Tre ragazzi di 17 anni morti all’alba, un’auto finita nel Canale Villoresi, altri sei giovani feriti e un’intera comunità travolta da una notizia arrivata in una domenica che avrebbe dovuto avere tutt’altro sapore. La tragedia si è consumata a Senago, nel Milanese, poco dopo le 5 del mattino di domenica 21 giugno 2026, lungo la zona di via per Cesate, vicino al tratto che costeggia il canale e il Parco delle Groane.
Le vittime si chiamavano Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi. Avevano tutti 17 anni e vivevano a Paderno Dugnano. Erano a bordo di un’Audi A2 insieme ad altri sei ragazzi, per un totale di nove persone su una vettura omologata per un numero inferiore di passeggeri. Poi, in pochi secondi, la strada, la curva, l’impatto e l’acqua del Villoresi.
Incidente Senago: cosa è successo
Secondo le prime ricostruzioni, l’auto viaggiava in un tratto vicino al Canale Villoresi, in un’area indicata come non destinata al normale passaggio delle auto. La vettura avrebbe perso il controllo in prossimità di una curva, finendo prima contro un ostacolo, poi oltre la protezione, fino a precipitare nel canale.
La macchina, una Audi A2 grigia, si sarebbe ribaltata in acqua. A bordo c’erano nove giovani, tra minorenni e maggiorenni, tutti reduci da una serata trascorsa insieme. Il gruppo stava probabilmente rientrando a casa quando si è verificato lo schianto.
Il punto dell’incidente è stato descritto come una zona stretta, buia e delicata, con una pista ciclabile e uno sterrato lungo il canale. Una strada che, secondo quanto emerso nelle prime ore, non sarebbe stata aperta al traffico automobilistico ordinario.
Le vittime: Camilla, Lorenzo e Riccardo
I nomi delle tre vittime sono quelli che hanno spezzato la mattina di Paderno Dugnano: Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi.
Tre ragazzi di 17 anni, tre vite ancora all’inizio, tre famiglie colpite da un dolore impossibile da misurare. Camilla, Lorenzo e Riccardo erano sulla stessa auto insieme agli altri amici. In un primo momento i soccorritori sono riusciti a recuperare diversi ragazzi dall’abitacolo e dall’acqua, ma per Camilla non ci sarebbe stato nulla da fare nonostante i tentativi di rianimazione.
Gli altri due corpi, quelli di Lorenzo e Riccardo, sarebbero stati individuati successivamente durante le operazioni di recupero del mezzo e le ricerche nel canale. La dinamica esatta di quei minuti è ancora al centro degli accertamenti, ma il bilancio è già drammatico: tre minorenni morti e sei giovani feriti.
Auto nel Villoresi
Il Canale Villoresi è diventato il punto della tragedia. L’auto, dopo essere uscita dalla carreggiata, è precipitata in acqua e si è ribaltata. Una scena complessa anche per i soccorritori, arrivati con un dispiegamento imponente di mezzi.
Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, sommozzatori, carabinieri, ambulanze, automediche ed elisoccorso. Le operazioni sono state lunghe e difficili, perché bisognava soccorrere i superstiti, mettere in sicurezza l’area, recuperare la vettura e verificare se all’interno dell’abitacolo fossero rimaste altre persone.
I sei giovani sopravvissuti sono stati portati in ospedale, in particolare al Niguarda di Milano, con traumi e contusioni. Le loro condizioni, dalle prime informazioni, non sarebbero gravi, ma il trauma vissuto resta enorme.
Nove giovani in auto
Uno degli aspetti più pesanti della vicenda riguarda il numero di persone a bordo. Nell’Audi viaggiavano nove ragazzi, molti più di quelli che un’auto di quel tipo può trasportare in sicurezza.
Questo dettaglio sarà centrale nelle indagini. Gli accertamenti dovranno chiarire dove fossero seduti i passeggeri, se tutti avessero la cintura, quale fosse la velocità dell’auto e perché il mezzo si trovasse in quel tratto.
Quando un’auto è sovraccarica, ogni manovra può diventare più difficile. Ma saranno solo gli investigatori a stabilire il peso reale di questo elemento nella tragedia di Senago.
Conducente indagato
Alla guida dell’auto c’era un ragazzo poco più che maggiorenne. Le prime ricostruzioni non sono perfettamente uniformi sull’età , indicata tra 18 e 19 anni, ma il dato investigativo più rilevante è un altro: il giovane è risultato positivo all’alcoltest.
