È morto Carmelo Zappulla: addio alla voce di “Pover’ammore”

Serena Comito

È morto Carmelo Zappulla: addio alla voce di "Pover'ammore"

Se ne è andato Carmelo Zappulla. Il cantante e attore neomelodico, voce tra le più amate della tradizione partenopea, è morto. Aveva 70 anni. I dettagli sulla sua scomparsa sono ancora in fase di conferma, e nelle prossime ore arriveranno comunicazioni ufficiali dalla famiglia. La notizia ha già cominciato a girare tra colleghi e fan, lasciando un vuoto enorme in quel mondo della musica napoletana che lui aveva contribuito a costruire.

Chi era Carmelo Zappulla

Nato a Siracusa il 7 novembre 1955, Carmelo Zappulla era siciliano di nascita ma napoletano nell’anima. Si trasferì a Napoli a 24 anni e lì trovò la sua dimensione, la sua voce, la sua storia. Napoli lo adottò — e lui ricambiò per tutta la vita.

Il grande salto arrivò nel 1979 con Pover’ammore, brano scritto da Nino D’Angelo e portato per la prima volta sul palco da Mario Trevi. Tre mesi dopo Zappulla lo incise, e successe qualcosa di raro: vendette un milione e mezzo di copie. Trevi, di fronte a quel successo straordinario, scelse di non eseguire più il brano. Lo lasciò a Zappulla. Un gesto che disse tutto sull’impatto che quella canzone aveva avuto, e su quanto fosse diventata sua.

Da quel momento in poi fu tutta una corsa. Il brano finì a teatro, in una sceneggiata scritta da Alberto Sciotti, e poi nel 1983 arrivò al cinema con la regia di Vincenzo Salviani — primo film di una carriera da attore che si sarebbe intrecciata continuamente con quella da cantante. Seguirono Pronto… Lucia (1982), Laura… a 16 anni mi dicesti sì e Zampognaro innamorato, entrambi del 1983, con nomi storici come Giacomo Rondinella e Angela Luce.

La latitanza, il processo e l’assoluzione

La vita di Zappulla non fu solo palcoscenico. Agli inizi degli anni Novanta venne accusato di essere il mandante dell’omicidio dell’amante della madre, morta l’anno prima. Una vicenda che lo travolse completamente. Rimase latitante per tre anni — tre anni di fuga, di silenzio, di paura — prima di essere arrestato. Il 22 luglio 1996 arrivò l’assoluzione. Innocente.

Di quella esperienza scrisse nel 1998 un libro autobiografico, Quel ragazzo della Giudecca. Un artista alla sbarra, che nel 2015 divenne anche un film — Il ragazzo della Giudecca — diretto da Alfonso Bergamo, con un cast che includeva Tony Sperandeo, Franco Nero e Giancarlo Giannini. Un progetto in cui Zappulla riversò tutto: la rabbia, la paura, e alla fine il riscatto.

La salute, gli ultimi anni, l’affetto che non è mai mancato

Il suo cuore aveva già dato segnali preoccupanti. Nel giugno 2008 era stato ricoverato d’urgenza al Secondo Policlinico di Napoli per un attacco cardiaco. Poi, l’11 novembre 2018, il momento più critico: un infarto intestinale lo portò in coma farmacologico alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno. I medici dissero che se non fosse stato operato immediatamente non ce l’avrebbe fatta. Uscì da quella battaglia anche allora, circondato dall’affetto di colleghi e fan che sui social non smisero mai di scrivere «forza Carmelo, non mollare». Nel 2015 aveva pubblicato l’album Mia con Gianni Fiorellino, continuando a girare, a cantare, a portare la sua voce in Germania, negli Stati Uniti, ovunque ci fosse un pezzo di comunità italiana che voleva ascoltarlo.

Lascia il figlio Luca e un mondo che lo piange.

FAQ

Quanti anni aveva Carmelo Zappulla? 70 anni. Era nato a Siracusa il 7 novembre 1955.

Qual è la canzone più famosa di Carmelo Zappulla? Pover’ammore, scritta da Nino D’Angelo nel 1979. Vendette un milione e mezzo di copie e divenne il brano simbolo della sua carriera.

Carmelo Zappulla era di Napoli? No, era nato a Siracusa ma si era trasferito a Napoli a 24 anni. La città lo adottò e lui è rimasto per sempre legato al mondo neomelodico partenopeo.

Carmelo Zappulla ha fatto film? Sì. Ha esordito al cinema nel 1983 con Pover’ammore e ha girato diversi film nella tradizione della sceneggiata napoletana. Nel 2015 è uscito Il ragazzo della Giudecca, con Franco Nero e Giancarlo Giannini.