Una bambina di 22 mesi, un paese intero rimasto con il fiato sospeso per giorni, una famiglia distrutta da un dolore impossibile anche solo da immaginare. Caterina non ce l’ha fatta. La piccola, rimasta gravemente ferita a Portocannone, in provincia di Campobasso, dopo essere stata investita davanti casa, è morta all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona dopo cinque giorni di lotta.
Una notizia che ha spezzato l’attesa, la speranza, le preghiere. Perché in questi giorni Portocannone non ha vissuto davvero la sua normalità : ha aspettato. Ha sperato che dal reparto di terapia intensiva arrivasse un segnale, anche minimo. Ma le condizioni della bambina erano apparse subito disperate.
Portocannone, morta Caterina
La tragedia si è consumata nella mattinata di sabato 23 maggio 2026. Caterina si trovava all’esterno dell’abitazione di famiglia, in un’area privata, quando è stata travolta da un’auto. Aveva appena 22 mesi, anche se in alcuni aggiornamenti è stata indicata come bimba di 23 mesi per l’età prossima ai due anni.
Dopo l’impatto, la corsa contro il tempo è partita immediatamente. La piccola è stata portata prima al pronto soccorso dell’ospedale San Timoteo di Termoli, dove i medici hanno compreso subito la gravità del quadro clinico. Poi la decisione del trasferimento urgente in elisoccorso verso Ancona, al Salesi, struttura pediatrica specializzata.
Da quel momento sono iniziati cinque giorni di attesa durissima. Medici, familiari, amici, vicini di casa: tutti appesi alla stessa speranza. Ma le ferite riportate nell’incidente erano troppo gravi.
L’incidente davanti casa
Secondo le prime ricostruzioni, Caterina sarebbe stata investita accidentalmente dall’auto di famiglia durante una manovra in retromarcia. Il padre, alla guida del mezzo, non si sarebbe accorto della presenza della bambina.
Il dramma sarebbe avvenuto davanti casa, in un momento ordinario diventato in pochi secondi una tragedia. Una scena familiare, quotidiana, di quelle che nessuno immaginerebbe mai possano trasformarsi in un incubo.
La dinamica precisa resta comunque al vaglio degli inquirenti.
I soccorsi e il Salesi
Dopo l’incidente, il padre avrebbe soccorso subito la figlia. La bambina è stata accompagnata d’urgenza al San Timoteo di Termoli, dove è arrivata in condizioni critiche.
I medici hanno prestato le prime cure e disposto il trasferimento in elicottero all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona. Un passaggio necessario, vista la delicatezza del caso e la gravità dei traumi.
Caterina avrebbe riportato ferite molto serie, tra cui un grave trauma cranico e traumi che hanno coinvolto anche altre parti del corpo. Il quadro clinico è rimasto estremamente complesso sin dalle prime ore.
Per cinque giorni la piccola è rimasta ricoverata in condizioni disperate. Poi, giovedì 28 maggio 2026, è arrivata la notizia che nessuno voleva ricevere: Caterina è morta.
Le indagini
Sull’incidente sono in corso gli accertamenti coordinati dalla Procura di Larino. A occuparsi delle verifiche è anche la Polizia di Termoli, chiamata a ricostruire con precisione cosa sia accaduto quella mattina.
Nei giorni successivi all’incidente sono stati ascoltati i genitori della bambina e altre persone del paese. In una prima fase si procedeva nei confronti del padre per lesioni colpose. Dopo la morte della piccola, il quadro investigativo potrebbe essere aggiornato in base agli sviluppi dell’inchiesta.
Non c’è, al momento, alcun elemento che trasformi il fatto in qualcosa di diverso da un drammatico incidente familiare. Ma sarà il lavoro degli inquirenti a chiarire ogni passaggio.
Ed è proprio qui che serve attenzione: parlare di questa vicenda significa raccontare una tragedia, non cercare colpe prima che siano accertate. C’è una bambina morta. C’è una famiglia distrutta. C’è un padre che dovrà convivere con un dolore enorme.
Il paese sotto shock
Portocannone è un piccolo centro del Molise, uno di quei paesi dove le notizie non restano mai lontane. Arrivano in piazza, passano tra le case, entrano nelle famiglie. E questa volta hanno colpito tutti.
La vicenda di Caterina ha scosso profondamente la comunità . Nei giorni del ricovero, il pensiero del paese era rivolto alla bambina e alla sua famiglia. Anche la Carrese, la tradizionale corsa dei carri trainati dai buoi, è stata vissuta in un clima diverso, senza la leggerezza della festa.
Il sindaco Francesco Gallo aveva annullato i festeggiamenti serali legati alla Carrese, in segno di rispetto e vicinanza alla famiglia. Un gesto che racconta bene il clima di quei giorni: non una semplice notizia di cronaca, ma una ferita collettiva.
Un dolore senza parole
Ci sono notizie che si leggono e si dimenticano. Questa no. Perché una bambina di 22 mesi dovrebbe avere davanti solo giochi, passi incerti, parole nuove, braccia che la sollevano. Non un reparto di terapia intensiva. Non cinque giorni di agonia. Non un paese intero costretto a sperare in un miracolo.
La morte di Caterina lascia Portocannone in silenzio. Un silenzio pieno, pesante, fatto di incredulità e rispetto. La sua storia entra in quella zona della cronaca dove le parole sembrano sempre poche, e forse lo sono davvero.
Resta il dolore di una famiglia. Resta l’abbraccio di una comunità . Restano le indagini, necessarie, per ricostruire ogni dettaglio. E resta il nome di una bambina piccolissima, Caterina, che per cinque giorni ha tenuto un intero paese con il cuore sospeso.
FAQ
Quanti anni aveva Caterina, la bimba morta a Portocannone?
Caterina aveva 22 mesi. In alcuni aggiornamenti è stata indicata anche come bimba di 23 mesi, probabilmente perché era vicina al compimento dei due anni.
Dov’è avvenuto l’incidente?
L’incidente è avvenuto a Portocannone, in provincia di Campobasso, davanti o nell’area privata dell’abitazione di famiglia.
Dov’è morta la bambina?
La piccola è morta all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona, dove era stata trasferita in elisoccorso dopo il primo intervento al San Timoteo di Termoli.
Chi guidava l’auto?
Secondo le prime ricostruzioni, l’auto sarebbe stata guidata dal padre durante una manovra in retromarcia. La dinamica precisa resta al vaglio degli inquirenti.
Il cognome di Caterina è stato diffuso?
No.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






