Per quasi quattro mesi il nome di Francesco Vorraro è rimasto legato a una domanda: che fine ha fatto l’imprenditore scomparso nel nulla tra Poggiomarino e Somma Vesuviana?
Ora l’inchiesta sembra aver imboccato una strada ben precisa, però. La DDA di Napoli ritiene infatti che dietro quella sparizione non ci sia stato un allontanamento volontario, anzi, si pensa proprio a un sequestro di persona conclusosi con il decesso. Nelle ultime ore sono scattati anche quattro fermi. Ma qual è la verità ?
Chi era Francesco Vorraro
Francesco era di Poggiomarino, però viveva ormai da anni a Somma Vesuviana ed era conosciuto nel territorio per la sua attività lavorativa. Poi, però, a un tratto, cambia tutto. Di lui si sono perse le tracce il 9 febbraio, quando aveva detto ai familiari che sarebbe rientrato più tardi a causa di alcuni impegni di lavoro. Eppure, non si è più né visto né sentito. Con il passare delle settimane l’assenza di notizie aveva fatto crescere l’angoscia dei parenti, che fin dall’inizio avevano pensato alle possibili piste criminali.
La svolta dell’inchiesta: quattro persone fermate
La svolta è arrivata nelle ultime ore: quattro persone sono state fermate con accuse gravissime. Gli inquirenti contestano:
- il sequestro di persona,
- la morte come conseguenza di altro reato
- e l’occultamento di cadavere.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Vorraro sarebbe stato sequestrato e successivamente sarebbe morto. Il suo corpo, però, non è stato ancora ritrovato.
L’auto abbandonata a Sarno e le immagini delle telecamere
Una delle cose più insolite riguarda la macchina di Francesco ritrovata nella zona industriale di Sarno. Poi, ovviamente, ci sono anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Proprio quelle che hanno permesso agli investigatori di ricostruire alcuni movimenti considerati particolarmente significativi. Sembra che due persone avrebbero condotto l’auto fino al luogo del ritrovamento per poi allontanarsi a bordo di un’altra macchina.
Le ricerche nelle campagne del Vesuviano
Per diverso tempo sono state fatte delle ricerche serrate: in alcune occasioni, sono stati addirittura impiegati anche mezzi meccanici per effettuare scavi e verifiche approfondite in aree ritenute di possibile interesse investigativo. Fino a questo momento, però, le ricerche non hanno consentito di individuare il corpo dell’imprenditore.
La pista economica e gli approfondimenti della DDA
Parallelamente alle attività sul territorio, la Direzione Distrettuale Antimafia ha approfondito la vita professionale dell’imprenditore e i suoi rapporti economici. Gli investigatori stanno verificando eventuali collegamenti con attività commerciali e affari che avrebbero interessato anche l’estero, in particolare la Croazia. L’obiettivo è comprendere se dietro la scomparsa possano esserci interessi economici, contrasti o altre motivazioni ancora da chiarire. Si tratta di accertamenti complessi che potrebbero contribuire a spiegare il contesto nel quale sarebbe maturata la vicenda.
Un passato giudiziario concluso con l’assoluzione
Nel corso degli anni Francesco Vorraro era finito anche al centro di un’indagine che ipotizzava rapporti con ambienti della criminalità organizzata. Tuttavia, quella vicenda si era conclusa con la sua assoluzione e con il venir meno delle accuse nei suoi confronti. Anche questo aspetto è stato preso in esame dagli investigatori nel tentativo di ricostruire ogni possibile collegamento utile a comprendere cosa sia accaduto nei giorni della sua scomparsa.
I tanti interrogativi ancora senza risposta
Nonostante la svolta rappresentata dai quattro fermi, il caso è tutt’altro che chiuso. Resta innanzitutto da capire dove si trovi il corpo di Francesco Vorraro, un elemento fondamentale sia per dare una risposta alla famiglia sia per completare il quadro investigativo. Gli inquirenti dovranno inoltre chiarire il movente che avrebbe portato al presunto sequestro e alla morte dell’imprenditore, oltre al ruolo preciso ricoperto da ciascuna delle persone fermate. Dopo mesi di silenzio e incertezza, l’inchiesta sembra finalmente aver trovato una direzione. Ma per arrivare alla verità completa sulla sorte di Francesco ci sono ancora molti tasselli da mettere insieme.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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