Ci sono persone che, pur senza cercare i riflettori, riescono a lasciare un’impronta profonda: era così Giancarlo Trimarco, classe ’83, scomparso prematuramente dopo una malattia tanto improvvisa quanto crudele.
Una vita costruita con impegno e responsabilitÃ
Dopo gli studi l’ITIS di Melfi, Giancarlo aveva iniziato a lavorare. Era un ragazzo serio e dedito: così viene ricordato, come uno a cui piaceva dare il massimo. Aiutare. Il lavoro era una parte importante della sua vita, ma non rappresentava tutto. Per lui la famiglia veniva prima di ogni cosa. Era un marito presente e un padre affettuoso, capace di affrontare le difficoltà quotidiane con determinazione e spirito di sacrificio.
Un punto di riferimento per tanti
La sua disponibilità era una delle caratteristiche che più colpivano chi lo conosceva, infatti lo si vedeva spesso partecipe alle iniziative del territorio. Anche incontrarlo durante le celebrazioni civili più importanti. Giancarlo mancherà soprattutto per il suo forte senso di appartenenza. Per i valori che difendeva e in cui credeva.
Una malattia arrivata all’improvviso
La malattia rende tutto più difficile: è stata rapida, infida, avida. Ha avuto il sopravvento. In poco tempo la speranza ha lasciato spazio allo sgomento, mentre amici e parenti seguivano con apprensione l’evolversi della situazione.
Il ricordo che non svanirÃ
La città preserverà un ricordo incredibile di Giancarlo: un uomo semplice, educato e generoso, ma con il cuore di un leone. Con sogni, per cui ha lottato. Circondato da persone che amava e che ha difeso e sostenuto prima di sé stesso. Oggi restano i ricordi, le fotografie, gli incontri condivisi e soprattutto l’affetto che ha saputo costruire nel corso degli anni. Un patrimonio umano che continuerà a vivere nella memoria di chi gli ha voluto bene.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà .
www.linkedin.com/in/giorgia-tedesco-b781401b6
Per eventuali rettifiche scrivere a giorgia.tedesco@alphabetcity.it






