Giorgio Bartoletti è un’istituzione. Non è semplicemente un uomo. E’ stato ciò che più si addice e rappresenta un servitore dello Stato. La sua carriera è stata lunga e ricca di incarichi importanti, ma ciò che colpisce di più è il suo amore smisurato per lo sport. Raccontiamo insieme la sua straordinaria vita.
Biografia di Giorgio Bartoletti
Erano da poco passati gli anni Cinquanta quando nacque a Terni, in una famiglia in cui ancora venivano insegnati l’impegno e la responsabilità . Dopo gli studi all’indirizzo economico-finanziario, entrò nella Guardia di Finanza: corpo che da lì in poi diventerà proprio casa per Giorgio. E non solo, sarà la rampa di lancio per una carriera dove ogni scalino avrebbe comportato ruoli sempre più importanti.
Una carriera d’eccezione
Nel corso degli anni ha lavorato in molte città italiane, alcune fra le più belle capitali che abbiamo. Pensiamo a Torino, Milano, Firenze, Lecce, Trento e Bari. Ogni città ha portato con sé un’insegnamento, permettendogli, grazie alla conoscenza di tutte quelle realtà , di maturare una grande esperienza. Lavorativa, certo, ma soprattutto, umana. Oltre a lavorare sul posto, si è distinto anche presso il Comando Generale della Guardia di Finanza, l’Accademia e la Scuola di Polizia Tributaria. Ha lavorato inoltre presso il Ministero della Difesa e il Ministero dell’Interno, occupandosi di compiti delicati e di grande responsabilità .
L’arrivo nelle Fiamme Gialle
Uno dei momenti più importanti della sua carriera arriverà dodici anni or sono, quando verrà nominato comandante del Centro Sportivo delle Fiamme Gialle. Quello è stato forse il suo più grande amore da lì in avanti. Non è mica roba da poco, anzi, è un incarico molto prestigioso. Come molti sapete il gruppo sportivo della Guardia di Finanza è da anni una delle realtà più importanti italiane, e non è un caso che tantissimi campioni olimpici e mondiali abbiano indossato la divisa delle Fiamme Gialle. Gli anni della sua guida coincisero anche con importanti successi sportivi. Alle Olimpiadi di Rio de Janeiro di ben dieci anni fa, gli atleti delle Fiamme Gialle conquistarono diverse medaglie. Proprio grazie alla sua guida. Contribuendo ai risultati dell’Italia a livello internazionale.
Il passaggio del testimone: commozione e onore
E fu proprio in quell’anno che si concluse il suo incarico alla guida del Centro Sportivo della Guardia di Finanza. Regalò un ricordo positivo sia dal punto di vista professionale che umano, con una storia che è un perfetto esempio di dedizione, lavoro duro e fede nei valori più umani che esistano. Ancora oggi il generale viene ricordato come un uomo capace di unire competenza e umanità , qualità che gli hanno permesso di ottenere la stima di colleghi, atleti e collaboratori durante tutta la sua lunga carriera.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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