Quando si parla della famiglia Agnelli pensiamo, istintivamente, all’industria automobilistica e alla storia economica italiana, ma c’è qualcuno che forse non conoscete così bene: Allegra. Oggi, raccontiamo la storia di una grande donna.
Biografia di Allegra Agnelli
Siamo a metà degli anni Quanta quando Allegra viene al mondo in una famiglia non agiata, di più: i Caracciolo di Castagneto. Infatti, non a caso, sposa Umberto Agnelli. Insieme hanno diversi figli, tra cui Andrea, per anni protagonista del panorama sportivo Nazionale.
La battaglia contro il cancro e la nascita di un grande progetto
La vera svolta della sua vita pubblica arriva però negli anni Ottanta, quando decide di impegnarsi direttamente nella lotta contro il cancro. Fonda, così, la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. La strada è una: ricerca costante e strutture all’avanguardia. Questo vuole. Per questo lotta. E questo ottiene.
Quella che inizialmente sembrava una sfida ambiziosa si è trasformata nel corso dei decenni in una delle realtà sanitarie più importanti del Paese. Grazie alla sua determinazione è nato l’Istituto di Candiolo, in provincia di Torino, oggi riconosciuto come uno dei principali centri italiani per la diagnosi, la cura e la ricerca oncologica.
Una leadership discreta ma determinante
Chi ha collaborato con Allegra la descrive come una donna riservata, lontana dai riflettori e dalle polemiche. Però, sapeva davvero guidare con fermezza e visione progetti di grande portata. La Fondazione è stata la sua vita. Ci ha dedicato tutta sé stessa. E la difesa, sempre. Con le unghie e con i denti. Il suo lavoro è stato riconosciuto anche da molte istituzioni del nostro Paese, infatti, vent’anni fa le è stata conferita la Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica. E credetemi, non è roba da poco, considerando soprattutto che si tratta in principio di un progetto privatista.
Il riconoscimento di una vita
Quest’anno, per il quarantesimo anniversario della Fondazione, il nome di Allegra Agnelli è stato ufficialmente legato all’ente da lei creato. Una scelta simbolica che rappresenta il riconoscimento di un percorso lungo, ma che permesso la realizzazione di un progetto visionario immenso. La sua storia è la dimostrazione di come forza, tenacia e fede possano realizzare qualcosa che cambi radicalmente, e per davvero, la vita, anche, della gente comune.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
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