Negli ultimi mesi il nome di Adriano Cappellari è finito sempre più spesso al centro dell’attenzione nazionale. Cercando il suo nome sui motori di ricerca, tra le parole chiave più ricorrenti emergono infatti espressioni come “giornalista di 20 anni“, “minacciato di morte“, “attentato incendiario“, “Enego“, “don Maurizio Patriciello” e “Caivano“. Non si tratta però della notorietà che un giovane cronista vorrebbe conquistare.
Dalle radici venete al giornalismo
Venuto al mondo a Feltre quasi ventun anni fa, ha studiato all’Istituto di Istruzione Superiore “Andrea Scotton” di Bassano del Grappa e, nello stesso periodo ha iniziato anche a dedicarsi all’amata professione, collaborando con L’Altopiano e con Il Giornale di Vicenza. Mentre studiava, poi, ha sviluppato un forte interesse per i temi della legalità e della cittadinanza attiva. Sicuramente tra le esperienze più significative c’è anche il ruolo di referente del Tavolo della Legalità del Comune di Enego.
Il legame con don Maurizio Patriciello e il racconto di Caivano
Una parte importante del suo lavoro, è sicuramente quella dedicata al racconto delle vicende di Caivano e dell’attività di Maurizio Patriciello. Il sacerdote è da sempre noto per il suo impegno contro la criminalità organizzata. I suoi articoli hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione su temi delicati come il degrado, la lotta alla criminalità e le iniziative di rinascita sociale.
Le minacce di morte e la solidarietà delle istituzioni
Dopo questi eventi, dall’anno scorso, ha ricevuto diverse lettere anonime con delle minacce, e anche pesanti. In alcuni messaggi gli veniva esplicitamente chiesto di smettere di scrivere e di interrompere la propria attività giornalistica. Le minacce hanno suscitato una forte reazione in tutto il mondo dell’informazione. Infatti sono accorse numerose dimostrazioni di sostegno anche dal Sindacato Giornalisti Veneto, dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto e da esponenti istituzionali. Tutti hanno sottolineato come colpire un cronista significhi colpire il diritto dei cittadini a essere informati.
L’attentato incendiario che ha scosso il Veneto
Questa notte, poi, la vicenda ha assunto contorni ancora più gravi. Casa di Adriano è stata infatti presa di mira da un attentato incendiario. Secondo le prime ricostruzioni, ignoti avrebbero lanciato bottiglie incendiarie contro la casa lasciando anche bombole di gas nelle vicinanze. Sul posto sono intervenuti carabinieri e vigili del fuoco. Gli investigatori stanno lavorando per individuare i responsabili e chiarire il movente dell’azione.
Un cronista che non vuole fermarsi
Nonostante le minacce, anche con l’attentato di stanotte, Adriano è stato chiaro. Continuerà il proprio lavoro. Ha mostrato la propria paura e il proprio sconvolgimento per quanto accaduto, certo, ma non si è lasciato abbattere, mostrando anche la determinazione a non lasciarsi intimidire.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà.
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