Morto Gianvito Pascullo: la famiglia chiede giustizia per il 17enne scomparso dopo l’operazione al San Paolo di Bari, il ragazzo aveva avuto un incidente, l’appello della madre Crescenza Liantonio

Giorgia Tedesco

C’è una domanda che da settimane tormenta la famiglia di Gianvito Pascullo: cosa è successo davvero quella notte in ospedale? Da quando il 17enne di Palo del Colle è morto improvvisamente, il dolore si è trasformato in una richiesta forte e precisa. Si vuole la verità. Il ragazzo era stato operato dopo un incidente avvenuto nel giorno di Pasquetta, perché aveva riportato una frattura alla tibia. Le operazioni, però, almeno da quanto sembrava, erano andate bene. Poi, quella notte, il suo cuore ha smesso di battere.

L’inchiesta sulla morte

Ad oggi, quel che è noto, è che la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo in ambito medico. Si continua a tentare, disperatamente, di ricostruire tutto ciò che sia potuto accadere. Si ascoltano dunque medici, infermieri e personale sanitario. Tra le possibilità ci sarebbe anche quella di un possibile errore nella somministrazione di un farmaco visto che, dalle informazioni emerse finora, Gianvito avrebbe chiesto un antidolorifico dopo il secondo intervento chirurgico. Poco dopo, però, le sue condizioni sarebbero precipitate improvvisamente fino all’arresto cardiaco.

Il dolore della madre

A rompere il silenzio è stata soprattutto la madre di Gianvito, Crescenza Liantonio, che in diverse occasioni ha raccontato il dolore immenso vissuto dalla famiglia. Parole cariche di sofferenza, quelle della donna, che ha descritto la sensazione di sentirsi “sopravvissuti” dopo una perdita così devastante.

La madre ha ricordato Gianvito come un ragazzo pieno di vita, legato agli amici, alla scuola e ai suoi sogni. Frequentava il Marconi-Hack di Bari, amava lo sport e guardava al futuro con entusiasmo. Dopo il ricovero aveva persino iniziato a interessarsi al lavoro dei fisioterapisti che lo stavano seguendo, immaginando un domani in quel mondo. Per questo, per la famiglia, accettare quanto accaduto è ancora più difficile. “Non si può morire così”, ripetono i parenti, chiedendo che venga fatta piena luce sulla vicenda.

La vicinanza della comunità

Intorno alla famiglia si è stretta tutta la comunità di Palo del Colle. In paese, ma anche sui social, in tanti hanno voluto ricordare Gianvito con messaggi, fotografie e parole di affetto. È nata anche una mobilitazione con l’hashtag “Verità per Gianvito”, condiviso da amici, compagni di scuola e cittadini. Nella scuola frequentata dal ragazzo è stato osservato un minuto di silenzio davanti al suo banco, rimasto vuoto ma riempito di lettere, fiori e pensieri. Anche gli amici del mondo sportivo hanno organizzato momenti di raccoglimento per ricordarlo. Nel frattempo la famiglia continua ad aspettare risposte. Perché dietro l’inchiesta, gli esami e le verifiche, resta soprattutto il vuoto lasciato da un ragazzo di 17 anni che aveva ancora tutta la vita davanti.