Forse tutti abbiamo sognato, fin da bambini, lo spazio: oggi apprendiamo la scomparsa di un uomo che quel sogno, l’ha realizzato per tutti noi: è morto Alexander Mikhailovich Samokutyaev, cosmonauta russo, aveva 56 anni.
La storia di Alexander Mikhailovich
Alexander non era un certamente un principiante, anzi: era considerato uno dei volti più famosi dei programmi spaziali della Russia, infatti, partecipò a due missioni nello spazio. Riflettendoci, sapete quanti giorni trascorse anni luce lontano da noi? Ben 331 giorni. Un’esperienza che lo ha reso protagonista di alcune delle più importanti attività a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
La prima volta che partì era il 2011, viaggiava sulla Soyuz TMA-21 e, durante quella missione, si distinse per professionalità e competenza, anche nei campi scientifici. Tre anni più tardi, poi, il suo cuore lo portò nuovamente alla guida dei cieli più inesplorati. Tornò nuovamente in orbita al comando della Soyuz TMA-14M, viaggio in cui si confermò fra le eccellenze dei cosmonauti.
Nel corso delle sue missioni effettuò anche due attività extraveicolari, le cosiddette passeggiate spaziali, accumulando oltre dieci ore di lavoro all’esterno della stazione. Operazioni delicate e complesse che richiedono preparazione, sangue freddo e grande esperienza.
La vita dopo le stelle
Quando poi decise di non partire più per lo spazio, si dedicò alla carriera politica: venne anche eletto deputato della Duma di Stato, portando nelle istituzioni l’esperienza maturata nel settore aerospaziale e contribuendo al dibattito sulle politiche scientifiche e tecnologiche.
Una perdita inestimabile
Il nome di Alexander resterà inevitabilmente legato a quel mondo che molti di noi non possono neppure sognare: lo spazio. Con la sua scomparsa, si chiude una pagina importante dell’astronautica contemporanea, ma rimane l’eredità di un uomo che ha trascorso quasi un anno della propria vita oltre i confini del pianeta. Inseguendo quel sogno di esplorazione che continua ad affascinare l’umanità intera.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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