Ugo Ricciardi, magistrato napoletano ed ex sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, è morto all’età di 72 anni. Era nato a Napoli il 19 febbraio 1954. Da circa due anni aveva lasciato il servizio attivo, dopo una lunga carriera nella magistratura.
I funerali si tengono oggi lunedì 15 giugno 2026, alle 11.30, nella chiesa di Santa Maria della Libera, al Vomero. A darne l’annuncio sono la moglie, i figli, il genero, i nipotini e i parenti tutti. Sulla causa della morte, al momento, non sono state diffuse informazioni ufficiali.
Ugo Ricciardi, chi era
L’uomo, nel corso della sua carriera, ha ricoperto il ruolo di sostituto procuratore generale presso la Procura Generale della Repubblica di Napoli, ufficio giudiziario di grande rilievo all’interno del distretto partenopeo.
Morte e funerali
La morte di Ugo Ricciardi è avvenuta a Napoli. Aveva 72 anni ed era in pensione da circa due anni, dopo una lunga esperienza nella magistratura.
Nel messaggio funebre il dolore della famiglia è espresso con parole sobrie. La notizia è stata comunicata dalla moglie, dai figli, dal genero, dai nipotini e dai parenti, che ne hanno annunciato la scomparsa senza rendere pubblici ulteriori dettagli personali.
La carriera in magistratura
La carriera di Ugo Ricciardi si è sviluppata soprattutto nell’ambito della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli. Qui ha ricoperto funzioni importanti, arrivando al ruolo di sostituto procuratore generale.
Il suo nome compare in atti e documenti legati all’organizzazione degli uffici giudiziari napoletani anche negli ultimi anni prima della pensione. Un percorso lungo, segnato da professionalità e continuità, che lo ha visto impegnato su dossier di forte impatto per il territorio.
Tra i temi ai quali Ricciardi ha dedicato particolare attenzione c’è quello delle demolizioni giudiziali delle opere abusive, un argomento delicatissimo soprattutto in Campania. Non si tratta solo di diritto edilizio. Dietro ogni ordine di demolizione ci sono case, famiglie, responsabilità amministrative, sentenze, territori feriti e spesso anni di inerzia.
Ricciardi ha affrontato questa materia con taglio tecnico, ma anche con la consapevolezza che l’abusivismo edilizio rappresenta una delle grandi ferite del territorio campano. Una ferita che tocca paesaggio, sicurezza, legalità e credibilità dello Stato.
Abusi edilizi e legalità
Uno dei capitoli più riconoscibili del lavoro di Ugo Ricciardi riguarda proprio le opere abusive e l’esecuzione degli ordini di demolizione. Su questo tema ha firmato studi, relazioni e contributi che hanno fatto discutere magistrati, amministratori, tecnici e cittadini.
Il punto centrale era chiaro: una sentenza non può restare soltanto sulla carta. Quando un giudice dispone una demolizione, l’esecuzione diventa parte essenziale della risposta dello Stato. Diversamente, il rischio è che la legalità appaia debole, lenta, incapace di arrivare fino in fondo.
Ricciardi si è occupato di queste questioni anche sul piano organizzativo, partecipando a percorsi e gruppi di lavoro dedicati alla gestione delle demolizioni nel distretto giudiziario napoletano. Un terreno spinoso, dove il diritto incontra la politica locale, la burocrazia, le resistenze sociali e le difficoltà economiche degli enti.
Nel 2017 fu presentato anche il suo libro “La demolizione giudiziale delle opere abusive”, un testo dedicato proprio a questo nodo giuridico e civile. Un’opera tecnica, certo, ma non fredda: perché dentro quel tema c’era una domanda molto concreta, quasi brutale. Che valore ha la legge se nessuno la esegue davvero?
L’impegno per Napoli
Accanto alla carriera in magistratura, Ugo Ricciardi ha coltivato un forte impegno culturale e sociale. Il suo nome è legato all’associazione Arycanda, realtà impegnata in iniziative di solidarietà, cultura, legalità e promozione civile.
Ricciardi ne è stato indicato come coordinatore scientifico, ruolo che racconta bene una parte della sua personalità pubblica: l’idea che il sapere giuridico, l’esperienza istituzionale e la responsabilità civile potessero uscire dai palazzi e incontrare la città.
Con Arycanda ha preso parte a iniziative benefiche e culturali, alcune delle quali legate anche al cardinale emerito Crescenzio Sepe. Un dialogo, quello tra mondo ecclesiale, istituzioni e società civile, che a Napoli ha spesso assunto un valore particolare, soprattutto nei momenti in cui la città ha cercato di raccontarsi oltre l’emergenza.
