Quando si parla di giornalismo italiano sfondiamo una porta aperta con Mario Calabresi, oggi protagonista dell’universo dei podcast. Anche se, in realtà, Calabresi ha attraversato oltre trent’anni di informazione raccontando l’Italia e il mondo con uno stile attento alle persone e alle loro storie. Ma c’è molto di più nella sua vita, qualcosa di più profondo, che non lo ha mai abbandonato.
Il padre Luigi e una ferita mai dimenticata
Nato nella City il 17 febbraio 1970, è il figlio del commissario di polizia Luigi, figura centrale negli anni difficili del terrorismo italiano. Due anni dopo la sua nascita, poco dopo la metà di maggio, suo papà muore assassinato sotto casa. Un dolore e una perdita che segneranno per sempre lui, la sua famiglia e l’amata mamma Gemma. Spiegherà poi, negli anni, lo stesso Mario come quella morte abbia influenzato il suo modo di guardare il mondo e di raccontare le storie di una società che lo aveva ferito così profondamente.
Gli inizi nel giornalismo
Studia a Milano, poi diventa giornalista per l’ANSA, fa il cronista parlamentare. Però, ben presto passa a Repubblica e successivamente a La Stampa, dove costruisce gran parte della propria reputazione professionale. Da inviato segue alcuni degli eventi più importanti degli ultimi decenni, tra cui gli attentati dell’11 settembre negli Stati Uniti e le campagne elettorali americane che portarono all’elezione di Barack Obama.
Mario Calabresi: direttore di La Stampa e Repubblica
Diventa direttore de La Stampa, uno dei più giovani mai maturati in tutta la Nazione. Durante gli anni torinesi affronta il difficile passaggio dell’editoria verso il digitale, cercando di innovare il giornale senza perdere la qualità dell’informazione. Ma dieci anni fa arriva una nuova sfida: la direzione di Repubblica. Raccoglie l’eredità di Ezio Mauro e guida il quotidiano per tre anni. Proprio in quegli anni caratterizzati da profonde trasformazioni nel mondo dei media.
I libri: memoria, coraggio e storie di vita
Mario non sa mica solo parlare però, scrive anche magistralmente, e infatti costruisce perfino una significativa carriera da scrittore.
Tra i suoi libri più conosciuti figurano:
- Spingendo la notte più in là (2007), dedicato alla storia della sua famiglia dopo l’assassinio del padre,
- La fortuna non esiste (2009),
- Cosa tiene accese le stelle (2011),
- A occhi aperti (2013),
- Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa (2015),
- La mattina dopo (2019),
- Quello che non ti dicono (2020),
- e Una volta sola (2022).
In tutte queste opere emerge una costante: la ricerca di persone capaci di affrontare momenti difficili e trasformarli in opportunità di crescita.
La passione per l’alba
Uno degli aspetti più curiosi della sua vita riguarda il rapporto con il mattino. Calabresi ha raccontato più volte di essere un mattiniero, anche se questo, a onor del vero è riduttivo. Si sveglia ben prima dell’alba, lo fa per leggere, scrivere e lavorare quando il mondo è ancora silenzioso. Questa abitudine è diventata quasi un simbolo del suo metodo di lavoro. Non a caso molte delle sue newsletter e riflessioni personali ruotano attorno al valore del tempo, della concentrazione e dei momenti di quiete che precedono il ritmo frenetico della giornata.
La rivoluzione dei podcast
Dopo aver lasciato Repubblica, invece di allontanarsi dal giornalismo, decide di reinventarsi. Sei anni fa si inserisce tra i fondatori di Chora Media, una delle più importanti realtà italiane dedicate ai podcast e allo storytelling audio. La scommessa si rivela vincente. In pochi anni Chora esplode nel mondo dell’informazione.
I podcast più conosciuti
Negli ultimi anni Mario è diventato una delle voci più ascoltate del panorama podcast italiano. Tra i progetti più noti troviamo:
- Altre/Storie, dedicato a vicende umane poco conosciute ma significative,
- Altre Indagini, che approfondisce casi e storie che hanno segnato la cronaca italiana,
- Morning, una rassegna quotidiana di attualità e politica che accompagna migliaia di ascoltatori ogni mattina,
- E numerosi podcast speciali dedicati agli Stati Uniti, alle elezioni, alla storia contemporanea e ai grandi temi internazionali.
Con questi format è riuscito a raggiungere anche un pubblico molto più giovane rispetto a quello tradizionale dei quotidiani.
Gli ultimi anni e i progetti recenti
Negli ultimi tempi Calabresi ha concentrato gran parte della sua attività sullo sviluppo di nuovi podcast, documentari e progetti editoriali digitali. Continua a scrivere, partecipare a incontri pubblici e promuovere iniziative culturali legate al giornalismo e alla memoria storica. Attraverso Chora Media resta una delle figure più influenti nel panorama dell’informazione italiana, contribuendo a definire il futuro del racconto giornalistico nell’era digitale.
Un giornalista tra memoria e innovazione
La storia di Mario, a questo punto, possiamo riassumerla così: non è una come tante, è l’esempio perfetto di resilienza. Rimarrà sempre il figlio di una delle vittime più note degli anni di piombo, ma rimarrà anche colui che da quel dolore ha diretto due dei più grandi quotidiani nazionali, costruendo la propria carriera sulla gente. Ma senza mai scavalcarla, bensì parlando per loro. Soprattutto, per chi non poteva farlo.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà.
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