Tentato suicidio a Sulmona: chi è la vittima? La 23enne, disabile, è stata salvata per un soffio: ma cos’è successo?

Giorgia Tedesco

Una tragedia sfiorata. Ma cos’è successo davvero a Sulmona? Una 23enne ha tentato il suicidio nella notte, ma perché? L’evento riporta al centro dell’attenzione il tema della violenza psicologica e della fragilità delle persone più vulnerabili.

La vittima: generalità non diffuse

La ragazza, poco più che ventenne, affetta da disabilità, ha tentato di togliersi la vita nei pressi del complesso della Santissima Annunziata. Solo il tempestivo intervento dei soccorritori e delle persone presenti ha evitato che il gesto avesse conseguenze irreparabili: ma quali sono i motivi dietro il gesto disperato? Pare che stesse attraversando un periodo particolarmente difficile, sembra che fosse vittima una serie di presunte vessazioni e pressioni psicologiche da parte dell’ex compagno. Circostanze che ora dovranno essere approfondite e verificate. Solo così si potrà comprendere davvero il contesto in cui è maturato il gesto estremo.

Il salvataggio: ecco perché non voltarsi mai

La giovane è stata soccorsa in tempo e affidata alle cure dei medici. Sembra però che ora la donna sia stabile e assolutamente non in pericolo di vita, certamente, però, l’episodio ha lasciato abbastanza scossa la città. Dietro il tentato suicidio emerge infatti una storia di sofferenza che va oltre il singolo episodio e che richiama l’attenzione sulla necessità di garantire maggiore protezione alle vittime di abusi e maltrattamenti. E per fortuna, questa volta, non ci siamo voltati: una giovanissima vita è stata salvata grazie a chi ha scelto di sentire e vedere.

Le indagini in corso a Sulmona

Nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli utili a chiarire quanto accaduto. Resta intanto lo sgomento di una città che si ritrova a fare i conti con una vicenda dolorosa, nella speranza che la giovane possa ricevere tutto il sostegno necessario per superare questo momento e ricostruire serenamente il proprio futuro.