Morto Marco Noviello, il carabiniere di Bergamo che per due giorni ha lottato al Papa Giovanni XXIII

Giorgia Tedesco

Marco Noviello non ce l’ha fatta: si è spento a soli ventisei anni il carabiniere che due giorni or sono si era sentito male nella caserma di Clusone. Il ragazzo era originario di Cava de’ Tirreni anche se ormai da tempo era in servizio vicino Bergamo.

Il malore durante il servizio

Da quanto è stato comunicato, Marco si trovava in servizio quando si è improvvisamente sentito male. I colleghi presenti hanno immediatamente compreso la gravità della situazione e hanno allertato i soccorsi, intervenendo tempestivamente in attesa dell’arrivo dei medici. La corsa in ospedale è seguita immediatamente per affidare il militare ai dottori.

Due giorni di lotta in ospedale

Per quarantotto ore, al Papa Giovanni XXIII, Marco ha combattuto tra la vita e la morte. Tutti hanno sperato. Tutti hanno creduto in un miracolo. Ci doveva essere, per forza, un miglioramento. Ma no, non è mai arrivato.

Il cordoglio dell’Arma

Con Marco, forse, se ne va via un po’ di speranza. E spesso, anche la fede fatica a resistere. Quando sono ragazzi così giovani ad andarsene, lo sgomento, l’incredulità e il dolore non lasciano molto spazio ad altro.

Ci sono tantissimi messaggi adesso online e sui social: nessuno vuole credere davvero in tutto questo. Né gli amici, né i colleghi che con lui hanno condiviso l’impossibile. Tanti ora lo ricordano come un giovane che aveva scelto di servire lo Stato con dedizione, intraprendendo la carriera nell’Arma dei Carabinieri. E l’ha fatto con entusiasmo e senso del dovere. Sempre.

Oggi, Arma e Comunità si stringono più forte che mai, in un dolore che, chissà, quando, si spera, possa trovare un po’ di pace.