Massimo Desideri morto schiacciato dal trattore a 65 anni: Larciano piange il titolare di Utilplastic e La Cavallina

Daniela Devecchi

La morte di Massimo Daniele Desideri, 65 anni, imprenditore molto conosciuto a Larciano, ha lasciato sgomenta una comunità abituata a vederlo tra azienda, campi, olivi e lavoro quotidiano.

Desideri è stato trovato senza vita nei terreni legati alla sua azienda agricola, La Cavallina, in zona via Santa Lucia, schiacciato dal trattore che stava utilizzando. Una scena terribile, arrivata all’improvviso, in una mattina che per chi lo conosceva doveva essere come tante altre. E invece no. Da lì, in poche ore, la notizia si è diffusa ovunque: Massimo Desideri è morto.

Tragedia a Larciano

La prima ricostruzione parla di un trattore ribaltato. Il mezzo agricolo, per cause ancora da chiarire, si sarebbe rovesciato mentre Desideri si trovava nei campi. L’impatto non gli avrebbe lasciato scampo.

A dare l’allarme sarebbe stato un dipendente della Utilplastic, preoccupato perché il titolare non era arrivato al lavoro. Un’assenza strana, insolita, abbastanza da spingerlo a cercarlo. È stato così che è avvenuto il ritrovamento.

Sul posto sono arrivati 118, Vigili del Fuoco e Carabinieri. I soccorritori, però, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Le ferite riportate nel ribaltamento del mezzo erano troppo gravi.

La dinamica

La dinamica esatta resta al vaglio degli accertamenti. Il trattore potrebbe essersi ribaltato durante un intervento nei campi, forse mentre Desideri stava sistemando un terreno vicino alla sua abitazione o all’azienda agricola. Secondo le prime informazioni, il mezzo potrebbe essere stato usato nella mattina stessa oppure nella serata precedente.

Un dettaglio, questo, che rende ancora più dolorosa la vicenda: non ci sarebbe stato nessuno vicino a lui nel momento dell’incidente. Quando è stato trovato, Massimo Desideri era già privo di vita.

Nelle prime ore è emerso anche che sulla salma non sarebbe prevista l’autopsia. La tragedia, secondo alcune ricostruzioni, potrebbe essere inquadrata non come incidente sul lavoro in senso stretto, ma come incidente avvenuto in ambito privato o domestico.

Chi era Massimo Desideri

Massimo Daniele Desideri aveva 65 anni ed era una figura molto nota nel tessuto produttivo pistoiese. A Larciano il suo nome era legato soprattutto alla Utilplastic Srl, azienda storica del territorio specializzata nella produzione di articoli in plastica per la casa, la pulizia, il bagno, il giardinaggio e altri usi quotidiani.

Non era però soltanto “l’imprenditore della plastica”. Desideri era anche l’anima dell’azienda agricola La Cavallina, dove aveva portato avanti una produzione di olio extravergine biologico riconosciuta e premiata.

Due mondi diversi, almeno in apparenza: da una parte l’industria, dall’altra gli olivi. In realtà, nel suo percorso, sembravano tenersi insieme con una stessa idea di fondo: fare le cose bene, con cura, senza improvvisare.

Utilplastic

La storia della Utilplastic affonda le radici nel lavoro della famiglia Desideri. L’interesse per la lavorazione della plastica nasce già nel 1959 con il padre, Giampiero Desideri. Dieci anni dopo prende forma l’azienda, diventata nel tempo una realtà produttiva conosciuta a Larciano e nel distretto dei casalinghi.

Utilplastic è cresciuta puntando su articoli domestici, accessori per la pulizia, bacinelle, secchi, portascopini, cestini, scolapiatti, vasi e sottovasi. Un catalogo fatto di oggetti semplici, quotidiani, quelli che si trovano nelle case di tutti. Ma dietro quella normalità c’era un’impresa con impianti moderni, produzioni personalizzate e una lunga attenzione anche al tema del riciclo.

Negli anni l’azienda ha sviluppato anche la linea Utilgreen, collegata all’uso di plastiche riciclate, e progetti legati a materiali biodegradabili. Un passaggio non secondario per chi, come Desideri, lavorava in un settore spesso guardato con sospetto ma sempre più chiamato a misurarsi con sostenibilità, innovazione e responsabilità ambientale.

