le madri possono riceverlo e non va confuso con il vecchio bonus da 40 euro legato al 2025.
La misura riguarda le madri lavoratrici dipendenti e autonome che rispettano precisi requisiti familiari, reddituali e previdenziali. Il beneficio viene riconosciuto dall’INPS su domanda e non concorre alla formazione del reddito. Inoltre, non rileva ai fini ISEE, elemento importante per chi deve presentare altre richieste legate a prestazioni familiari, bonus o agevolazioni.
Il punto più delicato, però, è un altro: il Bonus mamme 2026 da 60 euro non deve essere confuso con le procedure ancora collegate al Bonus mamme 2025, ai pagamenti arretrati, alle integrazioni e alle richieste di riesame. Una distinzione fondamentale, perché importi, annualità e passaggi amministrativi non coincidono.
Bonus mamma 2026: importo
Il Bonus mamma 2026 prevede un contributo pari a 60 euro mensili. Su base annua, se spettano tutte le mensilità , l’importo complessivo può arrivare a 720 euro.
La somma viene riconosciuta per ogni mese, o frazione di mese, in cui la lavoratrice risulta in possesso dei requisiti. Questo significa che il diritto al bonus va valutato mese per mese, considerando la situazione lavorativa, il numero dei figli, l’età dei figli e il limite di reddito previsto.
Altro aspetto importante: il bonus non costituisce reddito imponibile. In pratica, la somma non viene tassata come normale reddito da lavoro e non incide sul calcolo dell’ISEE. Per molte famiglie questo dettaglio è rilevante, perché evita che il beneficio possa pesare su altre prestazioni collegate alla situazione economica del nucleo.
Chi può richiederlo
Il bonus spetta alle madri lavoratrici con almeno due figli, ma non in modo automatico per tutte. La platea comprende le lavoratrici dipendenti, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, e le lavoratrici autonome iscritte a forme previdenziali obbligatorie.
Rientrano quindi anche le autonome iscritte alla Gestione Separata, alle casse professionali o ad altre gestioni previdenziali previste dalla legge. Restano fuori, invece, le lavoratrici domestiche, come colf e badanti, perché la normativa le esclude espressamente dalla misura.
Il requisito economico è altrettanto centrale: il reddito da lavoro non deve superare 40.000 euro annui. Si tratta di una soglia da considerare con attenzione, perché il superamento del limite può comportare la perdita del diritto al contributo.
Requisiti figli
Per le madri con due figli, il Bonus mamma 2026 spetta fino al mese in cui il secondo figlio compie 10 anni.
Per le madri con più di due figli, invece, la misura può arrivare fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 18 anni. In questo caso, però, entra in gioco anche il rapporto con l’esonero contributivo previsto per alcune lavoratrici madri con almeno tre figli.
La regola pratica è questa: il bonus da 60 euro non si applica nei mesi in cui la lavoratrice beneficia già dell’esonero contributivo IVS previsto per le madri con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato. Per questo è importante distinguere bene tra bonus economico pagato dall’INPS e decontribuzione in busta paga.
Domanda INPS
Il Bonus mamma 2026 viene riconosciuto su domanda. Questo vuol dire che la lavoratrice interessata deve presentare richiesta all’INPS attraverso la procedura prevista.
Al 22 giugno 2026, però, il punto operativo resta quello più delicato: le informazioni disponibili sui servizi INPS risultano ancora in larga parte collegate al Bonus mamme 2025, cioè alla misura da 40 euro mensili riferita all’anno precedente. Per questo molte lavoratrici stanno incontrando difficoltà nel capire se la domanda da presentare riguardi il vecchio bonus 2025, un’integrazione, un riesame o il nuovo beneficio 2026.
La distinzione è decisiva. Il Bonus mamme 2025 riguardava un importo diverso, pari a 40 euro mensili, e procedure legate alle mensilità dello scorso anno. Il Bonus mamma 2026, invece, riguarda il nuovo importo da 60 euro al mese e una nuova annualità .
Pagamento 2026
Il pagamento del Bonus mamma 2026 non è previsto come accredito mensile ordinario. La misura stabilisce che le somme maturate da gennaio a novembre 2026 vengano corrisposte a dicembre 2026, insieme alla mensilità relativa allo stesso mese.
In termini semplici, chi ha diritto a tutte le mensilità potrebbe ricevere un pagamento unico fino a 720 euro. Chi invece matura solo alcuni mesi riceverà un importo proporzionato al periodo effettivamente spettante.
Questo meccanismo è diverso dalla logica della busta paga mensile. La lavoratrice non deve quindi aspettarsi necessariamente 60 euro ogni mese, perché la norma prevede un’erogazione concentrata alla fine dell’anno.
