Oltre un milione di lavoratori del comparto scuola sta aspettando. Docenti, personale ATA, ricercatori, dipendenti AFAM — tutti in attesa di vedere comparire sul cedolino NoiPA una cifra che in molti casi supera i mille euro. Gli arretrati del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 sono stati promessi entro l’estate, ma la strada per arrivarci è più tortuosa del previsto.
La FLC CGIL ha alzato la voce in queste ore, denunciando che i controlli amministrativi si stanno trascinando troppo a lungo. Ritardi non più sostenibili, secondo il sindacato, per lavoratori che aspettano un adeguamento contrattuale che copre mesi già trascorsi senza aumento.
Com’è nata questa storia: il contratto firmato il 1° aprile
Tutto parte dalla firma dell’ipotesi di accordo economico sul CCNL 2025-2027, sottoscritta all’unanimità il 1° aprile 2026 all’ARAN da tutti i sindacati rappresentativi: FLC CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA e ANIEF. Un accordo che riguarda circa 1,3 milioni di lavoratori tra scuola, università, AFAM ed enti di ricerca.
L’intesa prevede aumenti strutturali di circa 143 euro lordi mensili per i docenti e 137 euro medi per l’intero comparto, distribuiti in tre tranche: gennaio 2025, gennaio 2026 e gennaio 2027. Il ministro Valditara ha parlato di «risultato storico», ricordando che sommando i tre contratti consecutivi del periodo 2019-2027 il comparto docente accumula aumenti per circa 412 euro mensili. Numeri importanti sulla carta. Il problema è quando arrivano davvero in busta paga.
Perché gli arretrati non sono ancora stati pagati
La firma del 1° aprile non era quella definitiva. Era un’ipotesi di accordo, che deve completare un iter preciso prima di produrre effetti economici reali: verifica di compatibilità finanziaria da parte della Ragioneria Generale dello Stato, passaggi governativi, e infine la certificazione della Corte dei Conti, che richiede mediamente dai 30 ai 45 giorni lavorativi dalla firma dell’ipotesi. Solo dopo il recepimento del decreto di autorizzazione alla spesa i sistemi di NoiPA potranno avviare il calcolo su oltre un milione di posizioni individuali.
È proprio in questa fase che si è inceppato qualcosa. La FLC CGIL denuncia che i controlli stanno procedendo troppo lentamente, e che questo rischia di far slittare il pagamento oltre la data obiettivo — che i sindacati avevano fissato entro giugno 2026, in tempo utile soprattutto per i docenti e il personale ATA in uscita dal 1° settembre, che potrebbero così ottenere il ricalcolo dell’assegno pensionistico già sulla base degli importi aggiornati.
Le proiezioni più prudenti spostano adesso la finestra di pagamento a luglio 2026, con possibilità di ulteriori slittamenti in caso di rallentamenti tecnici.
Quanto spetta: gli importi stimati per profilo
Gli arretrati coprono il periodo gennaio 2025 – giugno 2026, ovvero i mesi già trascorsi senza l’adeguamento contrattuale. Le cifre variano in base al profilo e all’anzianità di servizio.
Per i docenti la forchetta ARAN va da circa 815 euro lordi per le fasce iniziali fino a circa 1.250 euro lordi per le posizioni senior. La media di comparto si attesta intorno agli 800 euro lordi. Per la secondaria di secondo grado nelle fasce più alte si può arrivare attorno ai 1.168 euro lordi.
Per il personale ATA gli importi variano in base al profilo — collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, funzionari — con la stessa forchetta di riferimento tra 815 e 1.250 euro lordi.
Attenzione: si tratta di cifre lorde. Il netto in busta paga sarà inferiore, perché sugli arretrati si applica la tassazione separata, che varia in base alla posizione fiscale del singolo lavoratore. Il dato definitivo sarà visibile solo nel cedolino NoiPA al momento dell’elaborazione.
Come controllare il pagamento su NoiPA
Una volta completato l’iter e avviata l’elaborazione, gli arretrati potrebbero comparire nel cedolino ordinario oppure in una lavorazione separata. Il consiglio è monitorare la sezione «Consultazione pagamenti» nell’area riservata del portale NoiPA, dove potrebbero comparire informazioni su emissioni straordinarie o accrediti separati rispetto allo stipendio mensile.
Chi ha dubbi su importi, periodi di riferimento o calcoli specifici può rivolgersi all’amministrazione scolastica di competenza o al proprio sindacato di riferimento.
FAQ
Quando arrivano gli arretrati dei docenti 2026? L’obiettivo dichiarato dai sindacati era giugno 2026, ma i ritardi nei controlli amministrativi rendono più probabile un pagamento tra luglio e l’estate. Non c’è ancora una data ufficiale confermata.
A quanto ammontano gli arretrati docenti 2026? Le stime ARAN indicano una forchetta tra circa 815 e 1.250 euro lordi, con una media di comparto intorno agli 800 euro. Il netto in busta paga sarà inferiore per via della tassazione separata applicata sugli arretrati.
Gli arretrati riguardano anche il personale ATA? Sì. Il CCNL 2025-2027 interessa circa 1,3 milioni di lavoratori tra docenti, personale ATA, ricercatori e dipendenti AFAM. Gli importi variano in base al profilo professionale e all’anzianità di servizio.
Perché il contratto non è ancora definitivo? La firma del 1° aprile 2026 era un’ipotesi di accordo. Prima della firma definitiva sono necessari la verifica della Ragioneria Generale dello Stato, i passaggi governativi e la certificazione della Corte dei Conti, che richiede mediamente 30-45 giorni lavorativi.
Dove trovo gli arretrati nel cedolino NoiPA? Monitorare la sezione «Consultazione pagamenti» nell’area riservata NoiPA. Gli arretrati potrebbero comparire nel cedolino ordinario o in una lavorazione separata.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






