Mesagne piange Stefano Franco “Ciatora”: addio all’elettrauto amato da tutti, il ricordo di Muro Tenente e il dolore per Giovanna e i figli Edoardo e Geremia

Daniela Devecchi

Mesagne piange Stefano Franco “Ciatora”: addio all’elettrauto amato da tutti, il ricordo di Muro Tenente e il dolore per Giovanna e i figli Edoardo e Geremia

Ci sono persone che una città non dimentica, anche senza grandi titoli, senza clamore, senza bisogno di presentazioni. Persone che incontri in officina, per strada, a una festa, in un momento qualunque della vita quotidiana. Stefano Franco, conosciuto da tutti a Mesagne come “Ciatora”, era una di queste.

Stefano si è spento dopo una malattia affrontata con coraggio, lasciando un dolore grande tra familiari, amici, clienti e persone che negli anni avevano imparato a volergli bene. Non era soltanto un elettrauto. Era un volto conosciuto, una presenza familiare, uno di quelli che sembrano far parte del paesaggio umano di una città.

E quando una persona così viene a mancare, il vuoto si sente davvero.

Chi era Stefano Franco “Ciatora”

Stefano Franco, per tutti Ciatora, era un elettrauto di Mesagne. Un artigiano, un lavoratore vero, uno di quelli che non hanno mai avuto bisogno di troppe parole per farsi stimare. Bastava vederlo al lavoro, ascoltarlo parlare con le persone, osservare il modo in cui si muoveva nella sua quotidianità.

Chi lo conosceva lo descrive come una persona cordiale, generosa, disponibile, capace di mettere a proprio agio chiunque. Nella sua officina non entravano solo clienti. Entravano amici, conoscenti, persone che si fermavano anche solo per un saluto, per un consiglio, per scambiare due parole.

Il soprannome “Ciatora” era ormai parte di lui. Un nome affettuoso, immediato, mesagnese fino in fondo.

Stefano Franco morto: Mesagne in lutto

La notizia della morte di Stefano Franco “Ciatora” si è diffusa rapidamente a Mesagne, lasciando tanta tristezza. In molti hanno voluto ricordarlo con parole semplici, sincere, piene di affetto. Non frasi di circostanza, ma pensieri nati da un rapporto vero.

Stefano era considerato una bravissima persona, un uomo legato alla famiglia, al lavoro e alla sua città. La malattia lo ha portato via troppo presto, dopo un percorso difficile e doloroso. Ma nel racconto di chi gli ha voluto bene non c’è soltanto il dolore dell’addio. C’è anche la gratitudine per quello che è stato.

Il lavoro da elettrauto

Stefano Franco era conosciuto soprattutto per la sua attività di elettrauto a Mesagne. Il suo era un mestiere tecnico, fatto di competenza, precisione, pazienza. Un lavoro cambiato molto negli anni, perché le auto sono diventate sempre più complesse, sempre più elettroniche, sempre meno “semplici” da capire.

E lui, da artigiano moderno, aveva saputo stare dentro questo cambiamento. Non era solo una questione di mani esperte. Serviva testa, aggiornamento, capacità di risolvere problemi. Serviva anche quella fiducia che un cliente costruisce nel tempo: lasciare la propria auto a qualcuno significa affidarsi.

Chi passava da lui trovava professionalità, certo, ma anche un tratto umano che faceva la differenza. Ed è forse per questo che il cordoglio è stato così forte. Non si piange solo il professionista. Si piange l’uomo dietro il banco, dietro gli attrezzi, dietro una giornata di lavoro come tante.

La famiglia e i figli

Nel dolore della scomparsa di Stefano, il pensiero della comunità è andato subito alla sua famiglia, alla compagna di una vita Giovanna, indicata anche come Maria Giovanna nei ricordi cittadini, e ai figli Edoardo e Geremia.

Sono loro, più di tutti, a vivere il peso di un’assenza che nessuna parola può davvero colmare. La città si è stretta attorno a loro con messaggi di vicinanza, affetto e partecipazione.

Il legame con Muro Tenente

C’è un aspetto della vita di Stefano Franco che rende il suo ricordo ancora più particolare: il suo legame con il Parco archeologico di Muro Tenente.

Stefano non era soltanto un lavoratore conosciuto in città. Era anche una persona che aveva creduto in quel luogo quando ancora non era percepito da tutti come una risorsa preziosa. Aveva intuito il valore di Muro Tenente, la sua forza culturale, la possibilità di farlo vivere non solo come sito archeologico, ma come spazio di incontro, musica, comunità.

Il concerto dei Boomdabash

Tra gli episodi più ricordati c’è anche il concerto dei Boomdabash organizzato nel 2010 nell’area di Muro Tenente. Un momento che, col senno di poi, assume un sapore quasi simbolico.

All’epoca il gruppo non aveva ancora raggiunto la popolarità nazionale che sarebbe arrivata negli anni successivi. Stefano, però, aveva intuito qualcosa. Aveva capito che quella musica, quella energia, quella presenza potevano diventare importanti. E aveva voluto portarli lì, in un luogo che lui sentiva vivo.

FAQ

Chi era Stefano Franco “Ciatora”?
Stefano Franco, conosciuto come Ciatora, era un elettrauto di Mesagne, molto stimato in città per il suo lavoro, il suo carattere cordiale e il suo legame con la comunità.

Quando è morto Stefano Franco “Ciatora”?
Stefano Franco è morto il 9 giugno 2026, dopo una malattia affrontata con coraggio.

Che lavoro faceva Stefano Franco?
Stefano Franco era un elettrauto. La sua attività era conosciuta a Mesagne e negli anni era diventata un punto di riferimento per molte persone.

Chi lascia Stefano Franco “Ciatora”?
Stefano Franco lascia la famiglia, la compagna di una vita Giovanna, indicata anche come Maria Giovanna nei ricordi cittadini, e i figli Edoardo e Geremia.

Qual era il legame di Stefano Franco con Muro Tenente?
Stefano Franco era molto legato al Parco archeologico di Muro Tenente. Aveva creduto nel valore di quel luogo e aveva contribuito a farlo vivere anche attraverso iniziative e momenti culturali, tra cui il concerto dei Boomdabash nel 2010.