Il CCNL Sanità pubblica 2025-2027 entra nella fase più calda. La firma non c’è ancora, ma la trattativa per il rinnovo del contratto del personale del Comparto Sanità è ormai al centro del confronto tra ARAN e sindacati. Sul tavolo ci sono aumenti di stipendio, arretrati, nuove figure professionali, indennità , incarichi, buoni pasto, ferie, straordinari e riconoscimento delle competenze.
La platea interessata è enorme: oltre 590mila lavoratrici e lavoratori del Servizio sanitario nazionale. Dentro ci sono infermieri, OSS, ostetriche, tecnici sanitari, amministrativi, operatori, assistenti, professionisti della salute e funzionari. Persone che ogni giorno tengono in piedi reparti, ambulatori, pronto soccorso, servizi territoriali, laboratori, uffici e strutture pubbliche.
Il dato che attira subito l’attenzione è quello economico: gli incrementi medi possono arrivare fino a 209 euro lordi al mese, considerando anche alcune indennità . Gli arretrati medi stimati si aggirano intorno a 1.200 euro, ma la cifra finale dipenderà dalla chiusura del contratto, dalle decorrenze e dalle somme eventualmente già anticipate.
CCNL Sanità 2026
Quando si parla di CCNL Sanità pubblica, bisogna fare subito una distinzione importante. Il rinnovo 2025-2027 di cui si discute in queste ore riguarda il Comparto Sanità , cioè il personale non dirigente del Servizio sanitario nazionale.
Non si parla quindi del contratto dei medici dirigenti, dei veterinari o della dirigenza sanitaria, che rientrano nell’Area Sanità . Qui il tema centrale sono invece i lavoratori che ogni giorno garantiscono assistenza, servizi e continuità operativa nelle strutture pubbliche.
Il contratto precedente, quello 2022-2024, è stato chiuso nel 2025. Ora la partita riguarda il triennio successivo, 2025-2027, con una trattativa che sta entrando nel vivo proprio in queste settimane.
Il confronto non riguarda soltanto gli aumenti. Il nuovo contratto punta anche a ridisegnare parti importanti dell’organizzazione del lavoro: classificazione del personale, incarichi, profili professionali, progressioni, turni, indennità e diritti legati alla vita quotidiana in corsia.
Aumenti stipendi
La parte più attesa riguarda gli aumenti di stipendio per la sanità pubblica. Le risorse economiche indicate per il rinnovo 2025-2027 arrivano a 1,537 miliardi di euro a regime dal 2027.
Gli incrementi medi lordi mensili, calcolati su 13 mensilità , sono così distribuiti:
circa 48 euro dal 1° gennaio 2025;
circa 97 euro dal 1° gennaio 2026;
circa 145 euro dal 1° gennaio 2027.
A queste cifre si aggiungono alcune risorse destinate alle indennità . Proprio considerando anche queste voci, l’aumento medio può arrivare fino a 209 euro lordi mensili.
Attenzione però: non tutti riceveranno la stessa cifra. La sanità pubblica è fatta di profili molto diversi tra loro. Un infermiere turnista, un OSS, un tecnico di laboratorio, un amministrativo, un operatore impegnato in servizi h24 o un professionista con incarico possono avere trattamenti differenti.
La cifra dei 209 euro va quindi letta come media complessiva, non come aumento uguale per ogni busta paga.
Arretrati CCNL
Altro punto molto sentito riguarda gli arretrati del CCNL Sanità 2025-2027. La stima media circolata è di circa 1.200 euro.
Anche qui serve prudenza. Gli arretrati dipendono da più elementi: data di firma definitiva, decorrenze economiche, qualifica, area di appartenenza, indennità già riconosciute e somme anticipate attraverso l’indennità di vacanza contrattuale.
Per molti lavoratori, però, gli arretrati restano uno dei temi più concreti. Dopo anni di turni pesanti, organici ridotti e pressione costante sui servizi, la richiesta è chiara: il rinnovo non deve essere solo simbolico, ma deve tradursi in soldi reali in busta paga.
Indennità sanitÃ
Nel rinnovo del contratto entrano anche risorse specifiche per alcune indennità della sanità pubblica.
Tra le voci principali ci sono:
480 milioni di euro per l’indennità di specificità infermieristica;
208 milioni di euro per l’indennità di tutela del malato;
35 milioni di euro dal 2026 per l’incremento dell’indennità di pronto soccorso.
Sono cifre importanti, ma i sindacati chiedono che il sistema sia più chiaro e più equo. Il punto è semplice: chi lavora in reparti esposti, in emergenza-urgenza, nei servizi h24 o in contesti ad alto carico assistenziale chiede un riconoscimento proporzionato alla responsabilità .
