Maurizio Sallusti morto a 71 anni: chi era il primario del Policlinico, fratello del giornalista Alessandro Sallusti

Daniela Devecchi

È morto Maurizio Sallusti, medico, ex primario di Chirurgia d’urgenza al Policlinico di Milano e fratello del giornalista Alessandro Sallusti. Aveva 71 anni . L’uomo si è spento dopo una malattia che negli ultimi mesi lo aveva messo davanti alla prova più dura: quella di diventare paziente nel luogo in cui per una vita aveva curato gli altri.

Maurizio Sallusti non era semplicemente “il fratello di Alessandro”. Era un medico conosciuto, stimato, cresciuto professionalmente dentro il Policlinico di Milano, dove aveva costruito una carriera lunga oltre quarant’anni.

Maurizio Sallusti morto

Maurizio Sallusti è morto il 3 giugno 2026, all’età di 71 anni. Era nato il 24 gennaio 1955 e apparteneva a quella generazione di medici abituati alla corsia vera, al pronto intervento, alle decisioni prese in pochi secondi e alle notti passate tra urgenze, sale operatorie e pazienti da seguire passo dopo passo.

La sua morte arriva dopo una pesante malattia. Non sono stati diffusi dettagli clinici precisi, e proprio per questo è corretto fermarsi qui: si è spento dopo un periodo difficile, affrontato con consapevolezza e forza, senza mai perdere quella lucidità che chi lo conosceva gli ha sempre riconosciuto.

Fa impressione, vero? Un medico che per decenni ha visto la fragilità degli altri, alla fine si è trovato lui stesso dentro quella stessa fragilità. E lo ha fatto nel suo ospedale, il Policlinico, quello che era stato casa professionale, battaglia quotidiana e identità.

Chi era Maurizio Sallusti

Maurizio Sallusti era un chirurgo d’urgenza. Per anni è stato dirigente medico all’IRCCS Ospedale Maggiore Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, occupandosi di chirurgia d’urgenza. Dal gennaio 2018 ha ricoperto il ruolo di primario nella stessa area, fino alla pensione.

La sua era una medicina concreta, diretta, fatta di competenza tecnica ma anche di presenza umana. Una frase attribuita a lui racconta bene il suo modo di vedere il lavoro: “Il medico è anche un umanista, non solo uno scienziato”. Poche parole, ma dentro c’è molto: l’idea che curare non significhi soltanto operare, diagnosticare, prescrivere. Significa anche ascoltare, spiegare, incoraggiare.

Carriera al Policlinico

Il legame tra Maurizio Sallusti e il Policlinico di Milano è stato fortissimo. Era entrato da giovane medico, inizialmente come borsista, ed è rimasto lì per tutta la carriera. Dal 1982 al 2017 è stato dirigente medico in Chirurgia d’urgenza; dal 2018 è diventato primario.

Una vita professionale intera dentro lo stesso ospedale. Non è una cosa da poco. Vuol dire conoscere i corridoi, i turni, le urgenze, i colleghi, i pazienti. Vuol dire vedere cambiare la medicina, le tecnologie, i protocolli, ma restare fedele a una stessa idea: esserci quando serve.

Nel suo percorso rientrano anche l’attività organizzativa e gestionale della chirurgia d’urgenza, la gestione del paziente chirurgico sia in elezione sia in emergenza, la chirurgia maggiore su patologie spontanee e traumatiche, oltre al coordinamento del personale e delle attività dell’unità operativa.

Studi e formazione

Maurizio Sallusti si era formato all’Università degli Studi di Milano, dove tra il 1979 e il 1984 aveva conseguito la specializzazione in Chirurgia d’urgenza e Pronto soccorso.

La sua attività non si è fermata alla corsia. Ha avuto anche un ruolo nella formazione dei giovani medici e degli studenti. Dal 2009 è stato professore a contratto nel corso di laurea in Infermieristica dell’Università di Milano, nell’area della chirurgia e dell’emergenza. Dal 2016 ha ricoperto anche incarichi nella Scuola di specialità in Chirurgia generale.