Bonus 2025 e 2026
Una delle maggiori criticità riguarda la confusione tra Bonus mamme 2025 e Bonus mamma 2026.
Il bonus 2025 prevedeva 40 euro al mese ed è stato oggetto di aggiornamenti, integrazioni e possibilità di riesame per le domande respinte o accolte solo in parte. Il bonus 2026, invece, introduce l’importo rafforzato da 60 euro mensili.
Per questo motivo, quando una lavoratrice accede ai servizi INPS o cerca informazioni sulla misura, deve controllare con attenzione l’anno di riferimento. Una domanda, un’integrazione o un riesame relativi al 2025 non coincidono automaticamente con la richiesta del nuovo bonus 2026.
Il rischio concreto è pensare di aver richiesto il nuovo bonus da 60 euro, quando in realtà si sta intervenendo su una pratica relativa all’anno precedente.
Madri autonome
Il Bonus mamma 2026 non riguarda solo le lavoratrici dipendenti. La misura comprende anche le lavoratrici autonome, purché iscritte a una gestione previdenziale obbligatoria, alla Gestione Separata o a una cassa professionale.
Per le autonome resta valido il limite dei 40.000 euro annui di reddito da lavoro. Anche in questo caso il diritto al beneficio deve essere verificato sulla base dei requisiti familiari e dell’età dei figli.
Questa apertura alle autonome rappresenta uno degli aspetti più rilevanti della misura, perché estende il sostegno anche a categorie che spesso non rientrano nei benefici pensati principalmente per il lavoro dipendente.
Esclusioni previste
Non tutte le madri lavoratrici possono ottenere il Bonus mamma 2026. Restano escluse le lavoratrici domestiche e le madri che non rispettano il limite di reddito previsto.
Sono escluse anche le situazioni in cui i requisiti legati al numero e all’età dei figli non sono più presenti. Per esempio, una madre con due figli non può continuare a ricevere il bonus oltre il mese in cui il secondo figlio compie 10 anni.
Per le madri con tre o più figli, inoltre, bisogna valutare il rapporto con l’esonero contributivo IVS. Nei mesi in cui opera l’esonero per lavoratrici a tempo indeterminato, il bonus da 60 euro non viene riconosciuto.
Cosa controllare
Prima di presentare domanda, la lavoratrice dovrebbe verificare alcuni elementi essenziali: numero dei figli, età del figlio più piccolo o del secondo figlio, tipo di contratto, eventuale iscrizione previdenziale, reddito da lavoro e presenza di altri benefici contributivi.
Nel caso delle lavoratrici dipendenti, è importante capire se il rapporto di lavoro rientra tra quelli ammessi. Nel caso delle autonome, invece, va controllata l’iscrizione alla gestione previdenziale corretta.
Un controllo particolare serve per le madri con tre o più figli e contratto a tempo indeterminato. In questi casi può essere più vantaggioso, o comunque già applicabile, l’esonero contributivo in busta paga, ma non bisogna sovrapporlo al bonus da 60 euro.
FAQ Bonus mamma 2026
Quanto vale il Bonus mamma 2026?
Il Bonus mamma 2026 vale 60 euro al mese, fino a un massimo di 720 euro l’anno se spettano tutte le mensilità .
A chi spetta il Bonus mamma 2026?
Spetta alle madri lavoratrici dipendenti, escluse le lavoratrici domestiche, e alle lavoratrici autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie, Gestione Separata o casse professionali, con almeno due figli e reddito da lavoro entro 40.000 euro annui.
Il Bonus mamma 2026 va richiesto con domanda INPS?
Sì, il beneficio viene riconosciuto su domanda. Occorre però distinguere la nuova misura 2026 dalle procedure ancora legate al bonus 2025.
Quando viene pagato il Bonus mamma 2026?
Le mensilità maturate da gennaio a novembre 2026 sono previste in pagamento a dicembre 2026, insieme alla mensilità di dicembre.
Il Bonus mamma 2026 fa reddito o incide sull’ISEE?
No. La somma non concorre alla formazione del reddito e non rileva ai fini ISEE.
Il bonus spetta anche alle lavoratrici autonome?
Sì, purché siano iscritte a una gestione previdenziale obbligatoria, alla Gestione Separata o a una cassa professionale e rispettino tutti gli altri requisiti.
Le colf e le badanti possono richiederlo?
No. I rapporti di lavoro domestico sono esclusi dalla misura.
Che differenza c’è tra Bonus mamma 2025 e Bonus mamma 2026?
Il Bonus mamme 2025 prevedeva 40 euro al mese. Il Bonus mamma 2026 sale a 60 euro mensili e riguarda una nuova annualità , con requisiti e gestione da non confondere con integrazioni o riesami riferiti al 2025.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