In molti ospedali il problema non è solo lo stipendio base. Sono i turni, le notti, i festivi, la carenza di personale, la pressione emotiva, il rischio professionale. Per questo la partita sulle indennità pesa moltissimo.
Nuovi profili
Una delle novità più interessanti riguarda i nuovi profili professionali. La sanità pubblica è cambiata e il contratto prova ad aggiornare la mappa delle competenze.
Nella bozza sono entrate o sono in discussione figure come tecnologo alimentare, specialista in Cybersecurity Risk, funzionario legale, assistente di studio odontoiatrico, assistente informatico, specialista della comunicazione, social media manager e digital manager.
A prima vista possono sembrare profili lontani dalla corsia, ma raccontano una trasformazione reale. Oggi le aziende sanitarie gestiscono dati, sicurezza informatica, comunicazione pubblica, servizi digitali, reti territoriali, piattaforme e nuovi modelli organizzativi.
Accanto a queste figure ci sono due profili molto discussi: il mediatore culturale e l’autista di ambulanza con funzioni di supporto al professionista sanitario. Su quest’ultimo punto i sindacati chiedono un riconoscimento più netto della figura dell’autista soccorritore, soprattutto nel sistema dell’emergenza e del 118.
Infermieri e OSS
Per infermieri e OSS, il rinnovo del contratto è una partita delicatissima. Sono due figure centrali nella sanità pubblica, spesso esposte a carichi enormi e a ritmi difficili da sostenere.
Gli infermieri attendono non solo aumenti economici, ma anche una valorizzazione più forte delle competenze. Uno dei nodi riguarda l’infermiere di famiglia e comunità , figura sempre più importante nella sanità territoriale e nelle Case di Comunità . La richiesta è che non resti una definizione sulla carta, ma venga riconosciuta con un ruolo chiaro anche nel contratto.
Per gli OSS, invece, il tema è il riconoscimento del lavoro reale svolto ogni giorno accanto ai pazienti. Assistenza, supporto, igiene, movimentazione, collaborazione con il personale sanitario: il loro ruolo è essenziale, ma spesso viene percepito come poco valorizzato.
Il rinnovo del CCNL può diventare il banco di prova per capire se la sanità pubblica vuole davvero riconoscere il peso di queste professioni.
Incarichi e progressioni
Il nuovo contratto interviene anche sul sistema degli incarichi nella sanità pubblica. La bozza prevede un impianto rinnovato dal 1° gennaio 2027, con tre grandi tipologie:
incarico di posizione, per l’area di elevata qualificazione;
incarico di funzione organizzativa, per professionisti della salute e funzionari;
incarico di funzione professionale, per professionisti della salute, funzionari, assistenti e operatori.
I valori economici ipotizzati cambiano in base al tipo di incarico. Per l’area di elevata qualificazione si parla di importi annui tra 10.000 e 20.000 euro. Per gli incarichi di funzione organizzativa si va da 4.000 a 13.500 euro, a seconda della complessità .
Per gli incarichi di funzione professionale sono previsti importi più bassi, ma comunque rilevanti: per assistenti e operatori si parla di fasce che possono arrivare rispettivamente a 3.000 euro e 2.000 euro annui.
Il nodo, però, non è solo economico. I sindacati chiedono procedure trasparenti, criteri chiari, reale valorizzazione dell’esperienza e possibilità concrete di crescita professionale.
Mansioni superiori
Altro tema caldo: le mansioni superiori. La bozza prevede che l’assegnazione debba essere comunicata per iscritto e che al dipendente spetti la differenza tra la retribuzione dell’area di appartenenza e quella dell’area superiore.
Sulla carta è un passo in avanti. Nella pratica, però, i sindacati chiedono di più. Il ragionamento è questo: se un lavoratore svolge mansioni di livello superiore, con responsabilità maggiori e carichi più pesanti, non basta riconoscere solo una differenza minima sul tabellare.
La richiesta è che venga riconosciuto anche il trattamento accessorio collegato alla funzione effettivamente svolta. Perché nella sanità pubblica succede spesso che responsabilità e inquadramento non camminino alla stessa velocità .
Buoni pasto e ferie
Tra i punti più concreti della trattativa ci sono buoni pasto, mensa, pause e ferie. Temi apparentemente meno vistosi degli aumenti, ma molto sentiti dal personale.
La richiesta sindacale è riconoscere il diritto al buono pasto quando manca il servizio mensa, soprattutto per chi lavora su turni superiori alle 6 ore. Nei reparti e nei servizi h24, la questione è tutt’altro che secondaria.