In altre parole, non ha solo curato: ha anche insegnato. E chi ha lavorato in ospedale lo sa bene, a volte un medico lascia traccia non solo nei pazienti che salva, ma anche nei colleghi più giovani che forma senza clamore, giorno dopo giorno.

Pubblicazioni e ricerca

Nel curriculum di Maurizio Sallusti compaiono anche numerose attività scientifiche. È indicato come autore di 36 pubblicazioni nazionali, 5 pubblicazioni internazionali, oltre a 24 atti di congressi nazionali e 16 atti di congressi internazionali.

Sono numeri che raccontano una carriera piena, non limitata alla sola pratica clinica. Il suo nome compare anche in lavori scientifici legati alla chirurgia e alla gastroenterologia, con affiliazione alla Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

Non era quindi soltanto un primario “di reparto”, ma un professionista con un percorso completo: sala operatoria, gestione ospedaliera, formazione universitaria, ricerca e attività scientifica.

Malattia e ultimi mesi

La malattia lo ha colpito duramente, ma il racconto di chi gli è stato vicino restituisce l’immagine di un uomo che non si è lasciato andare. Negli ultimi mesi, Maurizio Sallusti avrebbe affrontato terapie e controlli con grande forza, consapevole della gravità della situazione ma mai disposto a dichiararsi sconfitto.

Un dettaglio colpisce più degli altri: continuava ad analizzare le sue stesse Tac insieme ai medici che lo seguivano. Lui sapeva. Capiva. Leggeva il proprio percorso clinico con gli occhi del chirurgo e del paziente allo stesso tempo. Deve essere stato durissimo.

Eppure, chi lo ha accompagnato in questa fase lo ricorda come un uomo lucido, combattivo, mai sopra le righe. Una persona capace di restare sé stessa anche davanti alla malattia.

Fratello di Alessandro Sallusti

Maurizio Sallusti era il fratello di Alessandro Sallusti, noto giornalista italiano, già direttore de Il Giornale e oggi alla guida di Libero. Proprio per questo, nelle prime ore, la notizia ha creato anche qualche confusione tra i lettori: a morire non è stato Alessandro Sallusti, ma suo fratello Maurizio.

Il legame familiare con Alessandro ha portato la notizia fuori dall’ambito strettamente medico. Ma ridurre Maurizio Sallusti soltanto a “fratello di” sarebbe ingiusto. La sua storia personale e professionale ha un peso proprio, costruito in silenzio, tra ospedale, pazienti e famiglia.

Era anche il padre di Giovanni Sallusti, giornalista di Libero. La redazione del quotidiano ha espresso vicinanza alla famiglia, alla moglie Ester, definita la compagna di una vita, al figlio Giovanni e alla figlia Laura.

Famiglia e nipoti

Dopo la pensione, Maurizio Sallusti aveva scelto di dedicarsi con intensità a un altro ruolo: quello di nonno. Un passaggio che lui stesso avrebbe raccontato con una frase semplice e tenera: lasciava l’ospedale per andare a fare il suo “secondo lavoro”, il nonno.

I suoi nipoti, Leonardo e Carlotta, occupavano un posto speciale nella sua vita. Con Leonardo condivideva anche il calcio e gli allenamenti; con Carlotta momenti di gioco e leggerezza. Dopo tanti anni passati in un reparto dove ogni giornata poteva diventare emergenza, forse quella normalità familiare era diventata il suo modo più bello di respirare.

Non è curioso come certe vite, dopo tanto rumore professionale, cerchino poi la felicità nelle cose più semplici? Un pallone, un orto, una cena, una corsa dietro a una bambina.

