Chi era Massimo Di Marco, morto a quasi 92 anni: il giornalista che inventò la Valanga Azzurra, fondò Sciare e raccontò lo sci italiano

Daniela Devecchi

Chi era Massimo Di Marco, morto a quasi 92 anni: il giornalista che inventò la Valanga Azzurra, fondò Sciare e raccontò lo sci italiano

C’è una frase che, da sola, basta a riaprire un pezzo enorme di sport italiano: Valanga Azzurra. Dietro quelle due parole, diventate leggenda, c’era anche lui: Massimo Di Marco, giornalista sportivo, firma storica, fondatore della rivista Sciare e voce capace di raccontare lo sci con una competenza rara, quasi artigianale.

Massimo Di Marco è morto a quasi 92 anni, lasciando un vuoto profondo nel mondo dello sport e del giornalismo. Non era soltanto un cronista. Era uno di quelli che una storia la sapeva guardare prima degli altri, coglierne il peso, trasformarla in memoria collettiva.

Chi era Massimo Di Marco

Massimo Di Marco è stato un giornalista sportivo italiano tra i più importanti nel racconto dello sci alpino. Per anni ha seguito gare, campioni, imprese e trasformazioni di uno sport che in Italia, anche grazie alla sua penna, è diventato molto più popolare.

Il suo nome è legato alla Gazzetta dello Sport, ma soprattutto a Sciare, la rivista che fondò e che per decenni è stata un punto di riferimento per appassionati, atleti, tecnici e addetti ai lavori.

Di Marco apparteneva a una generazione di giornalisti abituata a studiare, viaggiare, osservare. Non si limitava al risultato della gara. Raccontava il contesto, le tensioni, i dettagli tecnici, le persone dietro i campioni. Ed è forse proprio questa la parte che oggi colpisce di più: aveva uno sguardo lungo.

Massimo Di Marco morto

La notizia della morte di Massimo Di Marco ha colpito il mondo dello sci italiano. Il giornalista si è spento a quasi 92 anni, dopo una vita passata tra redazioni, piste, archivi, libri e passioni personali.

I funerali sono previsti per giovedì 28 maggio 2026 alle ore 11, nella chiesa di Santa Croce, in via Sidoli 8 a Milano.

La Valanga Azzurra

Il nome di Massimo Di Marco resterà per sempre associato alla Valanga Azzurra, una delle espressioni più celebri nella storia dello sport italiano.

Tutto nasce dopo il 7 gennaio 1974, quando a Berchtesgaden, in Germania, l’Italia dello sci alpino firma un’impresa quasi irreale: cinque azzurri ai primi cinque posti nello slalom gigante. Davanti a tutti Piero Gros, poi Gustavo Thöni, Erwin Stricker, Helmuth Schmalzl e Tino Pietrogiovanna.

Cinque italiani davanti a tutti. Una scena potentissima.

E come la racconti una cosa così? Di Marco trovò l’immagine giusta. Non una semplice vittoria, non una giornata fortunata, non un dominio qualunque. Una valanga. Azzurra, naturalmente.

Da lì nacque una formula entrata nella lingua dello sport: Valanga Azzurra. Breve, visiva, perfetta. Ancora oggi, a distanza di oltre cinquant’anni, basta pronunciarla per evocare una generazione di campioni e un’epoca in cui lo sci italiano sembrava davvero travolgere tutto.

Fondatore di Sciare

Nel 1966 Massimo Di Marco fondò Sciare, rivista destinata a diventare una vera istituzione per gli amanti della neve e dello sci alpino.

Non era solo un giornale tecnico. Era un luogo di racconto, memoria, analisi. Dentro quelle pagine sono passati campioni, stagioni sportive, rivoluzioni nei materiali, cambiamenti nel modo di vivere la montagna.

Di Marco diresse la rivista per molti anni, fino al 2001, costruendo un archivio prezioso per chiunque voglia capire davvero la storia dello sci moderno.

Chi ha seguito quello sport sa bene quanto contino i dettagli: la linea scelta in curva, la neve, il vento, la testa dell’atleta, la pressione prima della partenza. Di Marco riusciva a tenere insieme tutto questo. Parlava agli esperti, ma anche ai lettori comuni. Non è poco.

Dalla Gazzetta a Tomba

La carriera di Massimo Di Marco attraversa alcune delle stagioni più belle dello sci italiano. Dopo la Valanga Azzurra, arrivarono altri campioni, altre storie, altri modi di vivere la pista.

