Antonio La Forgia ucciso a 23 anni a Molfetta: colpi di pistola in auto, morto al Don Tonino Bello, caccia ai killer

Daniela Devecchi

La notte di Molfetta si è spezzata nel modo più violento. Colpi di pistola, una corsa disperata verso l’ospedale e poi la morte di un ragazzo di appena 23 anni. La vittima si chiamava Antonio La Forgia, giovane del posto, raggiunto da diversi proiettili in quello che gli investigatori stanno trattando come un vero e proprio agguato.

Il suo nome è finito al centro della cronaca nelle prime ore del 16 giugno 2026, quando l’allarme è arrivato dal pronto soccorso dell’ospedale don Tonino Bello di Molfetta. Lì il ragazzo è arrivato in condizioni gravissime. I tentativi di salvarlo, però, non sono bastati. Le ferite erano troppo profonde, troppo serie. Poco dopo, per Antonio La Forgia non c’era più nulla da fare.

Antonio La Forgia ucciso

Antonio La Forgia aveva 23 anni ed era residente a Molfetta, nel nord Barese. Secondo quanto emerso nelle prime ore successive all’omicidio, era già noto alle forze dell’ordine.

Il 23enne sarebbe stato ferito in maniera gravissima mentre si trovava in auto o comunque nelle immediate vicinanze della vettura. Dopo gli spari, è stato portato verso l’ospedale don Tonino Bello. Lì, il personale sanitario ha tentato l’intervento d’urgenza. Ma Antonio è morto poco dopo l’arrivo.

L’agguato a Molfetta

La dinamica è ancora in fase di ricostruzione. I primi elementi parlano di diversi colpi di pistola esplosi nella notte. Alcune ricostruzioni indicano almeno cinque colpi esplosi; altre precisano che il giovane sarebbe stato raggiunto da tre proiettili, uno alla testa e due al torace.

Il dato più grave, e purtroppo decisivo, riguarda il colpo alla testa. Sarebbe stato quello a rendere disperate fin da subito le condizioni del ragazzo. Le altre ferite, al torace, confermano comunque la violenza dell’azione.

L’ipotesi più forte è quella dell’agguato armato. Antonio La Forgia potrebbe essere stato affiancato da chi ha sparato mentre si trovava a bordo della sua auto. Un’azione durata pochi secondi, ma sufficiente a trasformare una notte qualunque in una scena da omicidio.

C’è ancora cautela sul punto esatto in cui tutto è avvenuto. Si parla della zona di Ponente, con particolare attenzione all’area della litoranea di ponente e dei pressi del cimitero. Un’altra indicazione circolata nelle prime ore richiama l’area tra via Corrado Salvemini e viale Giovanni XXIII, ma il luogo definitivo dell’agguato deve essere confermato dagli accertamenti.

La corsa in ospedale

Dopo gli spari, Antonio La Forgia è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale don Tonino Bello. Le sue condizioni erano già critiche. Il personale sanitario ha prestato i primi soccorsi, ma la situazione è apparsa subito compromessa.

È proprio dall’ospedale che sarebbe partita la richiesta di intervento ai Carabinieri. Da quel momento la vicenda è diventata un’indagine per omicidio. I militari della Compagnia di Molfetta hanno avviato i primi accertamenti, mentre gli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando provinciale dei Carabinieri di Bari hanno lavorato sui rilievi.

La vettura collegata alla vittima è stata posta sotto attenzione investigativa. Ogni dettaglio può essere utile: tracce biologiche, bossoli, traiettorie, eventuali segni sulla carrozzeria, impronte, residui dello sparo. In casi come questo, anche un frammento può cambiare la direzione dell’inchiesta.

Indagini dei Carabinieri

Le indagini sono nelle mani dei Carabinieri, coordinati dalla Procura di Trani. Gli investigatori stanno cercando di mettere in fila le ultime ore di vita di Antonio La Forgia: chi ha incontrato, dove si trovava prima dell’agguato, con chi aveva parlato, se avesse avuto contrasti recenti o appuntamenti fissati nella notte.

Un passaggio centrale riguarda le telecamere di videosorveglianza. Gli occhi elettronici della zona potrebbero aver ripreso l’auto della vittima, eventuali mezzi sospetti o la fuga di chi ha sparato. Non è escluso che gli investigatori stiano passando al setaccio anche immagini di attività private, varchi stradali e impianti installati lungo le vie vicine.

Al momento non risultano persone fermate. Nessuna pista viene esclusa. Gli inquirenti stanno lavorando sul movente, ma il quadro è ancora aperto. Potrebbe trattarsi di un regolamento di conti, di una vendetta, di un contrasto maturato nelle ore precedenti o di un’esecuzione decisa da tempo. Tutte ipotesi, per ora. La prudenza è necessaria.

Autopsia e rilievi

Il corpo di Antonio La Forgia è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sarà l’autopsia a chiarire con precisione il numero dei colpi che lo hanno raggiunto, la traiettoria dei proiettili e la sequenza delle ferite.

Parallelamente, i rilievi balistici dovranno dare risposte sull’arma usata. I bossoli, se recuperati, potranno indicare il calibro della pistola. Da lì sarà possibile capire se quell’arma sia già comparsa in altri episodi criminali o se sia stata usata per la prima volta.

FAQ

Chi era Antonio La Forgia?
Antonio La Forgia era un giovane di 23 anni residente a Molfetta, nel Barese. Secondo le prime informazioni investigative, era già noto alle forze dell’ordine.

Dove è stato ucciso Antonio La Forgia?
L’agguato sarebbe avvenuto a Molfetta, nella zona di Ponente. Le prime ricostruzioni indicano l’area della litoranea di ponente, nei pressi del cimitero, ma il punto esatto è ancora in fase di accertamento.

Com’è morto Antonio La Forgia?
Il 23enne è stato raggiunto da colpi di pistola. Uno dei proiettili lo avrebbe colpito alla testa, mentre altri colpi lo avrebbero raggiunto al torace.

Antonio La Forgia è morto subito?
No. Il giovane è arrivato in condizioni gravissime al pronto soccorso dell’ospedale don Tonino Bello di Molfetta, dove è morto poco dopo.

Ci sono arresti per l’omicidio di Antonio La Forgia?
Al momento non risultano fermi o arresti. I Carabinieri stanno indagando e non escludono alcuna pista.