Ha un nome, oggi, il carabiniere scomparso ieri a Varazze: Fabrizio Ramella, originario di Biella ma da tempo residente nella cittadina ligure. Qui viveva e prestava servizio nell’Arma dei Carabinieri. La sua identità è emersa attraverso il commovente messaggio pubblicato sui social da un amico, che ha voluto ricordarlo con parole cariche di affetto e dolore.
Il ritrovamento e la tragedia che ha scosso Varazze
La dolorosa storia si è consumata nella giornata di ieri, quando il militare è stato trovato senza vita. Un episodio che ha profondamente colpito la città di Varazze, dove Fabrizio era conosciuto non solo per il suo lavoro nell’Arma, ma anche per il legame costruito negli anni con il territorio.
Il ricordo affidato ai social
A confermare l’identità del carabiniere è stato il messaggio pubblicato da un amico, che ha scelto i social network per esprimere il proprio dolore. Parole semplici ma profonde. Quelle raccontano il vuoto lasciato dalla sua improvvisa scomparsa. Un ricordo sincero, nato dall’affetto e dalla stima maturati nel tempo. Pensiero che ha raccolto numerosi messaggi di conferma e vicinanza da parte di persone che conoscevano Fabrizio. In poche ore il post è diventato un luogo virtuale di raccoglimento. Tanti vi hanno voluto lasciare un pensiero, una preghiera o un ultimo saluto.

Da Biella alla Liguria, una vita al servizio dell’Arma
Nato e cresciuto a Biella, Fabrizio aveva poi costruito la propria vita in Liguria. A Varazze aveva trovato una nuova casa, continuando il proprio percorso professionale nell’Arma dei Carabinieri, istituzione alla quale aveva dedicato il suo impegno quotidiano. Dietro l’uniforme c’era però anche una persona capace di instaurare rapporti autentici con colleghi e amici. Qualità che oggi rendono ancora più difficile accettare la sua perdita.
Il cordoglio della comunità
Nelle ultime ore numerosi messaggi di vicinanza stanno arrivando alla famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene. Il dolore non riguarda soltanto chi gli era vicino nella vita privata, ma anche i colleghi dell’Arma e l’intera comunità che oggi si stringe attorno ai suoi cari. Quando viene a mancare una persona giovane, dedita e apprezzata, il senso di smarrimento coinvolge l’intera città. Che poi si ritrova improvvisamente a fare i conti con una notizia difficile da comprendere e da accettare.
Un addio che non si accetta
In queste ore di dolore prevalgono il silenzio e il ricordo. Restano le immagini di una vita dedicata al lavoro, gli affetti costruiti nel tempo. E, soprattutto, il ricordo di una persona che molti descrivono come corretta, gentile e rispettosa.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
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