Il suo racconto ha accompagnato anche l’epoca di Alberto Tomba, probabilmente il volto più popolare dello sci italiano moderno. Tomba non era soltanto un atleta fortissimo: era un personaggio, un fenomeno mediatico, uno capace di portare davanti alla televisione anche chi non distingueva uno slalom da un gigante.

Di Marco seppe raccontare pure quella trasformazione. Lo sci che diventava spettacolo, pubblico, immagine. Ma senza perdere la parte tecnica, quella vera, quella che separa un racconto superficiale da un racconto competente.

Nel suo percorso trovano spazio anche figure come Deborah Compagnoni e le generazioni successive dello sci azzurro. Una lunga staffetta di nomi, vittorie, cadute, ritorni.

Libri e progetti

Massimo Di Marco non si è fermato agli articoli. Tra i suoi lavori viene ricordato anche il libro La leggenda dello sci alpino, un’opera dedicata alla storia e ai protagonisti di questo sport.

Il titolo racconta bene il suo approccio: per lui lo sci non era soltanto cronaca. Era epopea, tecnica, cultura sportiva. Era racconto lungo.

Tra le attività legate alla sua carriera vengono ricordati anche il lavoro sulla comunicazione del Kilometro Lanciato a Cervinia e il progetto Azzurrissimo. Segni di un giornalista che non restava chiuso in una sola forma: carta, eventi, libri, comunicazione, memoria.

Famiglia e vita privata

La storia professionale di Massimo Di Marco si intreccia anche con quella familiare. Nel mondo di Sciare ha avuto un ruolo importante il figlio Marco Di Marco, che ha proseguito il legame con la rivista e con il racconto dello sci.

Accanto a lui viene ricordata anche Rossella, indicata tra le figure vicine all’impresa familiare, e la moglie Graziella, legata a un’altra grande passione di Di Marco: il tango argentino.

Sì, perché Massimo Di Marco non era soltanto neve, piste e sport invernali. Amava il tango, la radio, la radioamatoristica. Aveva curiosità diverse, vive, quasi sorprendenti per chi lo conosce solo attraverso il giornalismo sportivo.

Pare che la sua vocazione fosse nata prestissimo: da ragazzo aveva già creato un piccolo giornale domestico, Il giornale della casa, stampato in pochissime copie. Una specie di gioco, forse. O forse no. Perché certe passioni, quando arrivano così presto, spesso sono già una strada.

L’eredità nel giornalismo sportivo

Massimo Di Marco lascia un’eredità precisa: il valore della parola giusta.

Nel giornalismo sportivo capita spesso di inseguire il risultato, il numero, la classifica. Lui ha dimostrato che una definizione può diventare storia, se nasce nel momento esatto e se riesce a raccontare qualcosa che il pubblico sente già, ma non sa ancora nominare.

Valanga Azzurra non fu solo un’etichetta felice. Fu la sintesi di un’epoca. Una fotografia verbale. Una formula che ha resistito al tempo, agli archivi, ai cambi di generazione.

E questo, per un giornalista, è forse uno dei riconoscimenti più grandi: scrivere qualcosa che continua a vivere anche quando la gara è finita da decenni.

FAQ

Chi era Massimo Di Marco?
Massimo Di Marco era un giornalista sportivo italiano, fondatore della rivista Sciare e storico narratore dello sci alpino. È ricordato anche per il legame con la formula Valanga Azzurra.

Massimo Di Marco è morto?
Sì, Massimo Di Marco è morto a quasi 92 anni. La sua scomparsa ha colpito il mondo del giornalismo sportivo e dello sci italiano.

Perché Massimo Di Marco è famoso?
È famoso soprattutto per aver raccontato lo sci alpino italiano e per aver legato il suo nome alla celebre espressione Valanga Azzurra, nata dopo la storica cinquina azzurra del 1974 a Berchtesgaden.

Che cos’era la Valanga Azzurra?
La Valanga Azzurra fu la grande generazione dello sci alpino italiano degli anni Settanta. Il simbolo resta la gara del 7 gennaio 1974, quando cinque italiani chiusero ai primi cinque posti nello slalom gigante di Berchtesgaden.

Quando sono i funerali di Massimo Di Marco?
I funerali di Massimo Di Marco sono previsti per giovedì 28 maggio 2026 alle ore 11, nella chiesa di Santa Croce, in via Sidoli 8 a Milano.