La Cavallina

Poi c’era La Cavallina. E qui il racconto cambia ritmo. Perché La Cavallina non era solo una seconda attività: era un pezzo molto personale della vita di Massimo Desideri.

L’azienda agricola si trova a Larciano, sulle pendici del Montalbano, in un podere conosciuto anche come Podere Tramontana. Qui Desideri aveva costruito una produzione di olio extravergine biologico basata su circa mille piante di olivo, molte delle quali secolari.

Il suo olio non era rimasto confinato al territorio. La Cavallina aveva ottenuto riconoscimenti da guide e concorsi importanti, con citazioni legate a Gambero Rosso, Slow Food, premi nazionali e risultati internazionali. Tra i traguardi più significativi, anche la valorizzazione della cultivar Arancino, una varietà tipica del Montalbano che Desideri aveva contribuito a recuperare e raccontare.

I riconoscimenti

Negli ultimi anni La Cavallina aveva consolidato il suo profilo nel mondo dell’extravergine di qualità. Gli oli dell’azienda erano stati premiati e segnalati in guide di settore, con risultati che avevano portato il nome di Larciano anche fuori dall’Italia.

La produzione comprendeva oli monovarietali e multivarietali, con attenzione alla raccolta, alla spremitura a freddo e alla tracciabilità. Desideri aveva trasformato quella che poteva sembrare una semplice azienda agricola in un progetto identitario, quasi culturale: non solo vendere olio, ma raccontare un territorio.

E forse è anche per questo che la sua morte pesa tanto. Perché non riguarda soltanto un imprenditore, ma una persona che aveva legato il proprio nome a un’idea molto concreta di qualità.

Confartigianato

Massimo Desideri era conosciuto anche nel mondo associativo. In Confartigianato aveva ricoperto incarichi importanti nel settore chimica, gomma e plastica, sia a livello territoriale sia in ambito più ampio.

Nel corso degli anni era intervenuto su temi centrali per le imprese: costo delle materie prime, rincari energetici, difficoltà della produzione, contratti di settore. Non era una presenza marginale. Era uno di quelli che conoscevano bene il lavoro d’impresa perché lo vivevano ogni giorno, tra problemi reali, dipendenti, investimenti, mercati e scelte difficili.

Chi lo ha ricordato nelle ore successive alla morte ha parlato di un uomo competente, misurato, molto legato al territorio. Un imprenditore capace di muoversi tra azienda, rappresentanza e agricoltura senza perdere il contatto con la sua comunità.

Il dolore

A Larciano la notizia ha provocato sgomento e incredulità. La morte di Desideri è arrivata come un colpo improvviso, lasciando senza parole chi lo conosceva per lavoro, amicizia o semplice vicinanza di paese.

Il cordoglio ha attraversato il mondo produttivo pistoiese, i collaboratori, gli ambienti artigiani e agricoli. In tanti lo hanno ricordato come una figura concreta, appassionata, profondamente legata alle sue attività.

Ci sono vite che si raccontano con i comunicati. Altre, invece, si capiscono dai luoghi che lasciano: una fabbrica, un podere, un campo di olivi, una scrivania rimasta vuota, un trattore fermo dove non avrebbe mai dovuto fermarsi.

Massimo Desideri lascia questo: un vuoto nel lavoro, nella terra e nella memoria di Larciano.

FAQ

Chi era Massimo Desideri?
Massimo Daniele Desideri era un imprenditore di Larciano, in provincia di Pistoia. Aveva 65 anni ed era titolare della Utilplastic Srl e dell’azienda agricola La Cavallina.

Com’è morto Massimo Desideri?
È morto dopo essere rimasto schiacciato sotto un trattore ribaltato nei terreni collegati alla sua azienda agricola a Larciano.

Dov’è avvenuta la tragedia?
La tragedia è avvenuta a Larciano, nella zona di via Santa Lucia, nei pressi dell’azienda agricola La Cavallina.

Che cos’è Utilplastic?
Utilplastic è un’azienda di Larciano specializzata nella produzione di articoli in plastica per la casa, la pulizia, il bagno e il giardinaggio. La storia familiare nel settore nasce nel 1959.

Che cos’è La Cavallina?
La Cavallina è l’azienda agricola di Massimo Desideri, conosciuta per la produzione di olio extravergine biologico sulle pendici del Montalbano, con circa mille piante di olivo.