C’è poi il tema delle indennità durante le ferie. I sindacati chiedono che alcune voci accessorie siano considerate nella retribuzione delle ferie, per evitare penalizzazioni a chi lavora su turni, notti e festivi.
Per molti operatori sanitari, il contratto si misura proprio su questi dettagli. Non solo quanto aumenta lo stipendio, ma anche se il lavoro quotidiano viene riconosciuto in modo corretto.
Straordinari sanitÃ
Lo straordinario resta un altro fronte aperto. Nei reparti, nei servizi di emergenza, negli ospedali e nelle strutture territoriali le ore in più sono spesso una necessità più che una scelta.
La discussione riguarda soprattutto il riconoscimento delle ore eccedenti per chi ha incarichi di funzione. Per alcune posizioni, la remunerazione potrebbe essere rimandata alla contrattazione integrativa aziendale, entro limiti specifici.
I sindacati chiedono regole più certe, compresa la possibilità di recuperare le ore anche a giornata intera. Il punto è evitare che lo straordinario diventi una zona grigia, gestita in modo diverso da azienda ad azienda.
Prossime date
Il contratto non è ancora firmato. Dopo il quinto incontro del 17 giugno 2026, il calendario prevede nuovi passaggi.
La data più vicina è il 25 giugno 2026, con un tavolo tecnico dedicato a rapporto di lavoro, ricerca sanitaria, IRCCS, IZS, nuove lauree magistrali a indirizzo clinico, infermiere di famiglia e comunità e profili legati alla sanità territoriale.
Poi sono attese nuove riunioni l’8 luglio e il 22 luglio 2026.
Questo significa che il mese di luglio potrebbe essere decisivo per capire se il rinnovo correrà verso la firma o se resteranno ancora nodi da sciogliere.
Area SanitÃ
Da non confondere il Comparto Sanità con l’Area Sanità . L’Area Sanità riguarda medici, veterinari, dirigenti sanitari e professioni sanitarie dirigenziali.
Per questa categoria il contratto 2022-2024 è stato già sottoscritto nel 2026, con incrementi economici più alti rispetto al comparto. Anche per l’Area Sanità è però già partita la trattativa 2025-2027, con un confronto separato su incarichi, relazioni sindacali e parte normativa.
Nell’articolo sul CCNL Sanità pubblica, quindi, è meglio specificarlo bene: gli aumenti fino a 209 euro e gli arretrati medi da 1.200 euro riguardano il Comparto Sanità , non il contratto dei medici dirigenti.
Cosa cambia
Il rinnovo del CCNL Sanità pubblica 2025-2027 può cambiare molte cose, ma al momento la parola chiave resta una: trattativa.
Gli aumenti ci sono, le risorse sono state indicate, le nuove figure sono sul tavolo, gli incarichi vengono ridisegnati. Ma la firma definitiva non è ancora arrivata.
Per infermieri, OSS, tecnici, amministrativi e personale sanitario non dirigente, la questione è molto concreta. Dopo anni segnati da carichi pesanti, organici insufficienti e servizi sempre più complessi, il rinnovo contrattuale viene vissuto come una prova di riconoscimento.
Non basta parlare di sanità pubblica come pilastro del Paese. Chi ci lavora chiede stipendi adeguati, carriere più chiare, diritti esigibili e condizioni meno pesanti. La trattativa delle prossime settimane dirà quanto di tutto questo entrerà davvero nel nuovo contratto.
FAQ
Il CCNL Sanità pubblica 2025-2027 è già stato firmato?
No. Al 18 giugno 2026 il contratto non è ancora firmato. La trattativa è in corso e sono previsti nuovi incontri nelle prossime settimane.
Quanto aumentano gli stipendi con il nuovo CCNL Sanità ?
Gli aumenti medi possono arrivare fino a 209 euro lordi al mese, considerando anche alcune indennità . L’incremento non sarà però uguale per tutti.
A quanto ammontano gli arretrati del CCNL Sanità pubblica?
Gli arretrati medi stimati sono intorno a 1.200 euro, ma l’importo finale dipenderà dalla firma del contratto, dalla qualifica e dalle somme già riconosciute.
Chi riguarda il rinnovo del CCNL Sanità pubblica?
Il rinnovo riguarda il personale del Comparto Sanità : infermieri, OSS, ostetriche, tecnici sanitari, amministrativi, operatori, assistenti, professionisti della salute e funzionari.
Quali sono le novità principali del contratto?
Le novità riguardano aumenti, indennità , incarichi, nuove figure professionali, buoni pasto, ferie, straordinari, infermiere di famiglia e comunità , autista soccorritore e mediatore culturale.
Quando ci saranno i prossimi incontri?
Le prossime date da seguire sono 25 giugno, 8 luglio e 22 luglio 2026.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






