Tomas Aggio è morto a 42 anni dopo un tumore cerebrale. Il dolore di Oriago per l’autista DHL, ex calciatore e amante della musica

Daniela Devecchi

Tomas Aggio è morto a 42 anni dopo un tumore cerebrale. Il dolore di Oriago per l’autista DHL, ex calciatore e amante della musica

Una notizia che ha lasciato Oriago senza parole: Tomas Aggio è morto a soli 42 anni, dopo una battaglia durata circa un anno contro un tumore cerebrale. Una malattia arrivata quasi all’improvviso, con i primi malori, poi gli accertamenti, la diagnosi e un percorso di cure lungo, difficile, doloroso.

Tomas viveva tra Mira Porte e Oriago, in via Risorgimento. Chi lo conosceva parla di una persona piena di energia, uno di quelli che non passano inosservati non perché alzano la voce, ma perché sanno stare in mezzo agli altri. E forse è proprio questo a rendere la sua scomparsa ancora più pesante: Tomas era giovane, aveva passioni, amici, una vita fatta di lavoro, sport, musica e legami veri.

Si è spento giovedì 21 maggio all’hospice Nazareth di Zelarino, dove era stato ricoverato nelle ultime settimane. Accanto a lui, fino all’ultimo, c’è stata la mamma Prisca, presenza costante durante tutta la malattia.

Chi era Tomas Aggio

Tomas Aggio era un uomo conosciuto e voluto bene. Aveva studiato come perito elettronico, ma negli ultimi anni aveva trovato una strada lavorativa diversa, più vicina al suo carattere: faceva l’autista per il gruppo DHL nella sede di Mestre. Un lavoro che gli piaceva perché gli permetteva di muoversi, incontrare persone, non restare fermo dietro una scrivania.

Non è un dettaglio da poco. Ci sono persone che hanno bisogno di contatto, di strada, di giornate sempre diverse. Tomas, a quanto racconta chi lo ha amato, era così: vitale, socievole, sempre pronto a stare con gli altri.

La madre lo ha ricordato come un ragazzo con tante passioni, soprattutto lo sport, il calcio e la musica. E non è difficile immaginarlo: un torneo da organizzare, un concerto con gli amici, una serata semplice ma piena. Di quelle che poi, quando qualcuno se ne va troppo presto, tornano alla mente tutte insieme.

Il lavoro in DHL

Negli ultimi anni Tomas lavorava come autista DHL a Mestre. Era un impiego che sentiva suo, proprio perché non lo teneva fermo. Gli dava movimento, contatti, incontri quotidiani. Per una persona dal carattere aperto come il suo, quel lavoro era diventato più di una semplice occupazione.

Chi fa l’autista conosce bene la fatica delle giornate lunghe, degli orari, delle consegne, del traffico. Ma conosce anche un altro lato: le persone, le strade, i volti che si incrociano ogni giorno. Tomas sembrava aver trovato in quel ritmo qualcosa che gli apparteneva.

E ora, anche quel mondo del lavoro resta colpito da una morte arrivata troppo presto, in un’età in cui si dovrebbe ancora progettare, scegliere, costruire.

Calcio e musica

Prima della malattia, Tomas era molto legato al calcio locale. Da giovane aveva giocato nel Calcio Oriago e, anche dopo, non aveva mai perso quel legame con il campo, gli amici, le partite. Amava organizzare tornei amatoriali, momenti semplici ma importantissimi per una comunità: quelli in cui ci si ritrova, si ride, si litiga magari per un fallo, poi si torna amici come prima. ([La Nuova Venezia][1])

Il calcio, per lui, non era solo sport. Era relazione. Era gruppo. Era un modo per esserci.

Poi c’era la musica. Tomas andava ai concerti con amici e amiche, coltivando una passione che racconta un altro pezzo della sua personalità: quella voglia di vivere le cose, non solo guardarle da lontano.

La malattia

La malattia è comparsa circa un anno fa, con alcuni malori. Da lì sono partiti gli accertamenti, fino alla diagnosi di tumore cerebrale. Tomas ha iniziato un percorso di cure che lo ha portato prima nel reparto di Oncologia dell’ospedale di Mirano, poi allo Iov e ad Aviano.

Il tumore viene descritto come estremamente aggressivo. Una di quelle malattie che non lasciano tempo, che cambiano tutto in pochi mesi: le abitudini, le giornate, i pensieri, il futuro. La famiglia gli è rimasta accanto, con la mamma Prisca sempre vicina.

C’è qualcosa di profondamente ingiusto nella morte di una persona di 42 anni. A quell’età si è ancora nel pieno della vita. Si lavora, si fanno progetti, si hanno amici da vedere, partite da giocare, concerti da aspettare. Tomas invece ha dovuto affrontare un percorso durissimo, fino al ricovero all’hospice Nazareth di Zelarino, dove si è spento il 21 maggio.

Il dolore di Oriago

A Oriago Tomas era conosciuto da tanti. La sua morte ha provocato un’ondata di dolore e vicinanza alla famiglia. Sono arrivati centinaia di messaggi di cordoglio, segno di quanto fosse forte il legame con il territorio e con chi lo aveva incontrato negli anni.

Non era solo “un ragazzo del posto”. Era una presenza. Uno che aveva attraversato la vita della comunità con il calcio, con il lavoro, con gli amici, con quella giovialità che chi gli voleva bene continua a ricordare.

Il lutto, in questi casi, non resta chiuso dentro una famiglia. Si allarga alle strade, ai campi sportivi, ai colleghi, agli amici dei concerti, a chi magari lo conosceva solo di vista ma ora sente comunque un vuoto.

L’ultimo saluto

L’ultimo saluto a Tomas Aggio è previsto nella chiesa parrocchiale di San Pietro in Bosco, con i funerali indicati per mercoledì 27 maggio alle 15.30.

Tomas lascia la mamma Prisca, il papà Walter, la nonna Elena, gli zii Marino e Luciana e i cugini. Lascia però anche una comunità intera che in queste ore lo ricorda per ciò che era davvero: un uomo giovane, pieno di vita, legato allo sport, alla musica, agli amici e alla sua Oriago.

E forse il ricordo più forte sta proprio lì: non solo nella malattia che lo ha portato via, ma in tutto quello che Tomas era prima. Nel movimento, nelle partite, nelle consegne, nei concerti, nelle risate. In quella vitalità che oggi rende il dolore ancora più grande.

FAQ

Chi era Tomas Aggio?
Tomas Aggio era un uomo di 42 anni originario della zona di Oriago, nel Veneziano. Lavorava come autista DHL nella sede di Mestre ed era molto conosciuto nella comunità locale.

Di cosa è morto Tomas Aggio?
Tomas Aggio è morto a causa di un tumore cerebrale. La malattia era stata diagnosticata dopo alcuni malori comparsi circa un anno fa.

Dove viveva Tomas Aggio?
Viveva tra Mira Porte e Oriago, in via Risorgimento.

Che lavoro faceva Tomas Aggio?
Lavorava come autista per il gruppo DHL a Mestre. Era diplomato perito elettronico, ma negli ultimi anni aveva scelto un lavoro più dinamico, a contatto con le persone.

Quando si terranno i funerali di Tomas Aggio?
I funerali sono previsti mercoledì 27 maggio alle 15.30 nella chiesa parrocchiale di San Pietro in Bosco.