Morta Giorgia Moll, la ragazza-copertina che diventò icona tra Cinecittà, Godard e il Vietnam

Giorgia Tedesco

Se negli anni ’50-’60 accendevi la tv durante Carosello o entravi in un cinema, c’era una buona probabilità di incrociare il suo sguardo: Giorgia Moll. Elegante, ironica, con quel mix di sangue italiano e tedesco che le dava un’aria “internazionale” quando ancora era rarissimo.   

Dalla pubblicità al set di Saigon: gli inizi

Nata a Roma il 14 gennaio 1938, da padre italiano e madre tedesca, Giorgia inizia giovanissima. Prima diventa “ragazza-copertina” – finisce anche su Playmen nel 1972 – e soprattutto diventa uno dei volti più noti di Carosello: era la testimonial di un celebre dentifricio. Quella familiarità con la camera la porta dritta al cinema.  

Il ruolo che la fa conoscere fuori dall’Italia arriva nel 1958: Un americano tranquillo di Joseph L. Mankiewicz, girato a Saigon accanto ad Audie Murphy. C’è una foto d’epoca che la ritrae su una curiosa carrozzella durante una pausa, chiacchiera con Murphy tra una ripresa e l’altra. Non era la protagonista classica: spesso faceva la caratterista, molti B-movie italiani, ma sapeva bucare lo schermo.  

Godard, la musica e Piero Ciampi

Nel 1963 Jean-Luc Godard la vuole ne Il disprezzo: è la segretaria del produttore Jack Palance, quella che fa da tramite con Michel Piccoli. Un ruolo piccolo ma in un film enorme, che oggi è storia del cinema.  

Nello stesso periodo Giorgia prova anche con la musica. Negli anni ’60 incide alcuni 45 giri. Il più noto è Ballata per un amore perduto / Nato in settembre del 1963: i testi sono di Piero Ciampi, la musica di Elvio Monti. Non diventerà una cantante di classifica, ma racconta bene chi era: curiosa, libera, mai incasellata in un solo mestiere.  

Dopo il cinema: l’obiettivo della macchina fotografica

A un certo punto Moll decide di lasciare i set. Non è un addio polemico, semplicemente cambia passione: si dedica alla fotografia. Sparisce dal gossip, non insegue i riflettori. Di vita privata si sa pochissimo, e lei ci teneva così. Niente mariti celebri sbattuti sui giornali, niente figli annunciati in copertina. Romana di nascita e di cuore, ha vissuto lontana dalle dinamiche da “diva”.  

Che attrice era Giorgia Moll?

Non la maggiorata anni ’50, non l’intellettuale impegnata anni ’70. Giorgia Moll stava nel mezzo: bella ma con ironia, europea prima che fosse moda, capace di passare da Mankiewicz a Godard, da Carosello a Ciampi senza perdere coerenza. Ha lavorato soprattutto tra anni ’50 e ’60, quando il cinema italiano esportava volti e storie. Poi ha scelto il silenzio, che è anche una forma di stile.  

Se oggi il suo nome dice poco ai ventenni, è perché ha fatto una scelta rara: uscire di scena quando voleva lei. Ma se recuperi Un americano tranquillo o rivedi Il disprezzo, la ritrovi lì: sguardo diretto, accento romano appena accennato, e quella modernità che non invecchia.

Giorgia Moll non ha avuto bisogno di social o talk show per restare. Le sono bastati pochi film giusti, una canzone scritta da Ciampi e la libertà di sparire al momento giusto.