Il valore indicato nelle prime informazioni è di circa 1,6 grammi per litro, dunque oltre il limite consentito. Per lui è stata formulata l’ipotesi di omicidio stradale aggravato. Si trova ricoverato in ospedale e resta sotto osservazione anche dal punto di vista giudiziario.
Gli esami successivi dovranno confermare il quadro completo, compresi eventuali ulteriori accertamenti tossicologici. Al momento, il punto fermo è che il conducente è finito al centro dell’inchiesta sulla morte di Camilla, Lorenzo e Riccardo.
Indagini sulla dinamica
I carabinieri stanno ricostruendo ogni dettaglio dell’incidente. Le domande sono molte: a che velocità viaggiava l’Audi? Perché si trovava in quel tratto? Il conducente ha perso il controllo per una manovra improvvisa? C’erano segni di frenata? I ragazzi indossavano le cinture?
La Procura di Milano ha disposto gli accertamenti necessari, comprese le autopsie sulle tre vittime. Saranno esaminati anche il mezzo, il punto dell’impatto, le tracce lasciate sulla strada e le condizioni del tratto vicino al canale.
In queste ore il lavoro degli investigatori è fondamentale perché la tragedia non resti soltanto una sequenza di immagini terribili, ma venga ricostruita con precisione: minuto dopo minuto, metro dopo metro.
Dolore a Paderno Dugnano
La notizia della morte di Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi ha colpito soprattutto Paderno Dugnano, dove i tre ragazzi vivevano. Quando a morire sono tre diciassettenni, il dolore non resta mai chiuso dentro le case delle famiglie: attraversa scuole, amicizie, gruppi, quartieri, genitori che pensano ai propri figli e ragazzi che si ritrovano improvvisamente davanti a qualcosa di troppo grande.
Camilla, Lorenzo e Riccardo erano nel pieno dell’età in cui si fanno progetti senza immaginare che una serata possa diventare l’ultima. Ed è forse questo l’aspetto che rende la vicenda ancora più dura da raccontare: la normalità di una notte tra amici trasformata in una tragedia.
A Senago, intanto, la sindaca Magda Beretta ha espresso cordoglio per le famiglie e per le comunità colpite. La città si è ritrovata al centro di una tragedia che coinvolge ragazzi giovanissimi e che lascia dietro di sé domande pesanti, oltre al dolore.
Il tratto dell’incidente
La zona in cui è avvenuto lo schianto è vicina al Parco delle Groane e al percorso lungo il Canale Villoresi. Secondo le prime ricostruzioni, l’auto si sarebbe trovata su un tratto sterrato o comunque non pensato per la normale circolazione delle vetture.
Alcuni residenti avrebbero già segnalato in passato la pericolosità dell’area, soprattutto per la scarsa illuminazione e per la vicinanza al canale. È però importante distinguere due piani: da una parte le condizioni del luogo, dall’altra le responsabilità legate alla guida, all’alcol, al numero di persone a bordo e alla dinamica effettiva dello schianto.
La verità giudiziaria arriverà solo dopo gli accertamenti. Oggi resta un’immagine: un’auto nell’acqua, tre ragazzi morti e una mattina di giugno diventata lutto.
Una notte finita in tragedia
La tragedia di Senago non è solo un fatto di cronaca nera. È una storia che parla di ragazzi, di una serata tra amici, di un’auto troppo piena, di un canale, di un conducente ora indagato e di tre famiglie che non vedranno più tornare a casa i propri figli.
Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi avevano 17 anni. È questo il dato che pesa più di tutti. Tre nomi, tre vite, tre assenze che da oggi restano dentro il dolore di Paderno Dugnano e di chiunque guardi quella strada chiedendosi come sia stato possibile.
FAQ
Chi sono i tre ragazzi morti nell’incidente di Senago?
Le vittime sono Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi, tutti di 17 anni e residenti a Paderno Dugnano.
Dov’è avvenuto l’incidente?
L’incidente è avvenuto a Senago, nel Milanese, nella zona di via per Cesate, vicino al Canale Villoresi e al Parco delle Groane.
Quante persone c’erano sull’auto?
Sull’auto viaggiavano nove giovani. La vettura era una Audi A2, un modello non pensato per trasportare un numero così alto di passeggeri.
Il conducente è indagato?
Sì. Il conducente, poco più che maggiorenne, è indagato per omicidio stradale aggravato. È risultato positivo all’alcoltest con un valore indicato intorno a 1,6 g/l.
Ci sono feriti?
Sì. Oltre alle tre vittime, altri sei giovani sono rimasti feriti e sono stati trasportati in ospedale. Dalle prime informazioni, non sarebbero in pericolo di vita.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






