Antonio Pastore è morto a 74 anni. Giornalista casertano, volto e firma conosciuta da chi ha seguito per anni le cronache di Caserta e della sua provincia, Pastore aveva collaborato a lungo con Il Mattino, diventando una presenza familiare per lettori, colleghi, amministratori, associazioni e cittadini.
Parliamo di uno di quei cronisti che il territorio lo attraversano, lo ascoltano, lo raccontano anche quando non fa rumore. Per circa 25 anni ha lavorato accanto alla redazione casertana de Il Mattino, occupandosi di temi sociali, lavoro, cultura, politica locale, legalità e storie di comunità. Una vita dentro le notizie, ma senza cercare il clamore.
Antonio Pastore se n’è andato dopo una malattia insorta improvvisamente. Al suo fianco il dolore della moglie Rosaria, dei figli Valerio e Daria, e di tanti che in queste ore lo ricordano con affetto, rispetto e gratitudine.
Antonio Pastore morto
La scomparsa di Antonio Pastore ha colpito profondamente Caserta. Il giornalista da tempo era considerato una delle figure più riconoscibili del giornalismo locale, soprattutto per il suo lungo percorso legato a Il Mattino di Caserta.
Negli anni aveva raccontato una Caserta fatta di istituzioni, quartieri, vertenze, iniziative culturali, battaglie civili e trasformazioni sociali. Non soltanto le notizie più evidenti, ma anche quelle che spesso raccontano meglio l’identità di un territorio.
Giornalista de Il Mattino
Il nome di Antonio Pastore è legato in modo forte a Il Mattino, quotidiano con cui ha collaborato per circa un quarto di secolo.
Pastore ha continuato però a rappresentare un’idea precisa di giornalismo: quello che non corre solo dietro alla notizia, ma prova a capirla. Il suo lavoro era riconosciuto per la capacità di tenere insieme cronaca e contesto, fatti e memoria, attualità e radici del territorio.
Chi lo ha conosciuto professionalmente lo ricorda come una persona misurata, attenta, mai sopra le righe. Una voce che sapeva raccontare senza forzare, senza trasformare ogni vicenda in spettacolo. In tempi in cui spesso l’informazione cerca il titolo più aggressivo, il suo modo di lavorare aveva un tratto diverso: più sobrio, più vicino alla vecchia scuola del mestiere.
Caserta in lutto
La morte di Antonio Pastore non riguarda soltanto il mondo giornalistico. Tocca anche Caserta, perché Pastore era uno di quei professionisti che negli anni diventano parte del paesaggio umano della città.
Per molti era il cronista che incontravi a un convegno, a una conferenza, a una presentazione di libri, a un appuntamento istituzionale. Per altri era la firma che dava voce a un problema, a una storia, a una protesta, a una memoria da non perdere.
Caserta perde così un osservatore costante, una presenza discreta ma importante. E la parola “discreta”, in questo caso, pesa. Perché Pastore non era associato al protagonismo personale, ma al lavoro paziente di chi raccoglie fatti, ascolta testimonianze, scrive, torna sul territorio e continua a seguire le vicende anche dopo il primo titolo.
Il racconto del territorio
Uno degli aspetti più significativi del percorso di Antonio Pastore è stato il rapporto con la Terra di Lavoro. Non solo Caserta città, ma un’area più ampia, complessa, spesso raccontata attraverso contrasti forti: bellezza e difficoltà, storia e ferite sociali, cultura e marginalità, sviluppo e crisi.
Nel suo lavoro giornalistico sono emersi più volte temi legati al lavoro, alla giustizia sociale, alla legalità, alla vita culturale e alle trasformazioni economiche del Casertano. Non si è limitato alla cronaca del giorno: ha partecipato anche a momenti pubblici di riflessione, incontri e iniziative dedicate al ruolo dell’informazione e alla cultura civile.
Il suo nome compare, tra gli altri, anche in appuntamenti legati alla memoria di don Peppe Diana, figura simbolo della lotta alla camorra e dell’impegno civile in Campania. Un dettaglio che racconta bene il contesto in cui Pastore si muoveva: un giornalismo vicino alle domande del territorio, non separato dalla realtà sociale.
Cultura e memoria
Antonio Pastore non è stato soltanto cronista di fatti quotidiani. Negli anni ha seguito anche il mondo della cultura, dell’editoria e della memoria storica locale.
Ha scritto di libri, incontri, percorsi culturali, temi legati alla storia della provincia di Caserta e alla sua identità. Tra le tracce più significative del suo lavoro c’è l’attenzione al rapporto tra sviluppo, territorio e comunità: uno sguardo che non separava mai completamente la cronaca dalla storia.
Questa è forse una delle chiavi per comprendere il suo profilo: Pastore raccontava il presente sapendo che ogni fatto nasce da qualcosa. Da una memoria, da una tensione sociale, da una scelta politica, da una trasformazione economica, da una ferita non rimarginata.
La famiglia
Nel dolore per la sua scomparsa restano la moglie Rosaria e i figli Valerio e Daria. Attorno a loro, in queste ore, si stringe il cordoglio di amici, colleghi, lettori e di quanti hanno incrociato Antonio Pastore nel suo cammino professionale e personale.
La morte di un giornalista che ha lavorato a lungo su un territorio produce sempre un lutto doppio. C’è quello privato, più profondo e intimo, della famiglia. E poi c’è quello pubblico, fatto di ricordi, messaggi, parole di stima, riconoscenza. Due piani diversi, ma uniti dalla stessa consapevolezza: Antonio Pastore ha lasciato un segno.
I funerali
L’ultimo saluto ad Antonio Pastore è previsto per mercoledì 17 giugno 2026, nella mattinata, presso la chiesa del Buon Pastore, in piazza Pitesti a Caserta.
FAQ Antonio Pastore
Chi era Antonio Pastore?
Antonio Pastore era un giornalista casertano, noto soprattutto per la lunga collaborazione con Il Mattino di Caserta, durata circa 25 anni.
Quanti anni aveva Antonio Pastore?
Antonio Pastore aveva 74 anni.
Qual è stata la causa della morte di Antonio Pastore?
È morto dopo una malattia insorta improvvisamente. Non sono stati diffusi ulteriori dettagli pubblici sulla patologia.
Chi sono i familiari di Antonio Pastore?
Lascia la moglie Rosaria e i figli Valerio e Daria.
Quando e dove si svolgono i funerali di Antonio Pastore?
I funerali sono previsti per mercoledì 17 giugno 2026, nella mattinata, presso la chiesa del Buon Pastore, in piazza Pitesti a Caserta.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






