730 precompilato 2026, la CGIL lancia l’allarme: milioni di dichiarazioni con dati sbagliati

Serena Comito

730 precompilato 2026, la CGIL lancia l'allarme: milioni di dichiarazioni con dati sbagliati

Apri il 730 precompilato, tutto sembra a posto, clicchi su invia. E invece hai appena perso centinaia di euro di rimborso a cui avevi diritto. Senza saperlo. È questo il rischio concreto che stanno denunciando la CGIL e i principali centri di assistenza fiscale in questi giorni — e non è una questione marginale, perché i numeri sono pesanti.

Secondo i dati raccolti dai principali CAF, oltre il 40% delle dichiarazioni precompilate 2026 contiene dati sbagliati, incompleti o mancanti. Non tutte si traducono in un blocco immediato, ma molte richiedono correzioni prima dell’invio. Il problema è che la maggior parte dei contribuenti non se ne accorge.

Da dove vengono gli errori: la colpa è delle CU INPS

La radice del problema è tecnica ma le conseguenze sono molto concrete. Il 730 precompilato 2026 in molti casi presenta errori dovuti a un calcolo sbagliato delle somme che concorrono alla formazione del reddito nelle Certificazioni Uniche 2026. Il risultato, nella peggiore delle ipotesi, è un rimborso non riconosciuto.

A scatenare tutto è stato il nuovo taglio del cuneo fiscale. Circa 2 milioni di CU trasmesse dall’INPS contenevano dati errati: classificazioni sbagliate delle indennità, importi incoerenti nella casella 718. Un errore di sistema, non del singolo contribuente — ma che ricade sul singolo contribuente se non viene intercettato in tempo.

La CGIL ha segnalato il problema al MEF in una nota formale, e l’Agenzia delle Entrate ha risposto precisando che in molti casi sono già pervenute Certificazioni rettificate e che molte dichiarazioni precompilate sono già state corrette. Ma il punto è: quante no?

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Chi rischia di più

Non tutti sono esposti allo stesso modo. Tra marzo e aprile 2026 sono stati segnalati casi di errori nelle comunicazioni INPS e nel caricamento dei dati delle casse private e degli enti di settore, con interventi urgenti per aggiornare oltre due milioni di documenti fiscali.

Le categorie più a rischio sono precise. I lavoratori che accettano un modello con CU non aggiornata si trovano con accrediti inferiori o addirittura conguagli a debito. I contribuenti con più CU rischiano duplicazioni o omissioni di detrazione, specialmente in caso di cambio datore di lavoro o periodo di disoccupazione nel corso dell’anno. Per i collaboratori sportivi e i volontari, un errore nella CU — come un’esenzione non applicata o rimborsi spese impropriamente inseriti — può generare sanzioni e ricalcoli pesanti, fino al mancato riconoscimento dell’esenzione.

Il blocco che ha fermato migliaia di contribuenti

Nelle ultime settimane, molti si sono trovati davanti a un messaggio inatteso: dichiarazione in fase di revisione, impossibile modificare o inviare. La rielaborazione dei dati ha portato di fatto a un blocco della possibilità di visualizzare, modificare e inviare la dichiarazione tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia non ha comunicato tempistiche precise. Dalle segnalazioni raccolte dai CAF, il blocco dovrebbe essere temporaneo — qualche giorno al massimo — in attesa che il sistema completi la rielaborazione dei dati rettificati. Nel frattempo chi è bloccato non può fare nulla di più che aspettare. Non serve chiamare il CAF per questo specifico problema, non serve andare fisicamente in un ufficio: il blocco è sistemico e si risolverà automaticamente quando l’elaborazione sarà completata.

Cosa fare prima di inviare

Il consiglio che arriva da tutti i commercialisti in questo momento è uno solo: non fidarsi ciecamente di quello che il sistema ha precompilato. Modificare anche solo una cifra può innescare meccanismi di verifica automatica, con richieste di chiarimenti e rischi di accertamenti che non tutti conoscono a fondo.

Prima di inviare vale la pena verificare la propria CU nell’area personale INPS — controllare che i dati coincidano con quelli riportati nel 730, e in caso di incongruenze rivolgersi al proprio CAF o a un commercialista. C’è ancora tempo: la scadenza per l’invio è il 30 settembre 2026, e chi presenta entro giugno riceve comunque il rimborso in estate.

FAQ

Perché il mio 730 precompilato 2026 è bloccato? La dichiarazione potrebbe essere in fase di rielaborazione automatica da parte dell’Agenzia delle Entrate, probabilmente a causa degli errori nelle CU INPS 2026. Il blocco è temporaneo e si risolve automaticamente senza che il contribuente debba fare nulla.

Come faccio a sapere se il mio 730 ha errori nelle CU? Accedi all’area riservata INPS e verifica la tua Certificazione Unica 2026. Controlla che i dati — in particolare quelli relativi al taglio del cuneo fiscale — coincidano con quelli riportati nel 730 precompilato.

Cosa rischio se invio il 730 con dati sbagliati? Rischi di ricevere un rimborso inferiore a quello a cui hai diritto, o addirittura un conguaglio a debito. In alcuni casi, correggere dopo l’invio può attivare controlli formali da parte dell’Agenzia.

Quando scade il 730 precompilato 2026? Il termine ultimo è il 30 settembre 2026. Chi invia entro maggio o giugno riceve il rimborso già in estate.