Ricciardi guardava a Napoli con un affetto concreto. Non una Napoli da cartolina, ma una città complessa, piena di contraddizioni, ferite e possibilità. Il suo impegno pubblico sembrava muoversi proprio lì: nel tentativo di tenere insieme legalità, cultura e riscatto.
Arycanda e cultura
L’associazione Arycanda rappresenta uno dei tasselli più significativi della sua attività fuori dalle aule giudiziarie. Attraverso questa esperienza, Ricciardi ha partecipato a progetti rivolti alla città, con una particolare attenzione ai temi della solidarietà e della responsabilità collettiva.
Tra le iniziative legate a questo percorso figurano eventi benefici, incontri pubblici e momenti di confronto dedicati al rapporto tra legalità e società. Ricciardi non si limitava a osservare. Interveniva, proponeva, costruiva legami.
In questo senso, la sua figura appare diversa da quella del magistrato chiuso nel proprio ruolo istituzionale. Era un uomo delle istituzioni, sì, ma con una forte tensione verso l’esterno. Verso la scuola, la cultura, i giovani, la tradizione napoletana, il bisogno di restituire fiducia.
Il Museo del presepe
Tra i progetti culturali ai quali il nome di Ugo Ricciardi è stato collegato c’è anche il Museo permanente del presepe napoletano. Un’iniziativa nata attorno alla valorizzazione di una delle tradizioni più identitarie di Napoli.
Il presepe, per la città, non è soltanto artigianato. È racconto popolare, memoria, spiritualità, teatro, vita quotidiana. È Napoli che mette in scena se stessa, con i suoi vicoli, i suoi mestieri, le sue fragilità e la sua capacità di trasformare tutto in narrazione.
Ricciardi condivise questo percorso con il cardinale Crescenzio Sepe, contribuendo a un progetto che univa cultura, fede, memoria e promozione del territorio. Anche qui torna lo stesso filo: la giustizia come parte di una visione più ampia della città, non separata dalla sua anima culturale.
In tv con Canale 21
Ugo Ricciardi era conosciuto anche dal pubblico televisivo napoletano per la sua partecipazione alla trasmissione “La giustizia del terzo millennio”, in onda su Canale 21.
Il programma affrontava temi di attualità letti attraverso le norme, il diritto e l’evoluzione della società. Un modo per spiegare la giustizia senza renderla incomprensibile, portando questioni spesso tecniche in un linguaggio più accessibile.
Anche questa esperienza conferma un tratto preciso del suo profilo: la volontà di comunicare. Non soltanto applicare la legge, ma provare a spiegarla. Non soltanto restare dentro gli uffici giudiziari, ma partecipare al dibattito pubblico.
Una vita tra giustizia e città
La morte di Ugo Ricciardi chiude il percorso terreno di un magistrato che ha attraversato alcuni dei temi più delicati della vita napoletana: giustizia, abusivismo, cultura, solidarietà, identità cittadina.
Il suo nome resta legato alla Procura Generale di Napoli, alle battaglie per rendere effettive le decisioni giudiziarie, agli studi sulle demolizioni delle opere abusive, ma anche a un’idea più larga di servizio pubblico.
Non era soltanto il magistrato dei fascicoli. Era anche l’uomo che partecipava a progetti culturali, che dialogava con le istituzioni religiose e civili, che provava a raccontare Napoli attraverso la responsabilità e non solo attraverso le sue ferite.
La sua scomparsa lascia un vuoto in una città che conosce bene il peso delle assenze. Ma lascia anche una traccia precisa: quella di un uomo che ha vissuto la giustizia come dovere, mestiere e impegno civile.
FAQ
Chi era Ugo Ricciardi?
Ugo Ricciardi era un magistrato napoletano, già sostituto procuratore generale presso la Procura Generale della Repubblica di Napoli.
Quanti anni aveva Ugo Ricciardi?
Aveva 72 anni. Era nato a Napoli il 19 febbraio 1954.
Quando e dove si tengono i funerali di Ugo Ricciardi?
I funerali si tengono lunedì 15 giugno 2026 alle ore 11.30 nella chiesa di Santa Maria della Libera, al Vomero, Napoli.
Qual è stata la causa della morte di Ugo Ricciardi?
La causa della morte non è stata resa pubblica. L’annuncio funebre parla di una scomparsa avvenuta serenamente.
Per cosa era conosciuto Ugo Ricciardi?
Era conosciuto per la sua carriera nella magistratura napoletana, per il lavoro sulle demolizioni giudiziali delle opere abusive, per l’impegno con Arycanda e per i progetti culturali legati alla città di Napoli.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