Passioni private

Chi lo conosceva racconta anche le sue passioni lontane dalla medicina: l’orto, i fiori, la buona tavola e il vino. Aveva anche conseguito un diploma da sommelier, trasformando l’amore per il vino in qualcosa di più strutturato.

C’è un’immagine molto umana in questo passaggio: il primario di chirurgia d’urgenza, abituato alla pressione delle sale operatorie, che dopo la pensione si dedica alla terra, ai sapori, ai nipoti, alle piccole cose. Non una fuga dal passato, forse. Piuttosto un ritorno alla parte più quieta della vita.

Il ricordo in ospedale

Al Policlinico di Milano il ricordo di Maurizio Sallusti è legato soprattutto al suo modo di stare con le persone. I pazienti parlavano bene di lui. Lo descrivevano come un medico presente, attento, capace di ascoltare e incoraggiare.

In un reparto come la Chirurgia d’urgenza, dove spesso il tempo è poco e la tensione altissima, non è scontato. Anzi. È proprio lì che il lato umano rischia di perdersi nella velocità delle decisioni. Lui, invece, avrebbe saputo tenerlo insieme alla competenza.

I colleghi lo ricordano anche per l’umiltà. Un tratto raro, soprattutto in ruoli di grande responsabilità. Chi ha lavorato con lui racconta un uomo capace di andare d’accordo con tutti, anche in un ambiente dove discussioni e scontri possono essere all’ordine del giorno.

Il Covid al Policlinico

Maurizio Sallusti aveva attraversato anche il periodo del Covid al Policlinico di Milano. Anni pesantissimi per la sanità lombarda, per i medici, per gli infermieri e per tutti gli operatori ospedalieri.

Anche lui era stato in prima linea, nel suo ospedale, dentro una stagione che ha segnato profondamente chiunque l’abbia vissuta da dentro. Poi, dopo quella fase, era arrivata la scelta della pensione e il desiderio di dedicarsi alla famiglia.

Un destino quasi circolare: il Policlinico come luogo della giovinezza professionale, della maturità, della battaglia contro il Covid e infine della malattia vissuta da paziente.

Causa morte

La causa della morte di Maurizio Sallusti non è stata resa nota nei dettagli. Le informazioni disponibili parlano di una pesante malattia, senza ulteriori specifiche.

È importante non aggiungere diagnosi non confermate. In questi casi la precisione conta, ma conta anche il rispetto. Si può dire che è morto dopo una malattia, che negli ultimi mesi ha affrontato controlli e terapie, ma non si può andare oltre ciò che è stato comunicato pubblicamente.

Funerali

Al momento non risultano comunicazioni ufficiali complete su funerali, camera ardente o ultimo saluto a Maurizio Sallusti.

La famiglia, il mondo del giornalismo e quello sanitario si stringono intorno ad Alessandro Sallusti, a Giovanni Sallusti, alla moglie Ester, alla figlia Laura e ai nipoti. Una famiglia colpita da un lutto profondo, ma anche una comunità professionale che perde un medico che ha lasciato un segno concreto.

FAQ

Chi era Maurizio Sallusti?
Maurizio Sallusti era un medico chirurgo, ex primario di Chirurgia d’urgenza al Policlinico di Milano. Era anche il fratello del giornalista Alessandro Sallusti.

Quanti anni aveva Maurizio Sallusti?
Aveva 71 anni. Era nato il 24 gennaio 1955.

Maurizio Sallusti era il fratello di Alessandro Sallusti?
Sì, Maurizio Sallusti era il fratello di Alessandro Sallusti, giornalista e direttore di Libero.

Qual è stata la causa della morte di Maurizio Sallusti?
La causa precisa non è stata resa nota. È stato comunicato che Maurizio Sallusti è morto dopo una pesante malattia.

Maurizio Sallusti aveva figli?
Sì. Era padre di Giovanni Sallusti, giornalista di Libero, e di Laura. Era sposato con Ester e aveva due nipoti, Leonardo e Carlotta.