Chi è Madame de Staël, la baronessa che ostacolò Napoleone: vita, libri, esilio e perché l’Imperatore la temeva

Daniela Devecchi

Chi è Madame de Staël, la baronessa che ostacolò Napoleone: vita, libri, esilio e perché l’Imperatore la temeva

Madame de Staël nacque a Parigi il 22 aprile 1766. Era figlia di Jacques Necker, banchiere svizzero e ministro delle Finanze di Luigi XVI, e di Suzanne Curchod, donna colta, animatrice di un celebre salotto parigino. Germaine fin da giovane mostrò un’intelligenza brillante. Morì a Parigi il 14 luglio 1817, a 51 anni.

La famiglia Necker

Per capire Madame de Staël bisogna partire dalla sua famiglia. Il padre, Jacques Necker, era una figura centrale della Francia prerivoluzionaria. Ministro delle Finanze di Luigi XVI, era visto da molti come l’uomo capace di riformare il sistema senza farlo crollare. La sua popolarità fu enorme e la sua rimozione contribuì ad accendere ulteriormente il clima politico del 1789.

La madre, Suzanne Curchod, non era meno importante nella formazione di Germaine. Colta, disciplinata, molto attenta all’educazione della figlia, organizzava un salotto frequentato da intellettuali, politici e uomini di cultura. In quell’ambiente Madame de Staël imparò presto che una conversazione poteva essere molto più di un passatempo elegante: poteva diventare influenza, strategia, potere sociale.

Non sorprende, quindi, che Germaine sia diventata una donna fuori misura per il suo tempo. Troppo intelligente per essere ignorata, troppo libera per essere addomesticata, troppo ascoltata per non preoccupare chi governava.

Matrimonio e titolo

Nel 1786 Germaine sposò il barone svedese Erik Magnus de Staël-Holstein, ambasciatore di Svezia in Francia. Il matrimonio le diede il titolo con cui sarebbe diventata famosa: baronessa de Staël.

L’unione, però, non fu una grande storia d’amore. Fu anche, e forse soprattutto, un matrimonio di posizione. Il ruolo diplomatico del marito offriva a Germaine protezione, visibilità e libertà di movimento in un periodo storico pericolosissimo.

Dal matrimonio nacquero figli, tra cui Auguste, Albert e Albertine. La vita familiare di Madame de Staël fu complessa, attraversata da passioni, distanze, relazioni intellettuali e sentimentali. Ma ridurla alla sola vita privata sarebbe ingiusto: la sua vera eredità è politica e letteraria.

Rivoluzione francese

Madame de Staël visse la Rivoluzione francese da protagonista del pensiero, non da semplice osservatrice. Non apparteneva alla linea più radicale. Era vicina agli ambienti liberali e moderati, favorevole a una trasformazione della monarchia in senso costituzionale.

Credeva nella libertà, nella rappresentanza, nelle istituzioni, nel confronto. Non amava l’assolutismo, ma non abbracciò nemmeno la violenza del Terrore. La sua posizione era difficile: troppo riformatrice per i conservatori, troppo moderata per i rivoluzionari più estremi.

Durante gli anni più duri cercò anche di proteggere persone in pericolo, usando le sue relazioni e il suo status. Il suo salotto diventò un luogo dove si incrociavano idee, paure, speranze e strategie politiche.

Già in questa fase emergeva il tratto più forte della sua personalità: Madame de Staël non separava mai letteratura e politica. Per lei scrivere significava prendere posizione.

Madame de Staël e Napoleone

Il rapporto con Napoleone Bonaparte fu teso fin dall’inizio. Madame de Staël capì presto che dietro il genio militare e il fascino dell’uomo nuovo si stava costruendo un potere personale sempre più autoritario.

Napoleone, dal canto suo, non sopportava quella donna che parlava troppo, scriveva troppo, influenzava troppo. Non era solo una scrittrice. Era una figura capace di riunire intorno a sé diplomatici, politici, intellettuali, oppositori, liberali francesi e stranieri. Una rete. E per un uomo ossessionato dal controllo, una rete indipendente era un problema.

Madame de Staël non lo attaccava con complotti di palazzo, ma con qualcosa che Napoleone considerava altrettanto insidioso: la circolazione delle idee.

Criticava l’autoritarismo, difendeva la libertà costituzionale, rifiutava il culto dell’uomo solo al comando. Per questo venne sorvegliata, allontanata, censurata. Napoleone non voleva semplicemente zittirla: voleva impedirle di influenzare Parigi.

L’esilio da Parigi

Nel 1803 Napoleone impose a Madame de Staël l’allontanamento da Parigi. Doveva restare a distanza dalla capitale, lontana dal cuore politico e culturale della Francia.

Per lei fu un colpo durissimo. Parigi era il suo ambiente naturale: il luogo delle conversazioni, dei salotti, delle relazioni decisive. Toglierle Parigi significava provare a spegnerla.

Ma il risultato fu diverso da quello sperato. Madame de Staël si rifugiò spesso nel castello di Coppet, in Svizzera, sulle rive del lago di Ginevra. E proprio Coppet diventò uno dei centri intellettuali più vivi d’Europa.

Napoleone voleva isolarla. Lei trasformò l’isolamento in una nuova forma di potere.

Il gruppo di Coppet

Il gruppo di Coppet fu il cuore della sua resistenza culturale. Attorno a Madame de Staël si raccolsero scrittori, filosofi, politici e pensatori liberali. Tra i nomi più importanti c’era Benjamin Constant, figura fondamentale del liberalismo europeo e legato a lei anche da una relazione personale intensa e tormentata.

A Coppet si discuteva di politica, letteratura, Germania, Italia, libertà, costituzioni, Europa. Non era un semplice ritrovo mondano. Era una sorta di laboratorio intellettuale contro l’autoritarismo napoleonico.

Da lì passavano idee che avrebbero influenzato il Romanticismo, il pensiero liberale e il modo stesso di intendere il rapporto tra cultura e politica.

Per questo Madame de Staël viene ricordata non solo come romanziera, ma come una delle grandi pensatrici europee della libertà.

I libri più importanti

Madame de Staël scrisse molto e in generi diversi. Tra le sue opere principali ci sono Lettres sur les ouvrages et le caractère de J.-J. Rousseau, pubblicato nel 1788, testo che mostra già il suo interesse per il pensiero moderno e per il rapporto tra individuo e società.

Nel 1796 pubblicò De l’influence des passions sur le bonheur des individus et des nations.

Nel 1800 uscì De la littérature considérée dans ses rapports avec les institutions sociales.

Poi arrivarono i romanzi. Delphine, pubblicato nel 1802, racconta il destino di una donna alle prese con regole sociali soffocanti. Corinne ou l’Italie, del 1807, è forse il suo romanzo più celebre.

Ma il libro più politico, quello che fece esplodere lo scontro con Napoleone, fu De l’Allemagne.

De l’Allemagne censurato

De l’Allemagne fu il libro che Napoleone non volle lasciare circolare. Madame de Staël vi raccontava la cultura tedesca, la filosofia, la spiritualità, la letteratura, presentando un mondo diverso dalla Francia imperiale.